Jannik Sinner, il verdetto di Roddick che sconvolge il circuito: ecco chi può davvero fermarlo

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Roddick analizza le chance di sinner
Andy Roddick ha scelto l’inizio degli Australian Open per esporsi in modo netto sulle possibilità di successo di Jannik Sinner. Nel podcast “Served with Andy Roddick”, l’ex numero uno del mondo ha spiegato come, a suo giudizio, l’azzurro sia oggi il candidato più credibile al titolo a Melbourne, più ancora di Carlos Alcaraz.
Roddick ha distinto con chiarezza le proprie valutazioni tra tabellone femminile e maschile. In campo donne, ha indicato senza esitazioni la campionessa in carica: secondo lui sarà ancora Aryna Sabalenka a imporsi, forte di un livello di gioco che considera superiore alla concorrenza e sufficientemente solido per confermare il trofeo.
Sul fronte maschile, il discorso si fa più sfumato. L’americano sottolinea come il livello medio sia altissimo fin dai primi turni, ma ribadisce che il suo pronostico resta orientato verso Sinner. Lo vede vincitore finale, pur avvertendo che il percorso dell’italiano sarà, sulla carta, più complesso rispetto a quello di Alcaraz.
A sostegno della sua tesi, Roddick richiama anche l’esordio convincente dell’azzurro: nella mattinata di martedì 20 gennaio, Jannik Sinner ha liquidato il mancino francese Hugo Gaston con un netto 6-2 6-1, confermando sensazioni positive e alimentando la percezione di un giocatore pronto a reggere la pressione del ruolo di favorito a uno Slam.
I possibili avversari che possono fermarlo
Nel ragionare su chi possa davvero impensierire Jannik Sinner, Andy Roddick parte dai primi turni degli Australian Open. A suo giudizio, le sfide iniziali appaiono “comode” solo perché si parla dell’azzurro, ma il rischio di sottovalutare alcuni profili resta concreto.
Il primo nome indicato dall’ex numero uno del mondo è quello del brasiliano Joao Fonseca. Roddick evidenzia la violenza dei colpi del sudamericano, una potenza capace di togliere tempo anche a un ribattitore d’élite come Sinner e di creare scompiglio negli scambi più brevi.
Allo stesso tempo, l’americano mette in rilievo il vero limite di Fonseca: la forte discontinuità. Un fattore che, secondo la sua analisi, rende poco probabile una maratona vincente in uno Slam. La sconfitta del brasiliano contro lo statunitense Eliot Spizzirri, impostasi 6-4, 2-6, 6-1, 6-2 in 2 ore e 38 minuti, conferma il quadro tracciato da Roddick.
Molto più insidioso, per caratteristiche, viene ritenuto il francese Giovanni Mpetshi Perricard. Il suo tennis, fondato su servizio e primi colpi aggressivi, riduce al minimo la possibilità di entrare nello scambio prolungato, scenario ideale per Sinner. Roddick ritiene che un giocatore di questo tipo possa spezzare il ritmo dell’azzurro e costringerlo a una partita giocata sui dettagli.
Un tabellone difficile per un favorito dichiarato
Per Andy Roddick, il percorso di Jannik Sinner a Melbourne è tutto fuorché lineare, nonostante lo consideri il principale candidato al titolo degli Australian Open. L’ex campione americano insiste su un punto: il tabellone dell’azzurro, giudicato “durissimo” in termini assoluti, appare gestibile solo perché rapportato al livello attuale dell’italiano.
Roddick sottolinea come, già dalle fasi centrali del torneo, Sinner possa imbattersi in avversari dal profilo tecnico molto diverso tra loro, costringendolo ad adattarsi rapidamente a stili di gioco opposti. Un contesto che riduce i margini di errore e rende cruciale la gestione mentale di ogni singolo turno.
L’americano ricorda che il rischio non è soltanto rappresentato dai big, ma anche da tennisti meno affermati ma in grado, sulla singola giornata, di alzare il livello al punto da mettere in discussione l’equilibrio del match. È in questo scenario che la continuità mostrata da Sinner negli ultimi mesi diventa, agli occhi di Roddick, l’elemento decisivo per reggere il peso del pronostico senza smarrire lucidità nei momenti chiave.
FAQ
D: Perché Andy Roddick vede Jannik Sinner come favorito agli Australian Open?
R: Per Roddick, Sinner unisce continuità di rendimento, fiducia e qualità tecnica superiore sulla superficie di Melbourne, elementi che lo rendono il candidato principale al titolo.
D: In cosa il tabellone di Sinner è considerato “durissimo”?
R: È definito duro per la varietà di avversari potenzialmente insidiosi e per l’alta qualità media del tabellone maschile fin dai primi turni.
D: Quali giocatori vengono ritenuti più pericolosi per Sinner nelle fasi iniziali?
R: Roddick cita in particolare profili come Joao Fonseca e Giovanni Mpetshi Perricard, capaci di togliere ritmo e tempo all’azzurro con potenza e servizio.
D: Che ruolo ha avuto la partita con Hugo Gaston nel giudizio di Roddick?
R: Il netto successo su Hugo Gaston rafforza l’idea di un Sinner già in pieno controllo del proprio tennis e pronto a sostenere la pressione di favorito.
D: Perché i grandi battitori possono dare fastidio a Sinner?
R: Perché riducono la durata degli scambi, impedendo a Sinner di impostare il palleggio lungo in cui di solito costruisce il vantaggio.
D: Secondo Roddick, cosa distingue il cammino di Sinner da quello di Alcaraz?
R: L’ex numero uno ritiene che il tabellone di Sinner presenti più trappole potenziali rispetto a quello di Carlos Alcaraz, pur vedendo l’italiano comunque favorito.
D: Qual è la fonte principale delle analisi riportate?
R: Le valutazioni sul torneo e su Jannik Sinner provengono dalle dichiarazioni di Andy Roddick nel podcast “Served with Andy Roddick”, riprese dalla copertura giornalistica specializzata.




