Kering rilancia i margini puntando su Gucci e taglio del retail

Kering rilancia i margini puntando su Gucci e taglio del retail

17 Aprile 2026

Kering presenta a Firenze il piano ReconKering per il lusso del futuro

Alla stazione Leopolda di Firenze, il ceo di Kering Luca de Meo ha presentato al mercato e alla stampa, nel Capital Markets Day, il nuovo piano strategico di rilancio “ReconKering”. Sul palco, insieme a lui, l’intero top management e i direttori creativi, da Demna ad Anthony Vaccarello, da Pierpaolo Piccioli a Francesca Bellettini, presidente e ceo di Gucci. Obiettivo dichiarato: riportare entro il 2030 il gruppo francese ai vertici del “Next Luxury” attraverso reset operativo, crescita selettiva e riconquista della leadership. Il piano, strutturato su tre fasi – reset al 2026, rebuild al 2028 e reclaim al 2030 – punta a raddoppiare nel medio termine il margine operativo, ridurre il peso di Gucci sul gruppo, ottimizzare la rete retail globale e rafforzare categorie ad alta redditività come gioielli, eyewear e beauty.

In sintesi:

  • ReconKering: tre fasi fino al 2030 per riportare Kering al vertice del lusso globale.
  • Rete retail: chiusura fino a 250 store e rinnovo di due terzi delle boutique.
  • Gucci: semplificazione offerta, focus su pelletteria Icon, gioielli e orologi.
  • Espansione strategica in gioielleria, eyewear smart, beauty e mercato cinese.

Strategia ReconKering: reset operativo, crescita disciplinata e ritorno alla leadership

Sul palco di Firenze, de Meo ha scandito i numeri chiave: entro il 2026 previste 100 chiusure di negozi rispetto agli attuali 1.719, -20% di Sku per Gucci e riduzione di un miliardo di euro di magazzino a livello di holding. Il margine operativo ricorrente, pari all’11,1% nel 2025, dovrà raddoppiare nel medio periodo.

La traiettoria temporale è chiara. “Reset” entro il 2026, con disciplina finanziaria ed efficienza operativa; “rebuild” entro il 2028, con ritorno a una crescita sostenibile supportata da una piattaforma di gruppo integrata; “reclaim” nel 2030, con la riconquista della leadership nel “Next Luxury”, basata su desiderabilità, efficienza e solidità di lungo periodo.

BOTTONE COMPRA BRANDED CONTENT SU ASSODIGITALE SMALL

La nuova organizzazione ruota su quattro comparti – Fashion & Leather Goods, Jewelry, Eyewear, Corporate & Others – e cinque hub industriali e di competenza: Industria (inclusa la joint venture con HModa), Client, Tecnologia, Sostenibilità e funzioni di supporto. Il contesto è quello di un’industria del lusso in “fase di reset”, con Gucci ancora in calo del 14% nel trimestre ma posizionato come pilastro centrale del rilancio.

Gucci e le altre maison: tagli selettivi, rilancio creativo e focus su categorie chiave

“Siamo entrati in Kering con umiltà e responsabilità verso tutti gli stakeholder”, ha ricordato de Meo, sottolineando che il lusso non si esaurisce nella desiderabilità ma richiede “eccellenza”. *“Nessuna promessa, ma segnali concreti che stanno già ridisegnando le nostre operazioni attuali”*, ha detto, definendo Gucci “uno dei pilastri del piano”.

Per la maison fiorentina il gruppo ha rinnovato la leadership, chiarito le priorità di business, semplificato l’offerta (-20% Sku), riattivato i clienti core e presentato il nuovo corso creativo. *“La ripresa di Gucci sarà reale perché sarà strutturata”*, ha assicurato il ceo. Il piano retail prevede 100 chiusure nel 2026, 200 nel 2028 e 250 nel 2030, con rinnovo o rilocalizzazione di due terzi delle boutique, riduzione degli outlet di un terzo e contrazione delle superfici del 20% per proteggere l’equity del brand.

Pur riconoscendo errori recenti – instabilità creativa, offerta disomogenea – de Meo insiste sull’unicità del marchio: *“Gucci non è un gelato alla vaniglia: è speziato, a volte amaro, a volte dolcissimo”*. Il target è “make Gucci unmissable again”: portare la pelletteria Icon al 20% delle vendite (dal 10% attuale), rilanciare gioielli e orologeria, con particolare attenzione agli orologi-gioiello femminili, e tornare a crescere su ready-to-wear e calzature entro il 2030.

Su Saint Laurent la strategia punta ad “amplificare ciò che già la rende unica”, con foco sull’Asia, raddoppio del business entro il 2030, più menswear e comunicazione dedicata. Bottega Veneta continuerà a valorizzare la pelletteria, estendendosi a guardaroba completi uomo-donna. Balenciaga, forte di una clientela Gen Z pari al 25% delle vendite, mira a raddoppiare la pelletteria entro il 2030 e a reinventare parte del ready-to-wear maschile e delle calzature, esplorando territori come abbigliamento tecnico e scarpe ibride, con maggiore crescita in Nord America, Medio Oriente ed Europa e più che raddoppio del ready-to-wear donna.

Per McQueen il reset è più radicale: rete retail dimezzata entro fine 2026 rispetto ai livelli 2025, ridimensionamento della dipendenza dalle sneaker e riallineamento al Dna di artigianalità e arte contemporanea. In parallelo, forte spinta su gioielleria, eyewear e beauty. I gioielli, “categoria più resiliente del 2025”, saranno potenziati grazie all’integrazione di Raselli Franco e dell’offerta Gucci. Nell’eyewear, strategica la partnership con Google sugli smart glasses; nel beauty, i temi di wellness e longevity diventano pilastri futuri.

