Iran tra repressione interna e forza regionale: come le tensioni con Washington alimentano un potere fragile

Iran sotto pressione dopo i raid mirati di Stati Uniti e Israele
Gli Stati Uniti e, soprattutto, Israele stanno colpendo sistematicamente esponenti chiave del regime iraniano: dopo Ali Larijani, è stato ucciso anche il ministro dell’Intelligence Ismail Khatib, vicino alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Gli omicidi mirati avvengono tra Medio Oriente e Golfo Persico, nel pieno della guerra regionale e delle tensioni sullo Stretto di Hormuz.
Secondo l’intelligence americana, guidata da Tulsi Gabbard, il regime non mostra cedimenti strutturali nonostante la decapitazione di parte della leadership.
Gli Emirati Arabi Uniti e altri Stati del Golfo, colpiti da migliaia di droni e missili, considerano ormai Teheran un nemico esistenziale e invocano una soluzione politica che neutralizzi in modo duraturo la minaccia iraniana.
In sintesi:
- Omicidi mirati di leader iraniani, tra cui Ali Larijani e Ismail Khatib, senza crollo del regime.
- Intelligence USA: potenza convenzionale iraniana degradata, ma rete di proxy ancora operativa.
- Emirati e Stati del Golfo vedono Teheran come minaccia esistenziale dopo i raid con droni e missili.
- Analisti: eliminazioni rafforzano i pasdaran e irrigidiscono la linea politica di lungo periodo.
Leadership iraniana colpita ma regime ancora stabile e più radicale
Per l’intelligence statunitense al servizio del presidente Donald Trump, gli attacchi contro la leadership iraniana hanno ridotto drasticamente le capacità convenzionali di Teheran, ma non rendono probabile un collasso del regime in tempi brevi. “La posizione strategica dell’Iran è stata significativamente degradata”, afferma Tulsi Gabbard, avvertendo però che “Iran e proxy rimangono capaci di attaccare interessi statunitensi e alleati in Medio Oriente”.
Secondo Gabbard, se il regime sopravviverà, tenterà un “sforzo pluriennale per ricostruire le sue forze missilistiche e di droni”. Nel frattempo, la catena di comando è segnata dai raid israeliani e dall’assenza fisica di Mojtaba Khamenei, che comunica solo tramite messaggi televisivi.
Il potere effettivo si concentra nelle mani dei pasdaran, divenuti i veri arbitri degli equilibri interni dopo l’uccisione di Larijani, figura-ponte e potenziale interlocutore per un dialogo oggi quasi impossibile.
Gli Emirati Arabi Uniti, colpiti in meno di venti giorni da oltre 2.000 droni e missili, denunciano che più dell’80% degli attacchi ha riguardato infrastrutture civili – impianti petroliferi, raffinerie, aeroporti, porti, hotel, data center – causando sei morti civili e 157 feriti.
Tutti gli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo si sono limitati finora all’autodifesa. Sultan al-Jaber, ministro emiratino dell’Industria, parla di “attacco a una nazione pacifica” e chiede che qualsiasi accordo di lungo periodo affronti l’intero spettro delle minacce: programma nucleare iraniano, missili balistici e rete di milizie regionali.
L’Iran 2.0 dei pasdaran e il rischio di una radicalizzazione permanente
Gli analisti interpellati da NBC News prevedono che, nel breve termine, l’Iran irrigidirà ulteriormente la propria linea, in un contesto già segnato da crisi petrolifera e shock economico globale. Michael Stephens, del Royal United Services Institute di Londra, definisce l’uccisione di Larijani “un grande successo” dal punto di vista operativo israeliano, ma avverte che non modifica lo stallo strategico: l’Iran ha portato il conflitto su scala globale e ora punta a sopravvivere aumentando i costi della guerra.
Rouzbeh Parsi, dell’Università di Lund, ritiene che gli assassinii non cambino significativamente il fronte operativo. Michael Horowitz, analista di sicurezza, sottolinea invece che gli omicidi mirati possono indebolire la macchina interna di Teheran: “sconvolgere il comando, rallentare il processo decisionale, costringere i successori a nascondersi e demoralizzare vertici e truppa”.
Per Horowitz, Larijani era un perno di coordinamento tra le diverse fazioni; la sua morte potrebbe accrescere tensioni di breve periodo ma, alla lunga, rafforzare ulteriormente le Guardie Rivoluzionarie.
Questo timore è condiviso da molti osservatori occidentali: eliminare gli attuali leader rischia di aprire un vuoto riempito dai pasdaran, potente conglomerato paramilitare, politico ed economico. Ellie Geranmayeh, dell’European Council on Foreign Relations, ricorda come l’assassinio di Ali Khamenei abbia già rafforzato gli elementi più intransigenti; la morte di Larijani potrebbe velocizzare il processo.
Uno dei ruoli centrali di Larijani era stato quello di negoziatore con Washington. Secondo Geranmayeh, “Israele sembra concentrare il fuoco su figure in grado di promuovere soluzioni politiche, tanto interne quanto esterne”, riducendo ulteriormente gli spazi per una de-escalation diplomatica credibile.
FAQ
Perché Israele prende di mira i vertici politici e di intelligence iraniani?
Israele mira a indebolire la capacità di comando iraniana e la rete di proxy regionali, colpendo coordinatori chiave come Ali Larijani e Ismail Khatib senza però provocare un conflitto diretto dichiarato.
Gli omicidi mirati possono far crollare il regime iraniano?
No, secondo l’intelligence USA il collasso non è probabile a breve. Gli attacchi degradano capacità convenzionali ma non intaccano finora l’architettura repressiva interna del regime iraniano.
Qual è l’impatto degli attacchi iraniani su Emirati e Golfo?
L’impatto è gravissimo: oltre 2.000 droni e missili in meno di 20 giorni contro gli Emirati, per l’80% su infrastrutture civili cruciali energetiche e logistiche.
Perché i pasdaran stanno rafforzando il loro peso politico?
Perché il vuoto lasciato da figure come Khamenei e Larijani viene colmato da apparati di sicurezza organizzati, economicamente autonomi e ideologicamente più intransigenti rispetto ai politici tradizionali.
Quali sono le fonti utilizzate per l’elaborazione di questo articolo?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta di notizie tratte da fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
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