INPS rivoluziona Ape sociale: nuove istruzioni e requisiti, come ottenere l’uscita anticipata senza sorprese
Indice dei Contenuti:
Proroga e quadro normativo
INPS conferma l’operatività dell’Ape sociale fino al 31 dicembre 2026, come chiarito dal Messaggio n. 128 del 14 gennaio 2026 e in coerenza con la legge di bilancio 2026, garantendo continuità a un istituto che tutela lavoratori in condizioni di fragilità. La proroga copre sia chi maturerà i requisiti nel 2026 sia chi li aveva già raggiunti negli anni precedenti senza aver presentato istanza.
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L’Ape sociale resta un ponte verso la pensione di vecchiaia, consentendo un’uscita anticipata senza penalizzazioni dirette sull’assegno, nel perimetro normativo già delineato e successivamente aggiornato dal legislatore. Permangono invariati i criteri di ammissione, i limiti anagrafici e le condizioni soggettive richieste, con applicazione delle regole vigenti alla data di domanda.
Il quadro finanziario, rafforzato per sostenere i flussi attesi, prevede stanziamenti dedicati: 170 milioni per il 2026, 320 milioni per il 2027, 315 milioni per il 2028 e 270 milioni per il 2029, con coperture previste fino al 2031 per assicurare la continuità dei pagamenti.
La disciplina mantiene la funzione selettiva verso le categorie meritevoli di tutela e conferma la verifica puntuale dei requisiti al momento dell’istanza, compresa la permanenza delle condizioni per chi li aveva maturati in passato. Resta ferma la natura temporanea della misura, ancorata alle finestre annuali e alle istruzioni operative dell’INPS.
Requisiti e categorie tutelate
L’accesso è consentito al compimento di 63 anni e 5 mesi, con verifica dei requisiti al momento della domanda e, per chi li aveva già maturati, della loro effettiva permanenza. La misura resta indirizzata a platee definite dal legislatore, con criteri invariati rispetto al quadro vigente.
Rientrano tra i destinatari i lavoratori in stato di disoccupazione a seguito di licenziamento, scadenza di contratto o dimissioni per giusta causa, purché sussistano le condizioni previste e l’assenza di occupazione.
È inclusa la categoria dei caregiver che prestano assistenza continuativa a un familiare con disabilità grave, secondo i parametri di legge e con oneri di prova documentale coerenti con le indicazioni operative.
Accedono inoltre i soggetti con invalidità civile pari o superiore al 74%, accertata dagli organi competenti e compatibile con l’istituto alla data di presentazione.
Tra i beneficiari figurano i lavoratori impegnati in mansioni gravose o usuranti, individuate dagli elenchi normativi, caratterizzate da elevato impatto fisico o psicologico e soggette a specifici requisiti contributivi e di continuità lavorativa.
Le condizioni soggettive devono essere presenti e dimostrabili al momento dell’istanza; in caso di requisiti perfezionati in anni precedenti, è necessario che la situazione protetta risulti ancora attuale per l’ammissione e per la liquidazione dell’indennità.
Scadenze e modalità di domanda
Per il 2026 sono previste tre finestre: 31 marzo, 15 luglio e 30 novembre, termini entro cui trasmettere l’istanza di riconoscimento. Le scadenze valgono sia per chi perfeziona i requisiti nel 2026 sia per chi li aveva già raggiunti negli anni precedenti e non ha mai presentato domanda.
È necessario che le condizioni di accesso risultino presenti alla data di verifica; in caso di requisiti maturati in passato, la situazione tutelata deve essere ancora attuale per l’ammissione.
Quando tutti i requisiti sono già completi, è consigliato inviare contestualmente sia la domanda di riconoscimento sia quella di accesso all’indennità per non perdere mensilità spettanti.
L’invio avviene tramite i canali INPS: portale istituzionale con SPID, CIE o CNS; Contact Center; patronati. La domanda richiede la documentazione probatoria in base alla categoria di appartenenza, con attenzione a certificazioni, stati e autocertificazioni previsti.
L’ente procede alla verifica e comunica l’esito; in presenza di plafond finanziario adeguato, le domande ammissibili sono accolte in ordine cronologico, con priorità nel rispetto delle finestre temporali.
In caso di carenza o irregolarità documentale, è prevista integrazione entro i termini fissati; l’inosservanza comporta il rigetto. L’indennità decorre dal primo giorno del mese successivo all’accoglimento, nei limiti temporali della misura.
FAQ
- Quali sono le scadenze 2026 per l’Ape sociale?
31 marzo, 15 luglio, 30 novembre. - Chi può presentare domanda nel 2026?
Chi matura i requisiti nel 2026 o li aveva già maturati e non ha mai chiesto il beneficio. - Serve presentare due istanze?
Sì, se i requisiti sono completi è opportuno inviare insieme riconoscimento e accesso per non perdere rate. - Come si invia la domanda?
Portale INPS con SPID/CIE/CNS, Contact Center o tramite patronato. - Quali documenti servono?
Atti che provano la categoria tutelata: disoccupazione, caregiving, invalidità, lavori gravosi secondo istruzioni INPS. - Quando decorre il pagamento?
Dal primo giorno del mese successivo all’accoglimento dell’istanza. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Messaggio INPS n. 128 del 14 gennaio 2026, richiamato nella comunicazione ufficiale.




