Instagram oscura l’account di Chiesa, l’avvocato di Corona attacca Mediaset

Sospensione dell’account Instagram di Ivano Chiesa
L’avvocato penalista milanese Ivano Chiesa, storico difensore di Fabrizio Corona, è finito al centro di un nuovo caso che intreccia social network, diritto di difesa e rapporti con i grandi gruppi editoriali. Il suo profilo Instagram è stato sospeso da Meta con la motivazione di una presunta violazione degli standard della community, proprio mentre il legale commenta pubblicamente i procedimenti che coinvolgono il suo assistito e il sistema televisivo, compresa Mediaset e alcuni suoi volti noti.
L’episodio alimenta un dibattito delicato: fino a che punto le piattaforme possono intervenire sui contenuti di un avvocato che illustra vicende giudiziarie? E quali possono essere le ricadute sulla percezione dell’opinione pubblica, in un momento in cui i social sono snodo centrale dell’informazione?
In poche ore, la sospensione è diventata un caso mediatico, con reazioni immediate del diretto interessato e una presa di posizione ufficiale del gruppo televisivo di Cologno Monzese.
Le accuse di censura dell’avvocato Chiesa
Ivano Chiesa ha definito la sospensione del suo profilo un “atto di censura” ancora più grave di quello che, a suo dire, colpirebbe Fabrizio Corona. Ha precisato di pubblicare esclusivamente contenuti di analisi giuridica, con toni che ritiene compatibili con il proprio ruolo professionale.
In un suo intervento ha commentato di aver ricevuto da Meta una comunicazione standard sulla violazione delle regole della community, senza dettagli puntuali. Da qui il parallelo con pratiche tipiche “delle dittature più orribili”, in cui – secondo il legale – si tende a “silenziare i difensori”.
L’argomento tocca un nervo scoperto nel rapporto tra piattaforme globali e libertà di espressione di figure tecniche come gli avvocati.
Il legame con il caso Corona e l’opinione pubblica
Nel contesto delle sue dichiarazioni, Chiesa ha più volte richiamato la situazione giudiziaria di Fabrizio Corona, sostenendo che l’ex fotografo dei vip rischia di diventare una sorta di “Robin Hood” agli occhi di parte dell’opinione pubblica. Secondo il legale, una eventuale detenzione potrebbe innescare reazioni sociali imprevedibili.
Queste letture rafforzano la dimensione mediatica del caso, in cui processo penale, narrativa social e tensioni con i broadcaster si intrecciano. Per il pubblico digitale, i video e i post dell’avvocato rappresentano spesso la principale chiave di accesso a vicende complesse, con il rischio che ogni intervento restrittivo venga interpretato come bavaglio alla contro-narrazione.
La posizione ufficiale di Mediaset
Alla diffusione delle dichiarazioni di Ivano Chiesa, Mediaset ha reagito con una presa di posizione netta, negando qualsiasi ruolo nella sospensione dell’account Instagram del legale. Le fonti del gruppo editoriale hanno smentito di aver mai segnalato il profilo del difensore di Fabrizio Corona alle piattaforme di Meta, rivendicando la totale estraneità alla decisione tecnica di blocco.
La replica arriva in un clima già teso, segnato dalle frizioni mediatiche tra l’ex agente fotografico, alcuni conduttori e il sistema televisivo commerciale, e mira a sgombrare il campo da ipotesi di interventi indiretti o pressioni esterne.
In questo scenario, il nodo resta quello del potere discrezionale delle big tech sui contenuti.
“È appannaggio delle piattaforme decidere cosa sospendere”
Fonti interne a Mediaset hanno ribadito che la scelta di sospendere un account social spetta esclusivamente alle piattaforme, nel rispetto delle loro policy interne. La società di Cologno Monzese ha sottolineato di non aver mai inoltrato segnalazioni contro il profilo di Chiesa né contro altri account legati alla vicenda Corona.
Questa precisazione evidenzia una linea di demarcazione: da un lato l’ecosistema delle emittenti televisive e dei produttori di contenuti; dall’altro le aziende tecnologiche che gestiscono l’accesso ai social. L’intersezione tra questi mondi genera spesso sospetti reciproci, che in assenza di trasparenza piena sugli algoritmi faticano a essere fugati.
Contenziosi economici e clima di conflitto mediatico
Nel quadro più ampio, emergono indiscrezioni su richieste di risarcimento milionarie che Mediaset avrebbe avanzato nei confronti di Fabrizio Corona, a conferma di un contenzioso che supera il piano strettamente editoriale. Parallelamente continuano a circolare gossip e retroscena su personaggi dello showbiz, tra cui Elodie e Andrea Iannone, che alimentano il flusso di contenuti legati ai dossier di Corona.
