Jessica Moretti respinge l’accusa di fuga e accende lo scontro con le parti civili sugli interrogatori incompleti

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Anche Jessica Moretti scarica la colpa sugli altri: “Non sono scappata”. Le parti civili: “Interrogatori incompleti”
La linea difensiva di Jessica
Jessica Maric Moretti, comproprietaria del Le Constellation di Crans-Montana, mantiene una strategia speculare a quella del marito Jacques, rigettando le accuse di omicidio colposo, lesioni e incendio colposo e ampliando il quadro delle responsabilità verso camerieri, fornitori e Comune.
Durante oltre undici ore di interrogatorio alla procura di Sion, la donna ha ricostruito minuto per minuto la notte di Capodanno, insistendo sulle misure di sicurezza adottate e sul ruolo operativo del personale di sala.
Al centro delle sue dichiarazioni la micidiale combinazione tra pannelli fonoassorbenti, rivelatisi altamente infiammabili, e l’uso delle candele pirotecniche, che lei attribuisce all’iniziativa dei dipendenti.
Visibilmente provata, Jessica ha ricordato la cameriera ventiquattrenne Cyane Panine, definita “come una sorellina”, respingendo con forza l’idea di essersi data alla fuga.
Ha sostenuto di essere uscita solo per chiamare i soccorsi, di non essere riuscita a rientrare per la folla in panico e di aver atteso all’esterno il marito, negando omissioni di soccorso.
Una versione che si scontra, però, con i racconti di più testimoni, secondo cui sarebbe stata vista allontanarsi con la cassa e l’incasso di una serata dai prezzi elevati, fra ingressi e bottiglie di champagne.
Video, show pirotecnico e contraddizioni
Le parti civili contestano soprattutto la gestione dello spettacolo con champagne e candele scintillanti, pratica abituale nel locale da circa dieci anni e indicata dagli inquirenti come possibile innesco del rogo che ha provocato 40 morti e 116 feriti.
Il legale di parte civile Romain Jordain ha depositato immagini che mostrerebbero Jessica mentre filma l’ingresso in sala delle bottiglie, in contrasto con quanto sostenuto in un primo momento, quando aveva dichiarato di non avere foto o video della serata.
La donna nega di aver cancellato contenuti dal telefono e insiste sul fatto che l’idea dello show sarebbe nata dallo staff, non da lei né dal marito, pur ammettendo di aver dato indicazioni operative e raccomandazioni di prudenza.
Per gli inquirenti resta cruciale il nodo della percezione del rischio: se non vi era consapevolezza di pericolo, perché suggerire di inclinare le bottiglie e di usare caschi e travestimenti?
Una cameriera sopravvissuta, Louise Leguistin, ha riferito agli investigatori che era proprio Jessica a chiedere di recuperare caschi e accessori scenografici, smentendo così la versione che ridimensiona il suo ruolo nella messa in scena.
Queste discrepanze alimentano il sospetto di una ricostruzione a posteriori calibrata per ridurre l’esposizione penale dei coniugi e spostare il focus su singoli dipendenti.
Responsabilità diffuse e scontro sulle indagini
Sui materiali del soffitto, Jessica ribadisce che i pannelli acustici erano certificati e considerati conformi, sostenendo di non essere mai stata informata della loro infiammabilità; la colpa, a suo dire, ricadrebbe su chi li ha venduti e su chi avrebbe dovuto controllarli.
Analogamente, per la presenza di minorenni e i superalcolici scarica le responsabilità sui buttafuori e sul personale di sala, ricordando di aver imposto il divieto formale di servire alcolici forti ai minori.
Nella stessa direzione punta il riferimento al Comune di Crans-Montana, accusato di non aver effettuato controlli approfonditi negli ultimi cinque anni, proprio mentre il locale consolidava il proprio format ad alto tasso spettacolare.
Sul piano giudiziario, il clima resta incandescente: Jacques Moretti è ancora detenuto, in attesa della decisione del Tribunale sulle misure coercitive e su un’eventuale scarcerazione dietro cauzione di 200 mila franchi, ipotesi che potrebbe innescare forti reazioni sociali.
Gli avvocati delle famiglie delle vittime denunciano interrogatori “incompleti” e chiedono nuove audizioni, concentrandosi sui minuti immediatamente successivi allo scoppio dell’incendio e sulle presunte fughe di responsabilità.
Dal fronte difensivo, i legali dei Moretti invocano a loro volta l’ascolto di altri soggetti, in particolare esponenti dell’amministrazione comunale, mentre il Comune annuncia in fretta un rafforzamento dei controlli, anche tramite società private specializzate.
FAQ
D: Di cosa è accusata Jessica Maric Moretti?
R: È indagata per omicidio colposo, lesioni e incendio colposo in relazione al rogo del locale Le Constellation a Crans-Montana.
D: Qual è la sua principale linea difensiva?
R: Sostiene di aver rispettato le regole, attribuendo la responsabilità operativa a camerieri, fornitori e autorità comunali per controlli mancati.
D: Jessica si è allontanata dal locale durante l’incendio?
R: Lei afferma di essere uscita solo per chiamare i soccorsi e di non essere fuggita, mentre alcuni testimoni sostengono il contrario.
D: Che ruolo hanno avuto le candele pirotecniche nello spettacolo?
R: Secondo gli inquirenti, una candela usata nello show con le bottiglie di champagne potrebbe aver innescato l’incendio fatale.
D: Perché si parla di video sul telefono di Jessica?
R: Le parti civili hanno depositato immagini che la mostrerebbero mentre filma lo show, in contrasto con la sua dichiarazione iniziale di non avere foto o video.
D: Cosa si contesta ai pannelli fonoassorbenti del soffitto?
R: Erano ritenuti a norma, ma si sono rivelati altamente infiammabili, trasformando il locale in una trappola di fumo e fiamme.
D: Qual è la posizione delle parti civili sugli interrogatori?
R: Gli avvocati delle famiglie delle vittime definiscono gli interrogatori incompleti e chiedono nuove audizioni e approfondimenti tecnici.
D: Qual è la fonte giornalistica originale citata sul caso?
R: La ricostruzione della vicenda e delle posizioni delle parti è ispirata ai materiali e agli approfondimenti pubblicati da testate come Bfmtv e dalla stampa francofona sul caso Le Constellation.




