Linarello accusa: il consulente dei Poggi sotto attacco per nuove prove nel caso Garlasco Stasi

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Garlasco, Linarello contro il consulente dei Poggi: “State reincastrando Stasi”
Scontro in diretta
In studio a Mattino Cinque il confronto sul delitto di Garlasco è esploso quando il consulente della famiglia Poggi, il medico legale Dario Redaelli, ha illustrato il proprio lavoro, dichiarando di partire da “dati oggettivi” per arrivare a ricostruzioni più ampie. Le sue parole hanno subito innescato dubbi e contestazioni da parte degli altri ospiti.
La conduttrice Federica Panicucci è intervenuta segnalando una possibile zona grigia tra fatti e opinioni, evidenziando come molte affermazioni apparissero fondate più su interpretazioni che su risultanze certe delle indagini. Il consulente ha ribadito che l’analisi tecnico-scientifica, per sua natura, richiede una parte valutativa a partire dagli elementi oggettivi disponibili.
Il tono del dibattito si è rapidamente irrigidito, con lo studio diviso tra chi sostiene la necessità di riesaminare ogni dettaglio del caso e chi teme una riapertura surrettizia del processo a carico di Alberto Stasi, già condannato in via definitiva.
Le accuse di strumentalizzazione
A infiammare la discussione è stato il genetista Pasquale Linarello, che ha annunciato l’esistenza di una bpa di circa 300 pagine e ha accusato il team di consulenti legati alla famiglia Poggi di svolgere un lavoro “strumentale”. Secondo lui, da quando è emerso che la celebre cannuccia dell’Estathé conteneva il dna di Stasi, il rischio sarebbe quello di spostare di nuovo il baricentro del processo sull’ex imputato.
Linarello ha contestato l’idea che si stia cercando davvero la verità, sostenendo che le nuove letture delle prove puntino, di fatto, a “reincastrare” Stasi. L’accusa è pesante: non un neutro approfondimento tecnico, ma un percorso argomentativo costruito per riportare sotto i riflettori un soggetto già giudicato dalla magistratura.
L’osservazione tocca il nodo centrale del dibattito mediatico-criminologico: fino a che punto una consulenza televisiva può spingersi nel reinterpretare atti consolidati senza trasformarsi in un processo parallelo?
L’affondo legale e il richiamo alla misura
A rincarare le critiche è intervenuto in collegamento l’avvocato Gallo, che ha messo in dubbio la coerenza della strategia difensiva della famiglia Poggi, ritenendola troppo vicina alle posizioni della difesa di Sempio. Secondo il legale, non spetterebbe a questi consulenti individuare nuovi elementi a carico di Stasi, ma l’impostazione illustrata in studio sembrerebbe puntare proprio in quella direzione.
Gallo ha definito “inutile” e “poggiato sul nulla” il lavoro prospettato, contestando l’ipotesi – riferita a una ricostruzione di Redaelli – secondo cui l’assenza di tracce di sangue sotto le scarpe sarebbe spiegabile con la presenza di asciugamani indossati dall’aggressore. Ha invitato il consulente a riascoltare con attenzione la puntata per valutare il peso delle proprie affermazioni.
La conduttrice Panicucci ha tentato di riportare equilibrio ricordando che si trattava di una “versione” tra le tante possibili letture tecniche, ma il legale ha insistito sulla sostanziale inutilità di simili operazioni ricostruttive in tv.
FAQ
D: Di cosa si è discusso nello studio di Mattino Cinque?
R: Si è discusso delle consulenze tecniche sul caso di Garlasco e del possibile rischio di riaprire mediaticamente il processo su Alberto Stasi.
D: Chi è Dario Redaelli?
R: È il consulente medico legale della famiglia Poggi, invitato a spiegare le proprie analisi sul delitto di Garlasco.
D: Qual è stata la critica principale rivolta a Redaelli?
R: Gli è stato contestato l’eccesso di interpretazioni personali rispetto ai dati oggettivi.
D: Che cosa ha detto il genetista Pasquale Linarello?
R: Ha accusato i consulenti di svolgere un lavoro “strumentale” che, a suo avviso, finirebbe per reincanalare l’attenzione giudiziaria su Stasi.
D: Perché l’avvocato Gallo ha parlato di lavoro “inutile”?
R: Ritiene che le ricostruzioni illustrate non poggino su veri elementi oggettivi e siano inammissibili verso un condannato definitivo.
D: Qual è stato il ruolo di Federica Panicucci nel dibattito?
R: Ha cercato di chiarire i confini tra fatti e opinioni, invitando a ricordare che in studio veniva proposta una sola versione dei fatti.
D: Il dna sulla cannuccia dell’Estathé perché è rilevante?
R: Perché la presenza del dna di Stasi su quell’oggetto viene riconsiderata nelle nuove letture tecnico-scientifiche del caso.
D: Qual è la fonte giornalistica della ricostruzione?
R: La ricostruzione prende spunto da un articolo pubblicato su Fanpage.it, firmato da Riccardo Greco, dedicato alla puntata di Mattino Cinque sul caso Garlasco.




