Intelligenza artificiale rischio atti fiscali con citazioni non verificate e conseguenze legali

Indice dei Contenuti:
L’uso improprio dell’intelligenza artificiale negli atti fiscali
Il tema dell’impiego scorretto dell’intelligenza artificiale (IA) negli atti fiscali emerge con crescente attenzione in ambito pubblico, sollevando importanti questioni di affidabilità e conformità normativa. Recentemente, sono emerse segnalazioni riguardanti atti di accertamento in cui risultano citazioni di provvedimenti giurisprudenziali e documenti ministeriali inesistenti. Queste anomalie, attribuite a errori generati da sistemi di IA, evidenziano il rischio di “allucinazioni” tecnologiche, cioè la produzione di contenuti apparentemente coerenti ma privi di fondamento reale. Tale fenomeno mina la credibilità e la correttezza degli atti amministrativi, con potenziali ripercussioni negative sulla certezza del diritto e sui diritti dei contribuenti.
▷ Lo sai che da oggi puoi MONETIZZARE FACILMENTE I TUOI ASSET TOKENIZZANDOLI SUBITO? Contatto per approfondire: CLICCA QUI
La natura di queste imprecisioni ha indotto l’Unione Nazionale delle Camere degli Avvocati Tributaristi (UNCAT) a segnalare formalmente la questione all’Amministrazione finanziaria, sottolineando come, indipendentemente dall’origine interna o esterna dei sistemi IA utilizzati, sia imprescindibile intensificare i controlli e applicare regole stringenti per la loro gestione. L’obiettivo fondamentale è garantire che gli strumenti di intelligenza artificiale non compromettano la qualità e la validità degli atti fiscali e amministrativi, preservando così il ruolo determinante della verifica umana e della responsabilità professionale nella redazione e approvazione degli stessi.
Le indagini e le misure disciplinari dell’Agenzia delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate ha risposto prontamente alle segnalazioni provenienti dall’UNCAT, avviando un’approfondita attività di verifica interna su scala nazionale. L’indagine coinvolge tutte le strutture territoriali con lo scopo di accertare l’aderenza alle norme vigenti riguardanti l’impiego delle tecnologie di intelligenza artificiale generativa, formalmente regolamentate dalla policy emanata il 23 ottobre scorso. Tale policy vieta rigorosamente l’utilizzo diretto di sistemi IA per la redazione di atti amministrativi connessi all’attività istituzionale, inclusi accertamenti fiscali e gestione del contenzioso, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale.
La chiarezza delle indicazioni è totale: ogni inadempienza, anche riferita a un singolo atto, non sarà minimizzata. L’Amministrazione ha infatti annunciato che procederà con l’applicazione di sanzioni disciplinari nei confronti dei funzionari coinvolti. Il messaggio è inequivocabile: il controllo sull’uso corretto degli strumenti tecnologici deve essere rigoroso e costante, mettendo in primo piano la responsabilità individuale per evitare rischi di illegittimità e danni all’affidabilità dell’azione amministrativa.
Parallelamente, l’Agenzia ha instaurato un dialogo con l’UNCAT per approfondire le anomalie riscontrate, pur mantenendo il rispetto del segreto professionale e della riservatezza dei contribuenti interessati, elementi imprescindibili in questa fase investigativa. Nel complesso, l’attività intrapresa sottolinea l’importanza di un rigoroso governo delle tecnologie innovative, affinché non compromettano la trasparenza e la correttezza degli atti istituzionali.
Opportunità, rischi e regolamentazione dell’intelligenza artificiale nel settore pubblico
L’intelligenza artificiale rappresenta una risorsa strategica per il settore pubblico, potenziando l’efficienza nelle attività di analisi, selezione e gestione delle informazioni. Tuttavia, l’adozione di queste tecnologie richiede un equilibrio attento tra innovazione, sicurezza giuridica e tutela dei diritti dei cittadini. I recenti episodi emersi evidenziano come l’assenza di regole chiare e controlli rigorosi possa generare rischi concreti, tra cui la produzione di dati errati o non verificati, con conseguenze potenzialmente gravi per l’amministrazione e per gli utenti.
L’evoluzione normativa deve procedere parallelamente all’implementazione tecnologica, imponendo limiti precisi all’impiego dell’intelligenza artificiale, soprattutto nei processi decisionali con impatto diretto sui contributi fiscali e sulle posizioni dei contribuenti. È indispensabile che ogni sistema automatizzato funzioni come supporto e non come sostituto delle valutazioni umane, mantenendo saldo il principio della responsabilità professionale e la supervisione del personale qualificato.
In quest’ottica, la regolamentazione deve prevedere non solo divieti specifici, ma anche protocolli di verifica e audit continuativi, per monitorare la correttezza dei risultati generati dai sistemi di IA generativa. L’integrazione di tecnologie avanzate va accompagnata da percorsi formativi dedicate per gli operatori pubblici, in modo da sviluppare competenze tecniche e consapevolezza critica rispetto alle possibilità e ai limiti degli strumenti digitali.
Solo attraverso un approccio sistematico, che coniughi innovazione, rigore e trasparenza, sarà possibile valorizzare le potenzialità dell’intelligenza artificiale nel settore pubblico senza compromettere la certezza del diritto e la fiducia dei cittadini nell’azione amministrativa.




