Italiani dispersi nell’incendio in Svizzera: chi sono, dove cercarli e l’appello straziante di un padre

Italiani dispersi nell’incendio in Svizzera: chi sono, dove cercarli e l’appello straziante di un padre

1 Gennaio 2026

Dettagli sui dispersi italiani

Le autorità italiane e svizzere hanno confermato che i cittadini connazionali non rintracciati sono 19. La stima è stata comunicata dall’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, e trova riscontro nelle segnalazioni raccolte presso il centro informazioni attivato dall’Unità di crisi della Farnesina a Crans-Montana. Dalle testimonianze dei familiari sono emersi 10 nominativi attualmente inseriti negli elenchi dei dispersi: Achille Osvaldo Giovanni Barosi (nato il 17/07/2009), Riccardo Minghetti (02/09/2009), Chiara Costanzo (05/06/2009), Lisa Pieropan (09/12/1998), Giovanni Raggini (26/09/1997), Juliette Doronzo (23/12/1999), Giovanni Tamburi (21/12/2009), Linda Cavallaro (23/10/2003), Alessandra Galli Demin (05/02/1970), Giuliano Biasini.

Tra i casi più segnalati figura quello di Giovanni Tamburi, sedicenne in vacanza in Svizzera con il padre e uscito la notte di Capodanno con un gruppo di amici per raggiungere il lounge bar Le Constellation, dove si è sviluppato l’incendio. Secondo le ricostruzioni fornite dai conoscenti, il ragazzo si sarebbe allontanato con altri giovani durante le fasi concitate successive allo scoppio del rogo; il telefono risultava scarico. Un dettaglio utile alle ricerche fornito in famiglia riguarda una catenina d’oro con l’immagine di una madonnina che il giovane indossava al collo.

Il quadro delle persone disperse rimane in evoluzione, con identificazioni in corso e verifiche incrociate tra le liste delle autorità elvetiche, le segnalazioni dei parenti e i dati raccolti presso le strutture sanitarie. Le informazioni disponibili al momento indicano un numero elevato di vittime e una porzione significativa di minori e giovani adulti tra i nominativi italiani non ancora localizzati.

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Appelli delle famiglie e informazioni utili alle ricerche

Le famiglie dei dispersi hanno rilanciato appelli pubblici chiedendo collaborazione e tempestività nelle segnalazioni. Tra queste, la voce più insistente è quella di Carla Masiello, madre di Giovanni Tamburi, che riferisce di contatti continui con gli ospedali senza esito e invita chiunque abbia visto il figlio dopo l’inizio dell’incendio al Le Constellation di Crans-Montana a mettersi in contatto con le autorità. La donna sottolinea che il sedicenne aveva il telefono scarico e che un coetaneo lo avrebbe visto allontanarsi con altri giovani nelle fasi successive allo scoppio del rogo, dettaglio che orienta le verifiche su eventuali spostamenti notturni verso aree vicine al locale.

Per agevolare l’identificazione, i parenti hanno diffuso elementi descrittivi utili. Nel caso di Giovanni Tamburi, viene segnalata una catenina d’oro con una madonnina al collo, particolare indicato alle strutture sanitarie e ai centri di accoglienza della zona. Analoghi riscontri vengono raccolti presso il punto informativo istituito dall’Unità di crisi della Farnesina a Crans-Montana, dove i familiari stanno fornendo fotografie, descrizioni degli abiti indossati la sera di Capodanno e recapiti per contatti immediati.

Le autorità invitano chiunque disponga di testimonianze, immagini o video girati nelle ore precedenti e successive all’incendio a trasmetterli agli organi investigativi svizzeri e al presidio consolare italiano sul posto, precisando l’orario e il luogo della ripresa. Sono considerate prioritarie le segnalazioni relative a movimenti di gruppo in uscita dall’area del Le Constellation, eventuali richieste di aiuto intercettate in strada e la presenza di persone ferite trasportate in auto private verso strutture di Sion, Zurigo o Losanna. Resta attiva la raccolta delle denunce di scomparsa e l’incrocio dei dati con gli elenchi dei pazienti ricoverati o trasferiti nella notte tra il 31 dicembre e l’1 gennaio.

