Ivass impone svolta: compagnie assicurative obbligate a rispettare la legge sull’oblio oncologico

Ivass impone svolta: compagnie assicurative obbligate a rispettare la legge sull’oblio oncologico

16 Gennaio 2026

Obblighi per le compagnie assicurative

Ivass impone alle imprese di assicurazione di conformarsi immediatamente alla normativa sul diritto all’oblio oncologico, eliminando pratiche discriminatorie nell’accesso alle polizze per chi ha concluso le cure e non presenta recidive. Le compagnie devono aggiornare questionari anamnestici, processi di sottoscrizione e algoritmi di pricing, evitando qualsiasi richiesta di informazioni su pregresse patologie oncologiche quando sussistono i requisiti di legge. Devono inoltre assicurare che le informazioni sanitarie già in loro possesso non vengano più utilizzate ai fini valutativi se è maturato il diritto all’oblio.

Obbligatoria la revisione di condizioni di polizza, informative precontrattuali e documentazione commerciale per rimuovere riferimenti che possano determinare esclusioni o sovrappremi ingiustificati. Le imprese sono tenute a formare la rete distributiva e il personale di back office, assicurando risposte coerenti e tracciabili ai clienti interessati. Devono predisporre procedure di audit interno per monitorare la corretta applicazione e segnalare eventuali criticità.

È richiesto l’adeguamento dei sistemi IT per bloccare la raccolta non necessaria di dati sensibili e per segmentare i flussi informativi nel rispetto del principio di minimizzazione. Le compagnie devono introdurre canali rapidi di reclamo e rimedio, con tempistiche certe, e fornire evidenza dell’allineamento normativo all’Autorità di vigilanza su richiesta. L’inottemperanza può comportare sanzioni e interventi ispettivi mirati.

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Contenuto e limiti del diritto all’oblio oncologico

Il diritto all’oblio oncologico consente agli assicurati che hanno concluso i trattamenti e non presentano recidive di non dover dichiarare pregresse patologie oncologiche nei questionari e nelle fasi di valutazione del rischio. Le imprese non possono acquisire né utilizzare dati sanitari storici quando siano trascorsi i periodi previsti dalla normativa e sussistano le condizioni cliniche richieste. Tale diritto opera per l’accesso a polizze senza esclusioni o sovrappremi legati alla malattia superata.

Il divieto riguarda sia la raccolta di nuove informazioni sia l’impiego di quelle già presenti negli archivi interni, che devono essere escluse dai processi di underwriting una volta maturati i requisiti di legge. Restano invece legittime le valutazioni su rischi attuali e non collegati alla patologia oggetto di oblio, nel rispetto del principio di pertinenza e minimizzazione dei dati.

Il perimetro applicativo include prodotti vita, infortuni e salute, con l’obbligo di neutralità nella tariffazione e nelle condizioni contrattuali quando il diritto è esercitabile. Non è consentito introdurre clausole surrogate che, anche indirettamente, ripristinino discriminazioni o aggravi economici riferibili al pregresso oncologico; eventuali accertamenti devono limitarsi a profili clinici presenti e documentabili.

FAQ

Qual è la finalità principale del diritto all’oblio oncologico? Garantire accesso equo alle polizze senza penalizzazioni per patologie oncologiche superate.

Quando le compagnie non possono chiedere informazioni sanitarie pregresse? Quando sono decorsi i termini stabiliti dalla legge e non vi sono recidive.

Le informazioni già in archivio possono essere usate? No, se maturano i requisiti per l’oblio devono essere escluse dalla valutazione del rischio.

Quali rami assicurativi sono interessati? Prodotti vita, infortuni e salute, con divieto di discriminazioni legate al pregresso oncologico.

È ammessa la richiesta di dati clinici attuali? Sì, solo se pertinenti e non riferiti alla patologia oggetto di oblio.

Possono essere inserite clausole indirette che aggravano il premio? No, sono vietate clausole che reintroducano effetti discriminatori.

Qual è la fonte giornalistica citata? ANSA, che riporta l’iniziativa di Ivass e i vincoli applicativi per le compagnie.

Tempi e modalità di adeguamento normativa

Le imprese devono completare l’adeguamento entro 15 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, con attuazione immediata delle misure che incidono su raccolta e uso dei dati sanitari. Entro tale finestra vanno bloccate richieste su patologie oncologiche pregresse quando ricorrono i requisiti di legge e va escluso l’impiego di informazioni storiche già presenti negli archivi ai fini di underwriting.

Operativamente sono richiesti: aggiornamento dei questionari, revisione delle clausole e delle informative, riallineamento dei motori tariffari e delle regole assuntive per neutralizzare qualsiasi fattore legato al pregresso oncologico coperto dal diritto all’oblio. Le compagnie devono tracciare le modifiche e conservarne evidenza per eventuali verifiche dell’Autorità di vigilanza.

Sul piano organizzativo, la rete distributiva va formata con istruzioni vincolanti e script di risposta; i sistemi IT devono applicare filtri per impedire la raccolta non pertinente e segregare i dati sensibili; i canali di reclamo devono garantire gestione rapida con esiti motivati. Le imprese devono predisporre un piano di audit interno con controlli di primo e secondo livello per testare conformità e correggere scostamenti. In caso di inottemperanza sono possibili sanzioni e ispezioni mirate da parte di Ivass.

FAQ

Qual è il termine per adeguarsi? Entro 15 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Quali azioni vanno completate subito? Stop a richieste/uso di dati oncologici pregressi quando opera l’oblio, aggiornamento questionari e regole assuntive.

Come vanno gestiti i sistemi IT? Con filtri per bloccare raccolte non pertinenti e segregazione dei dati sensibili.

Quali documenti contrattuali rivedere? Condizioni di polizza, informative precontrattuali e materiali commerciali.

Che formazione serve alla distribuzione? Istruzioni operative, script coerenti e tracciabilità delle risposte ai clienti.

Quali controlli interni sono richiesti? Piano di audit con verifiche di conformità e azioni correttive tempestive.

Qual è la fonte giornalistica? ANSA ha riportato la richiesta di adeguamento di Ivass e i relativi vincoli.


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