Influenza, l’esperto avverte: il picco non basta, il virus dilaga ancora e minaccia milioni di italiani

Indice dei Contenuti:
## Andamento dei contagi e superamento del picco
L’ultima rilevazione del sistema RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità indica che la circolazione dei virus respiratori resta intensa, ma la traiettoria della curva appare in rallentamento rispetto alle settimane precedenti. La stagione 2025‑2026, iniziata in anticipo, ha spinto rapidamente verso l’alto i casi di sindromi simil‑influenzali, con carichi significativi sui servizi territoriali e sugli ambulatori.
Nel corso delle prime settimane di gennaio l’incidenza delle infezioni respiratorie acute, che include anche l’influenza, ha registrato una lieve ma costante flessione. Non si tratta di un crollo, bensì di un ripiegamento graduale dopo il picco, compatibile con la fase discendente di un’ondata virale che resta comunque sostenuta nelle comunità scolastiche e familiari.
Gli esperti sottolineano che il superamento del picco non coincide con la fine dell’emergenza stagionale: il virus continua a “correre”, con centinaia di migliaia di nuovi casi stimati ogni settimana sul territorio nazionale. La variante predominante, il ceppo A(H3N2) subclade K, mantiene un’elevata capacità di diffusione, alimentando catene di contagio soprattutto nelle aree urbane ad alta densità e nelle regioni dove la copertura vaccinale risulta meno omogenea.
## Previsioni sull’evoluzione della stagione influenzale
Gli epidemiologi dell’Istituto Superiore di Sanità stimano che la fase discendente dell’onda influenzale proseguirà per diverse settimane, con un calo lento ma progressivo dei nuovi casi. La circolazione del ceppo A(H3N2) subclade K resterà significativa almeno fino alla fine dell’inverno, con una possibile “coda” di contagi nella prima parte della primavera.
Le proiezioni indicano che, complessivamente, la stagione 2025‑2026 potrebbe coinvolgere fino ad almeno 15 milioni di persone tra forme conclamate e sindromi simil‑influenzali, distribuite in modo disomogeneo tra le regioni. Il carico maggiore è atteso nelle aree con maggiore mobilità quotidiana, come le grandi città, e nei contesti dove la vaccinazione è partita in ritardo o ha incontrato una bassa adesione.
Nel medio periodo è prevedibile una progressiva riduzione degli accessi per influenza negli ambulatori di medicina generale e nei pronto soccorso, ma le strutture sanitarie restano in allerta per eventuali rialzi locali, legati ai rientri scolastici e lavorativi. Gli specialisti richiamano alla prudenza: nonostante il picco superato, comportamenti individuali meno attenti potrebbero rallentare la discesa della curva, mantenendo elevato il numero di infezioni tra i soggetti non immunizzati.
## Impatto sui soggetti fragili e ruolo della vaccinazione
La circolazione del virus influenzale, trainata dal ceppo A(H3N2) subclade K, continua a colpire con maggiore intensità i soggetti fragili, in particolare anziani, cronici e immunodepressi. In queste categorie la malattia tende a manifestarsi con quadri più severi, complicanze respiratorie e un incremento dei ricoveri ospedalieri, soprattutto nei reparti di medicina interna e pneumologia.
Gli specialisti sottolineano che una parte significativa dei casi gravi riguarda persone non vaccinate o vaccinate in ritardo, con una protezione immunitaria non ottimale nel momento di massima circolazione virale. La stagione 2025‑2026, iniziata in anticipo, ha infatti colto impreparata una quota di popolazione che ha rinviato o del tutto evitato l’immunizzazione stagionale.
La vaccinazione antinfluenzale resta lo strumento centrale per contenere l’impatto clinico dell’infezione, riducendo il rischio di forme complicate e decessi tra le fasce vulnerabili. Le autorità sanitarie ribadiscono l’importanza di mantenere alta l’adesione anche a picco superato, perché il virus continuerà a circolare nelle prossime settimane. Nelle regioni dove la copertura vaccinale è più omogenea si osserva una minore pressione sui servizi sanitari, segno che l’immunizzazione diffusa contribuisce a limitare ricoveri e accessi in pronto soccorso.
FAQ
- D: Il picco dell’influenza 2025‑2026 in Italia è stato superato?
R: I dati indicano un rallentamento della curva e una lieve flessione dei casi, compatibile con una fase successiva al picco, pur con circolazione virale ancora intensa. - D: Qual è il virus predominante in questa stagione influenzale?
R: Il ceppo prevalente è il virus A(H3N2) subclade K, associato a quadri clinici più complessi soprattutto tra i non vaccinati. - D: Quanti casi complessivi sono stimati per la stagione influenzale 2025‑2026?
R: Le proiezioni parlano di almeno 15 milioni di casi tra influenza conclamata e sindromi simil‑influenzali sull’intero territorio nazionale. - D: Quali categorie risultano maggiormente esposte alle complicanze?
R: Le complicanze riguardano soprattutto anziani, persone con patologie croniche, immunodepressi e altri soggetti fragili, con un rischio più alto di ricovero. - D: Che ruolo ha la vaccinazione nel contenere l’ondata influenzale?
R: La vaccinazione antinfluenzale riduce la probabilità di forme gravi, limita le complicanze e contribuisce ad alleggerire la pressione su ospedali e pronto soccorso. - D: Quanto durerà ancora la circolazione significativa del virus?
R: Si prevede una persistenza della circolazione influenzale fino alla fine dell’inverno, con una possibile coda di casi nelle prime settimane di primavera. - D: Qual è la fonte ufficiale per i dati sull’andamento dell’influenza in Italia?
R: Le informazioni epidemiologiche provengono principalmente dal sistema di sorveglianza RespiVirNet coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, principale riferimento giornalistico e scientifico nazionale.