Aggiornamenti su feriti, ospedali e indagini

Le informazioni sanitarie confermano un afflusso di pazienti in più strutture della Svizzera e in alcuni presidi italiani. Risultano ricoveri a Sion, Zurigo e Losanna, con casi critici per ustioni estese e intossicazione da fumo. Una ragazza sedicenne, di origini milanesi, è stata trasferita all’ospedale di Zurigo ed è in coma. In Lombardia, tre giovani italiani sono giunti al Niguarda, intubati e con ustioni sul 30-40% della superficie corporea; uno presenta lesioni gravi alla mano e al capo, come indicato dall’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso.

I protocolli di triage adottati dagli ospedali elvetici prevedono stabilizzazione respiratoria, valutazione delle vie aeree e trattamento delle ustioni secondo criteri di gravità, con trasferimenti verso centri specializzati quando necessario. La frammentazione dei ricoveri tra cantoni diversi sta rallentando l’allineamento dei nominativi: i nosocomi applicano procedure di riservatezza e di verifica identitaria, in molti casi con pazienti non coscienti e documenti non disponibili. L’Unità di crisi della Farnesina a Crans-Montana prosegue l’incrocio tra le denunce di scomparsa e gli elenchi dei pazienti, richiedendo ai familiari aggiornamenti su segni distintivi e recapiti diretti per comunicazioni rapide.

Sul fronte investigativo, le autorità svizzere lavorano su più piste legate all’origine del rogo nel locale Le Constellation. Le prime ricostruzioni raccolte da testimoni citano l’uso di candele su bottiglie di champagne e la possibile presenza di petardi nelle fasi dei festeggiamenti di Capodanno. L’ipotesi operativa comprende l’innesco rapido seguito da un’escalation interna, con successiva esplosione che ha aggravato la propagazione delle fiamme. Gli inquirenti stanno acquisendo video e immagini della serata per mappare i movimenti all’interno e all’esterno del locale, definire la cronologia degli eventi e individuare eventuali responsabilità nella gestione della sicurezza e delle uscite di emergenza.

Le attività di identificazione delle vittime e di localizzazione dei dispersi proseguono in coordinamento tra polizia cantonale, protezione civile e canali consolari italiani. Priorità viene data al controllo dei trasferimenti notturni in ambulanza e con mezzi privati, al tracciamento dei passaggi tra i pronto soccorso di Sion, Losanna e Zurigo, e alla verifica dei registri dei ricoveri effettuati tra il 31 dicembre e l’1 gennaio. Restano attivi i punti informativi e le linee dedicate per l’inoltro di testimonianze e materiali utili alle indagini.

FAQ

  • Quanti sono i cittadini italiani dispersi? Al momento risultano 19 connazionali non rintracciati, secondo quanto comunicato dall’ambasciata italiana in Svizzera.
  • Dove sono ricoverati i feriti italiani? I ricoveri sono distribuiti tra Sion, Zurigo e Losanna in Svizzera, con tre pazienti trasferiti al Niguarda di Milano.
  • Qual è lo stato clinico dei casi più gravi? Una sedicenne è in coma a Zurigo; tre giovani al Niguarda sono intubati con ustioni del 30-40% e, in un caso, lesioni severe a mano e testa.
  • Quali ipotesi sono al vaglio sulle cause dell’incendio? Le verifiche considerano l’uso di candele su champagne e la presenza di petardi, con un innesco rapido e una successiva esplosione.
  • Come vengono incrociati i nominativi dei dispersi con i ricoveri? L’Unità di crisi della Farnesina confronta denunce di scomparsa, elenchi ospedalieri e segnalazioni dei familiari, con procedure di verifica identitaria.
  • Come inviare informazioni utili alle indagini? Testimonianze, video e foto vanno trasmessi alle autorità svizzere e al presidio consolare italiano a Crans-Montana, indicando orario e luogo delle riprese.

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