Julio Iglesias smentisce lo scandalo: perché l’indagine per presunti abusi rischia di svanire subito

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Richiesta di archiviazione e contestazione della giurisdizione
Julio Iglesias ha depositato un’istanza per l’archiviazione dell’indagine sulle presunte aggressioni sessuali, sostenendo che i tribunali spagnoli non hanno competenza sulla vicenda. La richiesta, presentata il 19 gennaio e visionata dai media, contesta la giurisdizione dell’Audiencia Nacional di Madrid. Secondo la linea difensiva, l’azione penale non può proseguire in Spagna per difetto di competenza territoriale.
La tesi poggia sul luogo dei presunti fatti, indicati nella Repubblica Dominicana e alle Bahamas, dove due ex collaboratrici avrebbero denunciato abusi risalenti al 2021. Per la difesa, eventuali denunce dovevano essere presentate in quei Paesi, rendendo viziato l’intervento della Procura spagnola. L’artista ha respinto in modo netto ogni accusa, ribadendo l’estraneità ai fatti contestati.
Nell’atto, indirizzato al procuratore capo dell’Audiencia Nacional, si definisce “non ammissibile” la prosecuzione di una competenza giudiziaria ritenuta inesistente. L’istanza chiede che il procedimento venga chiuso senza ulteriori ritardi, in attesa di eventuali valutazioni delle autorità dei Paesi in cui si sarebbero verificati gli episodi, qualora richieste.
Argomentazioni della difesa e accesso agli atti
La difesa di Julio Iglesias, guidata dall’avvocato Javier Choclán, contesta la legittimità dell’azione della Procura dell’Audiencia Nacional, definendola priva di competenza a proseguire. Nel documento di 15 pagine, l’ufficio del legale argomenta che le presunte vittime avrebbero dovuto agire nelle giurisdizioni della Repubblica Dominicana e delle Bahamas, dove sarebbero accaduti i fatti nel 2021. La prosecuzione in Spagna viene qualificata “non ammissibile” per difetto di giurisdizione.
Tra le richieste, accesso immediato e integrale agli atti d’indagine, con facoltà di intervento attivo in ogni fase del procedimento. La difesa sollecita la possibilità per l’indagato di presenziare a eventuali dichiarazioni delle denuncianti, invocando il diritto a una controverifica diretta e tempestiva delle accuse. Secondo la memoria, qualsiasi ritardo inciderebbe sul pieno esercizio delle garanzie difensive.
Viene inoltre contestata l’ipotesi di escussione come testimoni protetti delle due ex collaboratrici, ritenuta “processualmente anomala” alla luce della loro esposizione mediatica. Per i legali, la scelta di divulgare contenuti della denuncia attraverso interviste e fughe di notizie escluderebbe i presupposti per l’anonimato verso l’indagato, rafforzando la richiesta di partecipazione della difesa a ogni atto istruttorio.
Impatto mediatico, tutela della reputazione e possibili azioni legali
La difesa di Julio Iglesias denuncia un pregiudizio d’immagine generato da fughe di notizie e interviste che avrebbero anticipato nel dibattito pubblico i contenuti della denuncia. Secondo l’avvocato Javier Choclán, il caso avrebbe assunto un profilo di “imputazione mediatica” prima di qualsiasi vaglio giudiziario, aggravando il danno reputazionale dell’artista.
La strategia difensiva contesta l’uso del regime di testimonianza protetta per le ex collaboratrici, ritenendolo incompatibile con l’esposizione mediatica scelta dalle stesse. Per i legali, la visibilità pubblica farebbe venir meno i presupposti per l’anonimato e impone la presenza dell’indagato a ogni eventuale dichiarazione, a tutela del contraddittorio e del diritto di difesa immediata.
Parallelamente, Iglesias si riserva iniziative giudiziarie per contrastare quanto definito un impiego distorto dello strumento penale e per ottenere ristoro del danno “difficilmente riparabile” alla reputazione. L’istanza mira a prevenire ulteriori divulgazioni non controllate, richiedendo l’accesso completo agli atti e interventi tempestivi per contenere l’impatto mediatico in assenza di decisioni dei tribunali.
FAQ
- Qual è il cuore della contestazione mediatica?
La difesa sostiene che la diffusione di dettagli dell’indagine abbia creato una “imputazione mediatica” prima di valutazioni giudiziarie. - Perché si critica la testimonianza protetta?
Secondo i legali, l’esposizione pubblica delle denunciatrici esclude i presupposti per l’anonimato processuale. - Quali garanzie chiede la difesa?
Presenza dell’indagato alle dichiarazioni, accesso integrale agli atti e intervento attivo in ogni fase. - Quali danni vengono rivendicati?
Un grave pregiudizio reputazionale derivante da fughe di notizie e interviste. - Che azioni legali sono allo studio?
Iniziative per contrastare un presunto uso improprio del penale e per ottenere tutela risarcitoria. - Quali Paesi sono indicati come luoghi dei fatti?
Repubblica Dominicana e Bahamas, elementi centrali nella contestazione di giurisdizione. - Qual è la fonte giornalistica citata?
I contenuti riprendono quanto riportato dai media spagnoli che hanno visionato l’atto depositato.




