Italiani in armi per l’Ucraina: il reportage esclusivo ANSA svela motivazioni europeiste e retroscena sorprendenti
Indice dei Contenuti:
Arruolamenti italiani in ucraina
Kiev registra l’arrivo di una nuova leva di giovani italiani decisi a entrare nelle forze armate ucraine, identificabili dalle toppe con la bandiera gialloblù e da richiami espliciti all’Europa unita. A supportarli opera l’associazione italiana Stur (Support the Ukrainian Resistance), che affianca una ventina di connazionali già al fronte con assistenza logistica e orientamento all’iter di arruolamento.
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In piazza Maidan, tra i memoriali dei caduti italiani, il 25enne comasco Andrea Cappelletti mostra i documenti per l’ingresso nelle unità ucraine e dichiara di aver accettato il rischio estremo pur di non restare spettatore. Ha scelto il nome di battaglia “Velite” e punta a unirsi al 411° reggimento come pilota di droni d’attacco dopo precedenti missioni umanitarie a Kherson e Povkorosk.
Con lui, un 34enne veronese identificato come N., programmatore, si è trasferito a Kiev da dieci giorni per completare la procedura di reclutamento. Il gruppo, composto anche da ventenni provenienti da Verona, Emilia-Romagna e Toscana, ribadisce la convinzione nella vittoria di Kyiv e la volontà di non arretrare nonostante la superiorità numerica russa.
Motivazioni europeiste e scelte personali
Per i volontari italiani a Kiev l’adesione passa da una visione dichiaratamente europeista: citano Altiero Spinelli e il Manifesto di Ventotene come riferimento politico e morale, interpretando la difesa dell’Ucraina come tutela dell’idea di un’Europa unita e democratica.
Il comasco Andrea Cappelletti, 25 anni, spiega di aver abbandonato il lavoro da designer a dicembre per avviare l’iter militare, dopo anni di aiuti umanitari tra Kherson e Povkorosk: afferma di accettare il rischio di morire pur di non restare inerme, scegliendo il nome di battaglia “Velite” e puntando ai droni d’attacco del 411° reggimento.
Il veronese N., 34 anni, ex programmatore, si è trasferito a Kiev da dieci giorni e non ha informato la famiglia: sostiene che qui possa nascere un’Europa diversa e che la motivazione ucraina sia decisiva rispetto alla superiorità numerica russa.
In piazza Maidan, tra le foto dei caduti italiani, i volontari ribadiscono la scelta di “non arrendersi”: secondo loro le armi sono oggi l’unico strumento efficace per fermare l’aggressione e difendere valori condivisi con l’Unione Europea.
Supporto dell’associazione stur e impatto sulle famiglie
L’associazione italiana Stur coordina assistenza logistica e sanitaria per i connazionali diretti al fronte: consegna cibo, farmaci e attrezzature mediche, oltre a orientare le pratiche di arruolamento nelle forze armate dell’Ucraina.
La struttura, composta da una quindicina di membri e sostenuta da decine di donatori, ha attivato uno sportello di supporto psicosociale per i familiari dei volontari italiani, consapevole delle tensioni emotive e del rischio di lutti legati alla partenza.
Tra i casi seguiti, un gruppo di amici ventenni provenienti da Verona, Emilia-Romagna e Toscana; la mediazione con i genitori resta delicata: alcuni, come il padre di Andrea Cappelletti, volontario negli aiuti, contestano l’uso delle armi, mentre altri ignorano la scelta dei figli, come nel caso del veronese N..
Stur sottolinea l’obiettivo di limitare l’isolamento dei ragazzi e di accompagnare le famiglie nell’elaborazione del distacco, ribadendo che il rientro non è garantito e che la pressione psicologica rimane elevata lungo tutto il percorso di arruolamento e impiego operativo.
FAQ
- Chi supporta i volontari italiani diretti in Ucraina?
L’associazione Stur, con assistenza logistica e psicosociale. - Quali aiuti materiali vengono forniti?
Consegna di cibo, farmaci e attrezzature mediche. - Quante persone compongono Stur?
Circa quindici membri, con il sostegno di decine di donatori. - Esiste un servizio per le famiglie?
Sì, uno sportello di supporto psicosociale dedicato ai parenti dei volontari. - Da quali regioni provengono alcuni dei volontari citati?
Verona, Emilia-Romagna e Toscana. - Quali criticità emergono nelle famiglie?
Conflitti sull’uso delle armi, timore del non ritorno e mancanza di informazioni. - Fonte giornalistica dell’articolo di ispirazione?
ANSA – ansa.it




