Intelligenza artificiale smascherata: i grandi modelli linguistici influenzano il voto con bias politici nascosti
Indice dei Contenuti:
Risultati chiave sui bias politici dei modelli linguistici
Gli esiti dello studio indicano una tendenza costante dei grandi modelli linguistici a collocarsi nell’area liberal-progressista e di centro-sinistra. Gli output restano stabili anche quando i testi vengono parafrasati, segnalando un orientamento non riconducibile unicamente alla formulazione dei quesiti.
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Tra i modelli valutati, GPT-4o mini e la famiglia GPT mostrano la maggiore coerenza ideologica e sicurezza di risposta, con posizionamento economico di centro-sinistra. La linea Llama evidenzia invece più variabilità e incertezza, pur mantenendo un profilo progressista.
È emerso un marcato entity bias: il voto dei modelli cambia quando una mozione è esplicitamente attribuita a un partito. Se il proponente è una forza di destra conservatrice o populista, come PVV nei Paesi Bassi, FrP in Norvegia o VOX in Spagna, cresce la probabilità di un “No” indipendentemente dal contenuto.
Questo pregiudizio negativo verso i partiti di destra risulta particolarmente pronunciato in GPT-4o mini e si ripete in tutti e tre i sistemi politici analizzati, suggerendo una regolarità trasversale ai contesti nazionali.
Gli autori precisano che i risultati non implicano “opinioni” autonome dei modelli né un’influenza elettorale documentata su larga scala. Il quadro, tuttavia, fotografa un pattern ideologico riconoscibile e replicabile, con bias che permangono al variare di forma e lessico delle mozioni.
Dati, metodologia e modelli analizzati
Il disegno sperimentale utilizza 15.765 mozioni parlamentari tratte da archivi ufficiali di Paesi Bassi, Norvegia e Spagna. Le mozioni sono state presentate ai modelli limitandosi alle clausole operative, rimuovendo preamboli e retorica, per ridurre interferenze semantiche e di framing. Ai sistemi è stato chiesto di votare “Sì/No” simulando l’esito parlamentare.
Il dataset comprende 2.701 mozioni della Seconda Camera olandese (2022–2024, 15 partiti), 10.584 dell’Assemblea norvegese (2018–2024, 9 partiti) e 2.480 iniziative del Congresso dei deputati spagnolo (2016–2025), con oltre 270mila voti individuali. La distribuzione temporale e partitica consente confronti cross-country e controlli di robustezza.
Per testare la stabilità, i ricercatori hanno parafrasato i testi e isolato la variabile “proponente”, verificando l’entity bias quando la mozione è anonima o attribuita a un partito specifico. Le istruzioni ai modelli hanno incluso vincoli di contesto per limitare allucinazioni e preferenze esplicite.
I modelli valutati coprono soluzioni proprietarie e open source: GPT-3.5 Turbo e GPT-4o mini di OpenAI; Llama2-7B e Llama3-8B di Meta; Mistral-7B; Gemma 2-9B di Google; oltre a Falcon3-7B e DeepSeek-7B. La scelta eterogenea mira a valutare se i bias siano sistemici e a distinguere effetti di architettura, dimensione e policy di sicurezza.
Il protocollo di valutazione misura coerenza ideologica, confidenza nelle risposte e sensibilità all’attribuzione politica. Le comparazioni inter-modello sono state normalizzate per lingua e periodo, riducendo distorsioni dovute a copertura mediatica o cicli elettorali.
Il set di controllo include test senza metadati partigiani e versioni con etichette esplicite, così da stimare la quota di varianza spiegata dall’identità del proponente rispetto al contenuto normativo.
FAQ
- Quali paesi compongono il dataset?
Paesi Bassi, Norvegia e Spagna, con mozioni e voti ufficiali parlamentari. - Quante mozioni sono state analizzate?
15.765 mozioni, incluse 270mila preferenze individuali in Spagna. - Come è stato ridotto il framing?
Rimuovendo i preamboli e usando solo le clausole operative delle mozioni. - Quali modelli sono stati testati?
GPT-3.5 Turbo, GPT-4o mini, Llama2-7B, Llama3-8B, Mistral-7B, Gemma 2-9B, Falcon3-7B, DeepSeek-7B. - Cos’è l’entity bias?
La variazione di voto del modello quando la mozione è associata a uno specifico partito. - Le conclusioni dipendono dalla formulazione?
I risultati restano stabili anche con parafrasi controllate. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Riferimento: articolo di Bruno Ruffilli, 14 agosto 2023, su testata che confronta orientamenti di ChatGPT e Google.
Implicazioni democratiche e necessità di audit indipendenti
L’evidenza di un orientamento politico nei LLM solleva rischi di distorsione informativa: risposte, suggerimenti e sintesi possono privilegiare narrazioni progressiste a scapito di alternative conservative, comprimendo la pluralità del dibattito. Gli effetti si manifestano anche senza intento, attraverso la mediazione algoritmica di risultati, consigli di voto o valutazioni di policy.
L’entity bias amplifica il problema: l’identità del proponente incide sul verdetto del modello indipendentemente dal contenuto, introducendo un filtro partigiano invisibile che può penalizzare soggetti politici specifici. Ciò mina neutralità percepita, fiducia degli utenti e parità di trattamento tra forze in competizione.
Impatto su piattaforme e media: assistenti, motori e strumenti redazionali che integrano LLM possono trasferire questi bias nell’informazione di massa, influenzando l’agenda e consolidando stereotipi politici.
Priorità regolatoria: servono audit indipendenti, periodici e replicabili sull’ideologia dei modelli, con benchmark pubblici, protocolli di test multilingue e stress test su attribuzioni partigiane.
Trasparenza tecnica: disclosure su dataset di addestramento e fasi di RLHF, tracciabilità delle policy di sicurezza e dei filtri, reporting degli effetti noti su domini politici.
Mitigazione: debiasing documentato, opzioni utente per profili neutrali, controlli ex ante sui set di riferimento e verifiche ex post su distribuzioni di voto simulate.
Accountability: obbligo di segnalare in modo chiaro l’uso di LLM nei flussi editoriali e nei servizi pubblici informativi, con canali di reclamo e rettifica.
FAQ
- Qual è il rischio principale per il dibattito pubblico?
Riduzione della pluralità, con risposte che favoriscono orientamenti progressisti rispetto a posizioni conservative. - Perché l’entity bias è critico?
Introduce un fattore partigiano invisibile che altera il giudizio indipendentemente dal contenuto della mozione. - Come possono i media limitare gli effetti?
Con audit esterni dei LLM integrati, disclosure d’uso e sistemi di verifica umana sulle uscite politiche. - Quali strumenti di mitigazione sono consigliati?
Benchmark pubblici, debiasing tracciabile, profili neutrali selezionabili e test su attribuzioni di partito. - Che ruolo ha la trasparenza dei dati?
Consente di valutare fonti, fasi di RLHF e filtri che influenzano gli output politici. - È necessaria regolazione?
Sì, per audit indipendenti, reporting periodico e obblighi di accountability su applicazioni sensibili. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Riferimento: articolo di Bruno Ruffilli (14 agosto 2023) che confronta orientamenti di ChatGPT e Google.




