Latini spinge per legge che vieta social agli under 15

Divieto ai social per gli under 15: cosa prevede la proposta Latini
La proposta di legge presentata alla Camera dalla deputata della Lega Giorgia Latini introduce per l’Italia un quadro organico di regolazione dell’accesso dei minori ai social media. Il testo, in linea con le esperienze di Paesi europei come la Francia, punta al divieto di utilizzo dei social per gli under 15 e a un sistema di controllo rigoroso per la fascia 15-18 anni, fondato su consenso genitoriale verificabile e responsabilità dei fornitori di servizi. L’obiettivo dichiarato è ridurre i rischi psicologici, sociali e reputazionali connessi all’uso precoce e non controllato delle piattaforme digitali, bilanciando tutela dei minori, innovazione tecnologica e diritti fondamentali.
Iter parlamentare e tempi di approvazione
Secondo Giorgia Latini, la proposta di legge “è stata depositata ufficialmente alla Camera dei Deputati” e attende ora l’assegnazione in Commissione. Il cronoprogramma politico punta a chiudere l’iter entro la fine del 2026, compatibilmente con i tempi parlamentari. La norma si inserisce nel dibattito europeo sulla sicurezza online dei minori e mira a rendere l’Italia uno dei Paesi con le regole più stringenti sull’accesso ai social, ponendo limiti chiari d’età e responsabilità definite per piattaforme e genitori.
La Lega rivendica un ruolo di traino su questo dossier, ma il tema è trasversale e potrebbe attirare convergenze di altre forze politiche, vista la crescente sensibilità su cyberbullismo, dipendenze digitali e contenuti dannosi.
Obiettivi di tutela dei minori nel contesto europeo
Il provvedimento italiano si colloca in continuità con le tendenze normative europee, dal Digital Services Act alle iniziative nazionali mirate alla protezione dei minori online. L’impostazione è centrata sulla prevenzione: vietare l’accesso agli under 15, rafforzare il controllo genitoriale per gli over 15, imporre obblighi tecnici e organizzativi ai social. L’approccio guarda alla salute mentale, alla riduzione delle dipendenze da schermo e alla minimizzazione dell’esposizione a contenuti violenti o manipolatori, superando l’autoregolazione delle piattaforme ritenuta finora insufficiente.
La proposta aspira a diventare un benchmark regolatorio, con un ruolo attivo delle autorità indipendenti.
Verifica dell’età e responsabilità delle piattaforme
Uno snodo centrale della proposta Latini è la age verification, concepita come condizione di accesso ai social per i minori. La legge non individua un’unica tecnologia obbligatoria, ma adotta il principio di neutralità tecnologica: saranno i fornitori a scegliere gli strumenti più idonei nel rispetto delle linee guida dell’Agcom. Il quadro mira a coniugare efficacia dei controlli, tutela della privacy e proporzionalità, evitando raccolte di dati eccessive. In parallelo, la responsabilità di gestione ricade interamente sulle piattaforme, che dovranno integrare soluzioni robuste nei propri sistemi di registrazione e accesso.
Come funzionerà l’age verification stabilita da Agcom
La verifica dell’età sarà definita, nei dettagli operativi, da delibere dell’Agcom entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge. Giorgia Latini chiarisce che le soluzioni dovranno essere basate su criteri di necessità e proporzionalità, garantendo “massima sicurezza e accuratezza del dato” e limitando la raccolta di informazioni non indispensabili.
L’Autorità potrà orientarsi su sistemi di terze parti accreditate, interfacce di verifica documentale, certificazioni tramite identità digitali o altre forme di attestazione anagrafica. Le piattaforme dovranno assicurare che il controllo sia effettivo, non eludibile con dichiarazioni false e compatibile con il quadro del Gdpr e con il principio di minimizzazione dei dati.
Sanzioni economiche e oscuramento dei social inadempienti
Il disegno sanzionatorio è pensato per essere deterrente, in linea con il modello europeo per le big tech. In caso di violazione degli obblighi di age verification o di mancata adozione delle misure richieste dall’Autorità, l’Agcom potrà irrogare multe fino al 6% del fatturato annuo mondiale del gruppo responsabile.
Oltre alle sanzioni economiche, è prevista la possibilità di ordinare l’oscuramento immediato della piattaforma sul territorio nazionale, in analogia con gli strumenti già sperimentati nel contrasto alla pirateria online (come nel caso del cosiddetto piracy shield). Questo doppio livello – economico e tecnico – mira a rendere effettivo l’obbligo, evitando che i grandi operatori considerino le multe un semplice costo di compliance.