Il mercato cinese viene indicato come “priorità”, con il nuovo accordo con Iccf (Gruppo Icicle Fashion) che inaugura “House of Wonders”, piattaforma Kering a sostegno di realtà emergenti del lusso ad alta rilevanza culturale.

Impatto industriale, sostenibilità e M&A: come cambierà Kering entro il 2030

De Meo ha sintetizzato gli obiettivi industriali: *“Ripristinare una crescita sostenibile del fatturato, guidata dalla desiderabilità e dall’immagine del brand”*, riallineare l’Ebitda ai benchmark di settore, rafforzare l’efficienza del capitale fino a rendimenti coerenti con un profilo investment grade e migliorare la generazione di cassa con operazioni più snelle.

Sul fronte M&A, la linea resterà “altamente selettiva”, concentrata su acquisizioni mirate lungo la filiera produttiva, evitando movimenti eccessivamente diluitivi. In parallelo, il gruppo ridurrà la dipendenza dalla pelle del 30% entro il 2028, favorendo materiali alternativi più sostenibili, in coerenza con gli impegni ambientali. Centrale il tema delle persone: valorizzazione e sviluppo delle competenze interne sono considerati condizione per rendere strutturale la trasformazione.

I progressi saranno monitorati semestre per semestre. De Meo insiste sulla dimensione collettiva del progetto: *“Non è solo un piano strategico ma un’ambizione collettiva. Un ‘noi’, non un ‘io’”*. La metafora è quella di una squadra: ogni maison e funzione ha un ruolo specifico, ma il risultato dipende dal gioco corale e dal recupero di efficienza in un retail che, in più aree, si è dimostrato “poco efficiente”. Il vero banco di prova sarà la capacità di coniugare disciplina finanziaria, innovazione di prodotto e desiderabilità di lungo periodo in un mercato del lusso che sta cambiando struttura.

FAQ

Che cos’è il piano ReconKering presentato da Luca de Meo?

ReconKering è il nuovo piano strategico decennale di Kering, articolato in tre fasi (reset, rebuild, reclaim) per raddoppiare i margini e riconquistare la leadership nel “Next Luxury” entro il 2030.

Quante boutique Kering chiuderà e con quali tempistiche previste?

Kering prevede 100 chiusure di negozi entro il 2026, 200 entro il 2028 e 250 entro il 2030, con rinnovo o rilocalizzazione di due terzi delle boutique globali per migliorare efficienza e redditività.

Come cambierà la strategia di Gucci nel piano di rilancio Kering?

Gucci sarà rilanciata con riduzione del 20% delle Sku, più pelletteria Icon (dal 10% al 20% vendite), forte spinta su gioielli, orologi-gioiello femminili, ready-to-wear e calzature, con rete retail più selettiva.

Quali categorie e mercati sono priorità per Kering fino al 2030?

Kering punta su gioielleria, eyewear (inclusi smart glasses con Google), beauty legato a wellness e longevity, e considera il mercato cinese priorità assoluta, supportato da partnership strategiche come Iccf e House of Wonders.

Da quali fonti è stata ricavata e rielaborata questa analisi su Kering?

Questa analisi deriva da una elaborazione congiunta delle informazioni diffuse da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente verificate e rielaborate dalla nostra Redazione secondo i principi EEAT.


Redazione Assodigitale Avatar

Redazione Assodigitale

La Redazione di Assodigitale Phd, MBA, CPA

Il team editoriale di Assodigitale coordina la pubblicazione di notizie, analisi e approfondimenti quotidiani dal mondo dell'innovazione, della tecnologia e dei mercati digitali.

Questo account raccoglie i contributi storici della testata, i comunicati stampa certificati e le inchieste collettive curate dai nostri giornalisti e analisti.

Fondata per esplorare l'impatto della trasformazione digitale sulla società e sull'economia, la Redazione di Assodigitale si impegna a fornire un'informazione accurata, indipendente e verificata, seguendo rigorosi standard deontologici e di fact-checking per garantire ai lettori una visione chiara ed esperta del futuro tecnologico."

Per tutte le vostre esigenze editoriali e per proporci progetti speciali di Branded Content oppure per inviare alla redazione prodotti per recensioni e prove tecniche potete contattarci direttamente scrivendo alla redazione : CLICCA QUI

Areas of Expertise: Digital Marketing, SEO, Content Strategy, Crypto, Blockchain, Fintech, Finance, Web3, Metaverse, Digital Content, Journalism, Branded Content, Digital Transformation, AI Strategy, Digital Publishing, DeFi, Tokenomics, Growth Hacking, Online Reputation Management, Emerging Tech Trends, Business Development, Media Relations, Editorial Management.
Fact Checked & Editorial Guidelines

Our Fact Checking Process

We prioritize accuracy and integrity in our content. Here's how we maintain high standards:

  1. Expert Review: All articles are reviewed by subject matter experts.
  2. Source Validation: Information is backed by credible, up-to-date sources.
  3. Transparency: We clearly cite references and disclose potential conflicts.
Reviewed by: Subject Matter Experts

Our Review Board

Our content is carefully reviewed by experienced professionals to ensure accuracy and relevance.

  • Qualified Experts: Each article is assessed by specialists with field-specific knowledge.
  • Up-to-date Insights: We incorporate the latest research, trends, and standards.
  • Commitment to Quality: Reviewers ensure clarity, correctness, and completeness.

Look for the expert-reviewed label to read content you can trust.