INPS chiarisce il nuovo bonus mensile da 500 euro per autonomi

Bonus 500 euro giovani e liberi professionisti: cosa cambia
Il contributo mensile da 500 euro per l’avvio di nuove attività non riguarda più solo le imprese iscritte al Registro delle Imprese, ma anche i liberi professionisti con Partita IVA individuale. Il chiarimento del Ministero del Lavoro, recepito dall’INPS, amplia in modo significativo la platea dei beneficiari, con effetti immediati sulle domande già presentate e su quelle future.
La misura guarda ai settori strategici per tecnologie innovative, transizione digitale ed ecologica, premiando chi avvia attività ad alto contenuto di competenze.
Estensione ai liberi professionisti: il chiarimento ufficiale
Il messaggio INPS n. 70 del 27 gennaio 2026 precisa che il bonus spetta anche a chi avvia un’attività come libero professionista, non solo come imprenditore. Viene meno l’interpretazione restrittiva che richiedeva l’iscrizione al Registro delle Imprese.
La nuova lettura riconosce che consulenza, progettazione, ricerca e sviluppo in ambito digitale o green possono essere svolte in forma professionale. Rientrano quindi, se in linea con i codici Ateco ammessi, figure come consulenti informatici, energy manager, esperti di cybersecurity, progettisti di soluzioni cloud o professionisti della sostenibilità.
Settori strategici tra tecnologie, digitale ed ecologia
Il beneficio è legato a settori ritenuti strategici per l’innovazione: ICT, intelligenza artificiale, cybersecurity, big data, servizi cloud, ma anche consulenza per efficienza energetica, rinnovabili, economia circolare, mobilità sostenibile.
L’INPS individua le attività ammesse tramite specifici codici Ateco, riportati nell’allegato alla circolare n. 148/2025. L’aderenza del proprio codice Ateco al perimetro definito è condizione essenziale per ottenere il contributo, a prescindere dalla forma adottata: impresa o libero professionista.
Requisiti per ottenere il contributo da 500 euro al mese
Il contributo, erogato a fondo perduto, vale fino a un massimo di tre anni e mira a sostenere i giovani che avviano nuove attività tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025. La normativa richiede requisiti anagrafici, occupazionali e oggettivi legati all’attività aperta, che devono essere tutti presenti alla data di inizio.
I controlli formali e sostanziali dell’INPS rendono cruciale la corretta scelta dell’inquadramento e dei codici Ateco.
Limiti di età, disoccupazione e nuova attività
Possono accedere solo soggetti che non abbiano compiuto 35 anni alla data di avvio dell’attività, coincidente con l’apertura della Partita IVA. Occorre risultare disoccupati alla stessa data: chi era occupato, anche con contratti non standard, resta escluso.
L’attività deve essere effettivamente nuova: non sono ammessi subentri meramente formali, prosecuzioni di attività preesistenti o trasformazioni di rapporti di lavoro già in corso in finte collaborazioni autonome. L’INPS può valutare la continuità di clienti, sedi, organizzazione.
Durata del beneficio e cumulabilità con altri aiuti
Il contributo di 500 euro mensili è riconosciuto per un massimo di 36 mesi, a condizione che l’attività resti in vita e attiva nei settori ammessi. La cessazione della Partita IVA, il cambio di codice Ateco fuori elenco o la perdita dei requisiti determinano la revoca.
La misura può coesistere con altri strumenti nazionali e regionali, nel rispetto dei limiti sugli aiuti di Stato e del regime de minimis. È necessario verificare eventuali cumuli con esoneri contributivi, crediti d’imposta o incentivi all’autoimpiego per evitare sovrapposizioni incompatibili.
Domanda, riapertura termini e verifica dei codici Ateco
Alla luce dei chiarimenti del Ministero del Lavoro e del messaggio INPS n. 70/2026, vengono riaperti i termini per la presentazione delle istanze da parte di chi ha avviato l’attività entro il 31 dicembre 2025. La finestra utile decorre dal 31 gennaio 2026 e si chiude il 2 marzo 2026, tramite i canali telematici INPS o intermediari abilitati.
È centrale la verifica preventiva dell’inquadramento Ateco, anche con supporto di un consulente del lavoro o di un commercialista.
Come presentare la domanda all’INPS
La domanda si inoltra tramite il portale INPS, accedendo con SPID, CNS o CIE, oppure tramite patronati e professionisti abilitati. Occorre indicare data di apertura della Partita IVA, codice Ateco, settore di appartenenza e dichiarazione sullo stato di disoccupazione.
Possono presentare istanza anche coloro che, inizialmente esclusi perché liberi professionisti, oggi rientrano nella nuova interpretazione. È opportuno conservare documentazione su contratti, fatture e attività svolte, per eventuali controlli successivi.
Verifica del codice Ateco ammesso al bonus
L’elenco delle attività ammesse è contenuto nell’allegato alla circolare INPS n. 148/2025, suddiviso per codici Ateco correlati a digitale, innovazione tecnologica e transizione verde. Prima di aprire la Partita IVA o cambiare inquadramento, conviene confrontare il proprio codice con tale elenco.
In caso di dubbi, è consigliabile richiedere un parere a consulenti esperti o utilizzare i canali di assistenza INPS. Un codice Ateco non coerente con quelli previsti comporta il rigetto dell’istanza, anche se l’attività di fatto opera in ambito tecnologico o green.
FAQ
Chi può ottenere il bonus 500 euro giovani imprenditori e professionisti
Possono beneficiarne giovani under 35 che, tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025, hanno avviato una nuova attività in settori tecnologici, digitali o green, come impresa o come libero professionista, risultando disoccupati alla data di apertura della Partita IVA.
Il bonus spetta anche ai liberi professionisti senza iscrizione al Registro Imprese
Sì, il messaggio INPS n. 70/2026 conferma che rientrano anche i liberi professionisti con Partita IVA individuale, purché operino con codici Ateco inclusi nell’elenco allegato alla circolare n. 148/2025 e rispettino gli altri requisiti previsti.
Per quanto tempo viene erogato il contributo mensile di 500 euro
Il contributo è riconosciuto per un massimo di tre anni, cioè 36 mensilità, salvo cessazione anticipata dell’attività, perdita dei requisiti o variazioni del codice Ateco che facciano uscire il soggetto dai settori ammessi dal provvedimento.
Come si presenta la domanda e qual è la scadenza ufficiale
La domanda si presenta online sul portale INPS con credenziali digitali o tramite patronati e intermediari. Per le attività avviate entro il 31 dicembre 2025, la finestra straordinaria va dal 31 gennaio 2026 al 2 marzo 2026, termine oltre il quale non sono accettate nuove istanze.
Come verificare se il proprio codice Ateco è compatibile con il bonus
La verifica avviene consultando l’allegato alla circolare INPS n. 148/2025, dove sono elencati i codici Ateco ammessi. In caso di incertezza, è utile confrontarsi con un commercialista o un consulente del lavoro per valutare l’allineamento tra attività effettiva e codice scelto.
Qual è la fonte normativa principale per il bonus giovani 2024-2026
I riferimenti essenziali sono il messaggio INPS n. 70 del 27 gennaio 2026 e la circolare INPS n. 148 del 28 novembre 2025, che definiscono requisiti, settori ammessi, codici Ateco e modalità operative per accedere al contributo.




