Jessica Moretti racconta il silenzio dopo la strage di Crans-Montana

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Crans-Montana, Jessica Moretti rivela: “Perché ho cancellato tutto dopo la strage”
La voce di Jessica dopo la notte del rogo
Nell’interrogatorio del 21 gennaio, la manager del locale di Crans-Montana, identificata come Jessica Moretti, ha respinto con decisione l’accusa più infamante: la presunta fuga con l’incasso mentre il fuoco divorava il Constellation e quarantena di persone perdeva la vita.
Agli inquirenti ha spiegato di aver letto sui media la ricostruzione secondo cui sarebbe scappata “con la cassa” nel caos dell’incendio, definendola una calunnia priva di riscontri fattuali e smentita in ogni suo punto.
Moretti ha raccontato di aver inizialmente sottovalutato quelle notizie, pensando fossero solo l’ennesima fake news destinata a svanire, ma di essersi poi resa conto dell’enorme impatto reputazionale e umano di quell’accusa sulla propria persona e sui sopravvissuti.
Ha riferito ai magistrati di essersi sentita profondamente ferita, pur ritenendo che il proprio dolore non potesse in alcun modo essere paragonato a quello dei familiari delle vittime, che in quei giorni affrontavano l’identificazione dei corpi e le prime autopsie.
Per questo ha scelto il silenzio pubblico, dichiarando di averlo fatto per umiltà e rispetto, convinta che il clamore mediatico potesse ostacolare l’elaborazione del lutto collettivo e interferire con le indagini tecniche ancora in corso.
A suo dire, ogni valutazione sul suo operato dovrà passare dai riscontri degli inquirenti, dalle immagini delle telecamere e dai tracciamenti contabili, unici strumenti ritenuti in grado di distinguere il racconto giornalistico dalla responsabilità penale effettiva.
I social oscurati e il rispetto per le vittime
Nel verbale acquisito dagli inquirenti, Moretti ha affrontato anche il capitolo relativo alla gestione dei profili digitali del Constellation, a cominciare dalle pagine Facebook e Instagram del locale, finite al centro di nuove illazioni dopo la strage.
Le è stato chiesto se avesse cancellato contenuti o tracce utili agli accertamenti, ipotesi rilanciata da varie testate e talk televisivi, che avevano ipotizzato una rimozione intenzionale di prove sulla capienza e sulla gestione della serata.
Moretti ha negato in modo netto di aver eliminato dati o materiali potenzialmente rilevanti, sostenendo di aver semplicemente disattivato gli account, una procedura reversibile che consente la riattivazione integrale delle pagine su richiesta dell’autorità giudiziaria.
Ha dichiarato di aver adottato quella scelta nelle ore immediatamente successive al rientro a casa, quando era ancora sotto shock per quanto avvenuto, con il pensiero fisso rivolto alle vittime e alle famiglie che in quelle stesse ore ricevevano le prime notifiche ufficiali.
Secondo la sua versione, lasciare online foto di balli, drink e luci stroboscopiche mentre si contavano i morti sarebbe stato inaccettabile dal punto di vista etico, soprattutto in presenza di immagini che ritraevano la dipendente Cyane, poi risultata tra le vittime.
Moretti ha affermato di essere pronta a consegnare credenziali e archivi completi di messaggi e contenuti alle autorità svizzere e italiane, chiedendo che ogni valutazione sugli account sia effettuata da tecnici forensi indipendenti.
Indagini, politica e nuovi dettagli
Parallelamente alle audizioni dei gestori del locale, emergono nuovi particolari sulla dinamica del rogo di Crans-Montana, inclusi elementi strutturali e gestionali messi in luce da inchieste televisive e servizi come quello di Mattino 5, che ha mostrato un dettaglio legato a una porta di sicurezza giudicato “inquietante” dagli esperti in studio.
Gli investigatori starebbero incrociando rilievi dei vigili del fuoco, planimetrie del Constellation e testimonianze degli addetti alla sicurezza per verificare se le vie di fuga fossero realmente agibili e conformi alle certificazioni esibite nel dossier amministrativo.
Il quadro probatorio comprende anche i video girati dagli avventori quella notte, le chat interne dello staff e gli eventuali avvisi preventivi su capienza e rischio fumo, elementi cruciali per capire se ci siano state sottovalutazioni o violazioni delle norme antincendio.
La tragedia ha avuto immediati riflessi diplomatici: a Palazzo Chigi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato l’ambasciatore elvetico per discutere sia dell’assistenza ai connazionali sia del quadro giuridico entro cui i responsabili italiani potranno muoversi nel caso di rientro in Svizzera per eventuali confronti o incidenti probatori.
Fonti governative sottolineano la richiesta di piena cooperazione giudiziaria, con l’obiettivo di evitare zone grigie di competenza tra autorità italiane e svizzere e garantire tempi rapidi a familiari e parti civili, che chiedono chiarezza su responsabilità individuali e istituzionali.
L’attenzione degli inquirenti resta concentrata su catena di comando, protocolli di emergenza e gestione degli allarmi, mentre la ricostruzione mediatica viene vagliata con prudenza per separare i fatti accertati da speculazioni e narrazioni emotive.
FAQ
D: Jessica Moretti ha confermato di essere fuggita con l’incasso?
R: No, ha smentito categoricamente questa ricostruzione, definendola una calunnia priva di prove.
D: Perché i profili social del Constellation risultano oggi irraggiungibili?
R: Moretti sostiene di averli solo disattivati, senza cancellare contenuti, per rispetto delle vittime.
D: I dati digitali del locale sono ancora recuperabili dagli inquirenti?
R: Sì, la manager afferma che gli account possono essere riattivati e messi integralmente a disposizione.
D: Come ha reagito Moretti alle fake news sulla sua condotta?
R: Dice di essersi sentita ferita, ma di aver scelto il silenzio per rispetto delle famiglie colpite.
D: Che ruolo hanno avuto le immagini con la dipendente Cyane nella scelta di oscurare i social?
R: La presenza di foto della giovane vittima è stata indicata come uno dei motivi principali della disattivazione.
D: Quali sviluppi investigativi riguardano le uscite di sicurezza del locale?
R: Tecnici e magistrati stanno verificando accessibilità, stato delle porte e conformità alle norme antincendio.
D: Qual è il coinvolgimento del governo italiano nel caso?
R: Il colloquio tra Giorgia Meloni e l’ambasciatore svizzero punta a rafforzare cooperazione e assistenza ai familiari.
D: Qual è la fonte giornalistica originaria delle dichiarazioni riportate?
R: Le frasi di Jessica emergono dai verbali citati dall’agenzia Agi, ripresi da diversi media nazionali.




