Lega Serie A smaschera Cloudflare: accuse choc di protezione ai pirati, verità nascoste e scontro totale

Indice dei Contenuti:
Accuse della lega a e contesto della sanzione
Lega Serie A attacca il CEO di Cloudflare, Matthew Prince, definendo le sue dichiarazioni “mistificazioni, minacce e falsità” che danneggiano la stessa azienda statunitense. La posizione della Lega nasce dopo la multa inflitta ad Cloudflare per violazioni delle norme antipirateria e le successive esternazioni di Prince, che ha annunciato una battaglia anche extra-giudiziale. La sanzione di AGCOM viene rivendicata come pienamente motivata e legata alla tutela dei diritti d’autore sul live sportivo e sui contenuti audiovisivi, non a una presunta censura della rete.
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Secondo la Lega, Cloudflare sarebbe l’unica grande realtà tecnologica che, per scelta del suo vertice, rifiuta ogni collaborazione con autorità, forze dell’ordine, titolari dei diritti e magistratura. Per questo, sostiene la nota, la piattaforma diventerebbe la prima opzione per associazioni criminali che gestiscono servizi illeciti, facilitando la pirateria online.
La Lega rimarca che casi giudiziari contro Cloudflare sono stati registrati non solo in Italia ma anche in Francia, Spagna e Belgio. Definisce infondato che l’Unione Europea abbia criticato il sistema italiano: al contrario, la Commissione Europea lo avrebbe ritenuto coerente con la normativa UE. Annunciate segnalazioni alle autorità competenti e l’auspicio di dimissioni di Prince. Fonte: ANSA.
Conflitto con cloudflare e richiami alle istituzioni
Nel mirino della Lega Serie A c’è il perimetro di responsabilità di Cloudflare: la Lega respinge l’idea di censura e richiama il tema della protezione dei diritti come interesse pubblico, invitando istituzioni e regolatori a vigilare. La replica passa anche per i social, con tag a @elonmusk e @JDVance, per sottolineare che il caso trascende l’ambito sportivo e coinvolge il rispetto delle regole nei mercati digitali. Il messaggio è duplice: difesa del modello sanzionatorio di AGCOM e richiesta di accountability agli intermediari tecnologici.
La Lega segnala “minacce reiterate” del CEO e annuncia esposti alle autorità competenti, evidenziando un atteggiamento definito “arrogante” di alcune big tech verso la tutela della proprietà intellettuale e dei dati personali. L’obiettivo è spostare il confronto dai toni polemici al terreno giuridico, ribadendo che la compliance alle decisioni amministrative e giudiziarie è condizione per operare nel mercato europeo.
Secondo la Lega, l’ecosistema dell’antipirateria richiede cooperazione con forze dell’ordine e titolari dei diritti; la mancata collaborazione di Cloudflare verrebbe interpretata come un fattore abilitante per i network criminali. Si chiede quindi un intervento coordinato di autorità nazionali ed europee. Fonte: ANSA.
Reazioni internazionali e impatto sulla lotta alla pirateria
La presa di posizione della Liga guidata da Javier Tebas rafforza il fronte europeo: “combattere la pirateria non è censura ma contrasto all’attività criminale”. L’organizzazione spagnola accusa Cloudflare di ignorare le leggi per favorire il proprio business, lanciando minacce pubbliche verso gli utenti europei e tentando di condizionare istituzioni e leader politici.
In Spagna, secondo la Liga, oltre il 35% dei contenuti piratati di LALIGA continuerebbe a essere distribuito tramite Cloudflare nonostante migliaia di diffide, a conferma di una criticità sistemica nel ruolo degli intermediari tecnologici. La pirateria è definita un reato con vittime: erode ricavi, mette a rischio la sostenibilità dei club e frena gli investimenti nel calcio di base e giovanile.
Il messaggio condiviso dai campionati europei è che pretendere il rispetto delle sentenze e del giusto processo non equivale a oscurare Internet, ma a tutelare un’industria culturale e sportiva globale. L’appello è per un’applicazione coordinata delle decisioni delle autorità e per una cooperazione effettiva degli intermediari, condizione ritenuta essenziale per ridurre la distribuzione illegale in tempo reale. Fonte: ANSA.
FAQ
- Qual è il punto centrale della disputa? La richiesta che gli intermediari tecnologici rispettino decisioni e misure antipirateria senza bollarle come censura.
- Chi ha sanzionato Cloudflare? L’AGCOM italiana, con una decisione rivendicata dalla Lega Serie A come pienamente motivata.
- Cosa contesta la Liga a Cloudflare? Di favorire la diffusione di contenuti piratati, ignorando diffide e leggi, con effetti sull’ecosistema sportivo.
- La UE ha criticato il modello italiano? Secondo la Lega, no: la Commissione Europea lo considera coerente con la normativa comunitaria.
- Qual è l’impatto sul calcio professionistico? Perdita di ricavi, rischio per i club, compressione degli investimenti in settori giovanili e di base.
- Cosa chiedono le leghe europee? Cooperazione degli intermediari, applicazione delle sentenze e coordinamento tra autorità per arginare la pirateria. Fonte: ANSA.