Contenuti a rischio, ruolo dei genitori e poteri dell’Agcom
La proposta Latini non si limita a fissare soglie d’età: introduce un quadro di responsabilità sostanziale sui contenuti e sui meccanismi di funzionamento delle piattaforme. I social dovranno mitigare i rischi per lo sviluppo fisico, psichico e morale dei minori, intervenendo su design manipolatori, algoritmi che favoriscono la dipendenza, contenuti violenti, discorsi d’odio e fenomeni di cyberbullismo. Parallelamente, i genitori diventano attori centrali nel rilascio del consenso per i 15-18enni, mentre l’Agcom, in raccordo con il Garante per la protezione dei dati personali, assume funzioni regolatorie e sanzionatorie estese.
Obbligo di mitigare contenuti dannosi e rischi algoritmici
Le piattaforme dovranno ripensare parte delle proprie logiche di engagement quando coinvolgono utenti minorenni. Giorgia Latini evidenzia che il focus non è solo sui contenuti palesemente inappropriati (violenza, odio, pornografia), ma soprattutto sulle pratiche di design e sulle raccomandazioni algoritmiche che incentivano l’uso compulsivo.
Gli operatori saranno chiamati a introdurre filtri, limiti personalizzati per i minori, sistemi di segnalazione rapida e misure proattive contro il cyberbullismo. Il mancato rispetto di questi obblighi di protezione espone i gestori alle stesse sanzioni milionarie previste per l’assenza di sistemi efficaci di verifica dell’età, con possibili ordini di blocco del servizio.
Consenso genitoriale per gli over 15 e ruolo di Agcom
Per la fascia 15-18 anni, l’accesso ai social sarà subordinato a un consenso espresso e verificabile da parte dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale. Tale consenso, come spiega Giorgia Latini, sarà raccolto tramite procedure sicure integrate nelle piattaforme, secondo standard tecnici che l’Agcom dovrà definire.
L’Autorità avrà inoltre competenza piena in materia sanzionatoria: valuterà le violazioni, stabilirà l’entità delle multe e potrà disporre misure di inibizione dell’accesso. L’azione sarà coordinata con il Garante privacy, per garantire coerenza con le norme sulla protezione dei dati e un’applicazione effettiva della disciplina, a tutela dei minori e della fiducia nel contesto digitale.
FAQ
Qual è l’obiettivo principale della proposta Latini sui social
La proposta della deputata Giorgia Latini mira a vietare l’accesso ai social agli under 15 e a disciplinare rigorosamente l’ingresso dei 15-18enni, riducendo rischi psicologici, sociali e di esposizione a contenuti dannosi, con responsabilità chiare per piattaforme e genitori.
Quando potrebbe entrare in vigore la nuova legge sui minori e social
Il testo è già stato depositato alla Camera e, secondo l’indicazione politica di Giorgia Latini, l’obiettivo è arrivare all’approvazione entro la fine del 2026, dopo l’esame in Commissione e in Aula.
Come verrà verificata l’età degli utenti sui social network
La legge affida all’Agcom il compito di definire entro sessanta giorni gli standard di age verification. Le piattaforme dovranno adottare soluzioni tecniche sicure, proporzionate e rispettose della privacy, senza un’unica tecnologia obbligatoria.
Quali sanzioni rischiano i social che non rispettano gli obblighi
In caso di violazioni, l’Agcom potrà imporre sanzioni fino al 6% del fatturato annuo mondiale del gruppo e ordinare l’oscuramento immediato della piattaforma inadempiente sul territorio nazionale.
Che tipo di contenuti dovranno essere limitati per i minori
Le piattaforme dovranno ridurre l’esposizione dei minori a contenuti violenti, discorsi d’odio, cyberbullismo e altre forme di comunicazione lesive, intervenendo anche su design manipolatori e algoritmi che favoriscono la dipendenza.
In che modo i genitori daranno il consenso per i ragazzi over 15
Per i 15-18enni l’accesso ai social sarà possibile solo con consenso genitoriale verificabile attraverso procedure sicure integrate nelle piattaforme, secondo i criteri tecnici che saranno stabiliti dall’Agcom.
Qual è il ruolo dell’Agcom nella nuova disciplina sui social
L’Agcom avrà un ruolo centrale: definirà le modalità tecniche di verifica dell’età, vigilerà sugli obblighi di tutela dei minori, comminerà sanzioni economiche e potrà disporre l’inibizione dei servizi.
Da quale fonte provengono le dichiarazioni di Giorgia Latini
Le dichiarazioni di Giorgia Latini e i dettagli sulla proposta di legge sono tratti dall’intervista pubblicata su Key4biz, che analizza i contenuti del provvedimento in materia di accesso dei minori ai social media.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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