Jessica Moretti shock a Crans-Montana: la verità nascosta che spiega perché non è finita in galera

Indice dei Contenuti:
Misure cautelari e ruolo della procura
Sion, nel pomeriggio del minuto di silenzio nazionale, la procura cantonale cambia linea e dispone il carcere per Jacques Moretti e i domiciliari con braccialetto per Jessica Moretti. La procuratrice Béatrice Pilloud, finora contraria a misure restrittive, riconosce ora i presupposti di legge: pericolo di fuga, rischio di inquinamento probatorio e possibilità di reiterazione.
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Determinanti, secondo gli inquirenti, le “dichiarazioni” e il “percorso di vita” di Jacques, la rete di interessi in Svizzera e all’estero e la cittadinanza francese in un quadro di estradizione complesso. A rafforzare la stretta, la rapidità con cui sono stati rimossi contenuti online legati al Constellation dopo l’incendio, elemento letto come potenziale interferenza probatoria.
Il cambio di passo segue le critiche pubbliche, inclusa la sorpresa espressa dall’ex procuratrice federale Rosa Cappa. La procura concentra ora gli approfondimenti sulla situazione patrimoniale dei Moretti: acquisizioni immobiliari tra Crans e Lens, assenza di debiti e un precedente per sfruttamento della prostituzione a carico di Jacques.
La difesa, con gli avvocati Yael Hayat, Nicola Meyer e Patrick Michod, annuncia il deposito in 48 ore delle garanzie richieste dal procuratore generale, lasciando intendere un possibile rapido aggiustamento delle misure cautelari.
Perché Jessica non è stata incarcerata
Jessica Moretti non entra in carcere perché il tribunale ha ritenuto prevalente l’esigenza familiare: deve accudire un figlio piccolo. Misura sostitutiva: arresti domiciliari con braccialetto elettronico, disposti dopo sei ore di interrogatorio in procura a Sion.
L’assetto cautelare riflette la diversa valutazione del rischio: minore pericolo di fuga e interferenza probatoria rispetto a Jacques Moretti, pur restando intatte le ipotesi di reato colposo (omicidio plurimo, incendio, lesioni). La scelta arriva mentre gli inquirenti contestano la rimozione rapida di contenuti dai profili social legati al Constellation.
All’uscita, sorretta dal legale, Jessica si limita a scusarsi tra le lacrime e a ricordare le vittime. Per gli inquirenti, la misura domiciliare garantisce controllo e tracciamento, evitando la detenzione in presenza di un minore a carico. La difesa, con Yael Hayat, Nicola Meyer e Patrick Michod, ha accettato le garanzie richieste e promette il deposito formale entro 48 ore, ipotizzando un possibile riequilibrio delle restrizioni.
Le reazioni delle vittime e i passi delle altre procure
Gli avvocati delle famiglie, tra cui Sébastian Fanti e Romani Jordan, denunciano il ritardo negli arresti: prove potenzialmente compromesse, compresa la disattivazione di parti del sito e la rimozione di contenuti social legati al Constellation. Chiedono ascolto, risposte complete e accertamento delle responsabilità “dalla A alla Z”.
In Roma, la procura apre un fascicolo per omicidio e incendio colposi riguardo alle vittime italiane, delegando a Milano, Bologna e Genova le autopsie sulle salme rientrate. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani sostiene la costituzione di parte civile dello Stato, alla luce dei sei cittadini italiani deceduti.
L’inchiesta si articola su più giurisdizioni: Svizzera competente per territorio, ma con il supporto di Francia e Belgio per i profili transnazionali. Al centro, la gestione delle prove digitali, i controlli omessi e le verifiche di sicurezza non svolte da anni. Le famiglie attendono riscontri su dinamica, vie di fuga, allarmi e responsabilità gestionali.
FAQ
- Quante vittime italiane sono coinvolte?
Sei cittadini italiani risultano deceduti nell’incendio di Crans-Montana. - Quali reati contestano gli inquirenti svizzeri?
Ipotesi di omicidio plurimo colposo, incendio colposo e lesioni personali colpose. - Perché si parla di prove digitali rimosse?
Per la cancellazione di contenuti web e social connessi al Constellation nelle ore successive al rogo. - Cosa fa la Procura di Roma?
Indaga per omicidio e incendio colposi, coordina autopsie tramite Milano, Bologna e Genova. - Chi rappresenta le famiglie delle vittime?
Tra i legali figurano Sébastian Fanti e Romani Jordan, che chiedono pieno accertamento delle responsabilità. - Qual è la posizione del governo italiano?
Antonio Tajani sostiene la costituzione di parte civile dello Stato italiano. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Ricostruzioni e dettagli provengono dalla copertura della procura di Sion e da articoli di testate nazionali, come riportato dalla stampa italiana (fonte giornalistica: quotidiani nazionali italiani).




