Juventus verso la svolta: Elkann pronto a cedere, spunta cifra shock e intreccio Tether-Agnelli
Indice dei Contenuti:
Cessione possibile: Elkann valuta l’addio e la cifra decisiva
John Elkann ha respinto a dicembre la proposta da 1,1 miliardi di euro avanzata da Tether per rilevare il controllo di Juventus, ribadendo pubblicamente che “storia e valori” del club non sono in vendita. Tuttavia, secondo quanto riportato da Dagospia, lo scenario potrebbe cambiare: l’ipotesi cessione sarebbe oggi valutata, seppur con paletti stringenti.
▷ Lo sai che da oggi puoi MONETIZZARE FACILMENTE I TUOI ASSET TOKENIZZANDOLI SUBITO? Contatto per approfondire: CLICCA QUI
La cifra ritenuta idonea a scalfire le resistenze dell’ad di Exor si attesterebbe attorno ai 2 miliardi di euro, ben oltre il miliardo rifiutato e i 1,1 miliardi messi sul tavolo dal socio di minoranza. Un target che riflette il peso industriale e simbolico del club bianconero e il controllo della holding sulla governance.
Il contesto, segnato da un 2025 complesso per Elkann e da pressioni mediatiche, alimenta la possibilità di una “retromarcia” strategica rispetto alle chiusure iniziali, pur in assenza di conferme ufficiali. L’eventuale trattativa resterebbe subordinata a un’offerta in linea con la valorizzazione stimata e con garanzie sulla continuità gestionale, condizione considerata essenziale per ogni apertura concreta.
Tether rilancia: il ruolo di Devasini e Ardoino nell’operazione
Tether, già al 11,5% del capitale bianconero, resta l’attore più attivo sul dossier. L’offerta di dicembre da 1,1 miliardi non ha superato il veto di John Elkann, ma nei corridoi finanziari si dà per concreto un possibile rilancio, calibrato sui nuovi parametri valutativi richiesti da Exor.
Il baricentro operativo è nelle mani di Giancarlo Devasini e Paolo Ardoino, profili con capacità finanziaria certificata: secondo Forbes 2025, Devasini è terzo tra i più ricchi d’Italia con 22,4 miliardi, Ardoino quinto con 9,5 miliardi. La disponibilità di capitale e la strategia di lungo periodo sulle partecipazioni spiegano la volontà di consolidare l’influenza nella Juventus.
La traiettoria negoziale resta legata a due variabili: l’allineamento al valore soglia ipotizzato in area 2 miliardi e la presentazione di garanzie di governance che preservino continuità sportiva e stabilità istituzionale. Un’offerta strutturata su queste direttrici potrebbe riaprire il tavolo, con tempistiche dettate dai risultati del club e dagli equilibri interni a Exor.
FAQ
- Chi guida l’eventuale rilancio di Tether?
Il dossier è presidiato da Giancarlo Devasini e Paolo Ardoino. - Qual è la quota attuale di Tether nella Juventus?
Circa l’11,5% del capitale. - Perché l’offerta da 1,1 miliardi è stata respinta?
Non ha raggiunto la valutazione richiesta né garantito i paletti di governance. - Qual è la cifra che potrebbe sbloccare la trattativa?
Una valutazione prossima ai 2 miliardi di euro. - Il patrimonio di Devasini e Ardoino è un fattore determinante?
Sì, sostiene la credibilità finanziaria di un rilancio. - Quali condizioni pretende Exor?
Valorizzazione adeguata e continuità gestionale del club. - Qual è la fonte delle indiscrezioni sulla cessione?
Dagospia ha riportato l’apertura di John Elkann a valutare la vendita.
Ritorno suggestione: l’indiscrezione su Andrea Agnelli
L’ipotesi di un rientro di Andrea Agnelli torna a circolare con forza, legata a un eventuale cambio di proprietà della Juventus. Secondo quanto rilanciato da Dagospia, in caso di esito positivo dell’operazione guidata da Tether, l’ex presidente potrebbe rientrare con una quota minoritaria, contribuendo alla gestione sportiva.
Nessuna conferma né smentita dai diretti interessati, ma i segnali di contesto alimentano la pista: la permanenza di Tether come socio all’11,5% e il possibile rilancio economico aprirebbero a scenari di governance ibrida. Il profilo di Agnelli resta forte presso la tifoseria, elemento che pesa sul consenso attorno a una transizione.
Gli indizi più recenti passano dalla visita a San Siro per Milan-Verona e da un pranzo con Massimiliano Allegri, episodi che hanno riacceso l’immaginario collettivo. Sul piano operativo, l’eventuale coinvolgimento di Agnelli dipenderebbe dai termini dell’acquisizione e dall’architettura di governance concordata con Exor e i nuovi investitori, con un perimetro funzionale mirato al rafforzamento dell’area sportiva.
FAQ
- Chi potrebbe rientrare nella governance della Juventus?
Andrea Agnelli, con una quota minoritaria. - Da cosa nasce l’ipotesi del ritorno?
Dalle indiscrezioni su un’eventuale cessione e dal ruolo attivo di Tether. - Ci sono conferme ufficiali?
No, al momento nessuna conferma o smentita. - Quali segnali recenti hanno alimentato i rumors?
La presenza a San Siro per Milan-Verona e un pranzo con Massimiliano Allegri. - Quale sarebbe il ruolo di Agnelli?
Supporto alla gestione sportiva con presenza in capitale limitata. - La tifoseria come vede il possibile ritorno?
Con favore, per continuità identitaria e competenza storica. - Qual è la fonte giornalistica dell’indiscrezione?
Dagospia ha riportato l’ipotesi di apertura e il possibile coinvolgimento di Andrea Agnelli.