Questa sovrapposizione di aspetti giudiziari, economici e di cronaca rosa contribuisce a rendere il dibattito pubblico frammentato, dove ogni nuova misura – legale, aziendale o algoritmica – viene letta come mossa in una più ampia partita di potere nei media italiani.
Il ritorno online e le critiche a Meta
Dopo la sospensione, Ivano Chiesa è tornato su Instagram, raccontando ai propri follower quanto accaduto e rilanciando le accuse a Meta. Il legale ha spiegato di aver ricevuto una comunicazione generica sulla non conformità dei suoi video agli standard della piattaforma, contestando però nel merito questa valutazione e rivendicando la natura informativa dei propri contenuti.
Il nuovo filmato, con toni insieme ironici e polemici, ha raccolto rapidamente decine di migliaia di visualizzazioni e centinaia di commenti, segno di un seguito digitale consolidato e di un interesse costante attorno al caso Corona e al suo entourage legale.
L’episodio riapre la discussione sul bilanciamento tra moderazione dei contenuti e tutela di figure professionali che intervengono nel dibattito pubblico.
Le parole di Chiesa sul blocco dell’account
Nel video di rientro su Instagram, Chiesa ha parlato di “fenomeni di Meta” che gli avrebbero contestato contenuti non conformi agli standard, ironizzando sull’idea che il suo profilo diffonda “atti di violenza e donne nude”. Ha ribadito di essere un professionista che tratta “questioni giudiziarie e con toni adeguati”, dichiarandosi incapace di comprendere le ragioni concrete del provvedimento.
Ha chiuso con un’allusione polemica – “chissà come mai, a voi viene in mente qualcosa?” – lasciando intendere, senza esplicitarlo, possibili collegamenti con le sue posizioni pubbliche sul caso Corona e sui rapporti con il sistema televisivo.
Engagement social e percezione pubblica
Il filmato di Chiesa ha superato le 70mila visualizzazioni in poche ore, con numerosi commenti solidali. Questa reazione evidenzia quanto il pubblico percepisca la vicenda come parte di un più ampio confronto tra libertà di espressione e potere delle piattaforme.
Per un legale esposto mediaticamente, la visibilità social è funzionale sia alla costruzione della propria autorevolezza sia alla narrazione delle cause seguite, come quella di Fabrizio Corona. Interruzioni improvvise dell’account, anche se poi revocate, possono essere lette come interferenze nella possibilità di informare e influenzare l’opinione pubblica su temi giudiziari sensibili.
FAQ
Perché l’account Instagram di Ivano Chiesa è stato sospeso?
L’account di Ivano Chiesa è stato sospeso da Meta per presunta violazione degli standard della community. La piattaforma non ha dettagliato pubblicamente quali contenuti sarebbero risultati non conformi.
Che cosa contesta Ivano Chiesa a Meta?
Chiesa sostiene di pubblicare solo analisi su questioni giudiziarie con toni professionali. Considera la sospensione un atto di censura e ne mette in dubbio la legittimità rispetto alla libertà di espressione dei difensori.
Mediaset ha avuto un ruolo nella sospensione dell’account?
Mediaset ha negato qualsiasi coinvolgimento, affermando di non aver mai segnalato il profilo dell’avvocato a Meta e ribadendo che le decisioni di blocco spettano unicamente alle piattaforme.
Qual è il collegamento tra la vicenda e Fabrizio Corona?
Ivano Chiesa è il difensore di Fabrizio Corona e utilizza i social per commentare i procedimenti che lo riguardano. La sospensione dell’account si inserisce in questo contesto di forte esposizione mediatica del suo assistito.
Come ha reagito il pubblico al ritorno online di Chiesa?
Il video in cui Chiesa racconta la sospensione ha ottenuto decine di migliaia di visualizzazioni e molti commenti di sostegno, segno di un’attenzione elevata verso il caso e le sue implicazioni.
Qual è la posizione di principio di Mediaset sui social?
Mediaset ha ricordato che spetta alle piattaforme decidere cosa sospendere, rivendicando la propria estraneità ai provvedimenti e marcando la distinzione tra broadcaster e gestori dei social network.
Quali rischi emergono per la libertà di espressione degli avvocati?
La sospensione di profili professionali può incidere sulla possibilità degli avvocati di informare il pubblico su casi complessi. Ciò alimenta il dibattito su trasparenza degli algoritmi e garanzie per le figure tecniche nel dibattito pubblico.
Da dove provengono le informazioni su Ivano Chiesa e Mediaset?
Le informazioni qui sintetizzate derivano dall’articolo originale pubblicato da Today.it, che ha ricostruito le dichiarazioni di Ivano Chiesa e la replica di Mediaset sulla sospensione dell’account Instagram.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
PUBBLICITA’ – COMUNICATI STAMPA – PROVE PRODOTTI
Per acquistare pubblicità CLICCA QUI
Per inviarci comunicati stampa e per proporci prodotti da testare prodotti CLICCA QUI





