Influenza in Italia sotto assedio: contagi in picchiata verso l’alto, pronto soccorso al collasso
Indice dei Contenuti:
Aumento dei contagi e pressione sugli ospedali
Italia alle prese con un’ondata influenzale in rapida ascesa, con il picco atteso nelle prossime settimane e un quadro già critico a inizio gennaio. L’aumento dei contagi sta comprimendo l’intera rete ospedaliera, che evidenzia carenze strutturali e una tenuta messa alla prova dal flusso continuo di accessi. Le direzioni sanitarie segnalano tempi di attesa più lunghi e reparti prossimi alla saturazione.
▷ Lo sai che da oggi puoi MONETIZZARE FACILMENTE I TUOI ASSET TOKENIZZANDOLI SUBITO? Contatto per approfondire: CLICCA QUI
Dal Nord al Sud, la pressione clinico-assistenziale cresce in modo uniforme, con particolare impatto sui percorsi dei pazienti anziani e pluripatologici. Il sistema territoriale fatica a filtrare i casi meno gravi, riversando la domanda sugli ospedali. La combinazione tra rialzo dei casi e limitata disponibilità di posti letto sta determinando criticità a catena lungo tutta la filiera dell’emergenza-urgenza.
I flussi registrati nelle ultime festività hanno accelerato la curva degli accessi, consolidando una situazione di “alta intensità” operativa. Le unità operative segnalano turnover rallentato e ridotte possibilità di ricovero rapido, con conseguente stress organizzativo. Il trend in crescita dei ricoveri per sindromi respiratorie conferma la fase espansiva della circolazione virale.
Le aree metropolitane mostrano i segnali più evidenti di congestionamento, ma criticità emergono anche nelle province con bacini di utenza estesi. La gestione dei percorsi tempo-dipendenti risulta più complessa per la mancanza di valvole di sfogo territoriali efficaci, con impatti sul servizio e sul turnover intraospedaliero.
Pronto soccorso saturi e pazienti in barella
I pronto soccorso risultano congestionati da Nord a Sud, con corridoi occupati e barelle in sosta prolungata in attesa di posto letto. Le centrali del 118 registrano carichi eccezionali, complicando i tempi di trasferimento e di presa in carico dei casi acuti.
Il fenomeno del boarding è in netto peggioramento: pazienti fragili e pluripatologici restano ore in osservazione, senza disponibilità immediata in reparto. Secondo Alessandro Riccardi (Simeu), ogni malato in sosta rallenta l’accesso successivo di circa 19 minuti, con impatti accumulati su tutta la catena assistenziale.
La criticità è aggravata dal rallentamento delle dimissioni e dall’alta incidenza di quadri respiratori che richiedono monitoraggio. In alcune aree, come la Sicilia, l’impennata delle sindromi influenzali ha messo in seria difficoltà la rete ospedaliera, aumentando tempi di attesa e pressione sulle équipe.
Le direzioni mediche segnalano saturazione delle degenze e ridotta capacità di ricovero rapido. L’assenza di adeguati filtri territoriali amplifica gli accessi impropri, mentre l’intasamento ostacola la gestione dei percorsi tempo-dipendenti e rallenta i flussi intraospedalieri.
Crescono le polmoniti e calano le bronchioliti
I reparti segnalano un incremento diffuso delle polmoniti, con maggiore incidenza tra anziani e pazienti fragili, che richiedono ossigenoterapia e osservazione prolungata. Contestualmente, si registra un calo delle bronchioliti da virus respiratorio sinciziale, attribuito all’estensione delle vaccinazioni mirate nelle fasce a rischio.
La curva delle polmoniti sta spostando la domanda verso aree a più alta complessità assistenziale, saturando le Medicine e i reparti a gestione respiratoria. La riduzione dei casi pediatrici gravi di bronchiolite alleggerisce i Pronto soccorso dedicati, ma non compensa l’ondata di adulti con insufficienza respiratoria e comorbidità.
Le centrali operative del 118 riportano più richieste per dispnea, febbre persistente e peggioramento di quadri cronici, coerenti con l’aumento delle complicanze polmonari. La pressione sulle Radiologie e sulle Terapie semi-intensive cresce in parallelo, con tempi di attesa più lunghi per diagnostica e posti monitorati.
Le evidenze suggeriscono che la copertura vaccinale stia riducendo le forme severe di bronchiolite, mentre il carico di polmoniti influenza la durata delle degenze e rallenta le dimissioni. Il risultato è un ulteriore irrigidimento dei flussi di ricovero e una maggiore permanenza in area di osservazione.
Uso appropriato del 118 e protezione dei fragili
Le centrali del 118 sono sommerse da chiamate, spesso per casi non urgenti che dovrebbero essere gestiti sul territorio. L’appello è a contattare il servizio di emergenza solo in presenza di difficoltà respiratorie, alterazione dello stato di coscienza, dolore toracico o peggioramento rapido di condizioni croniche. Un uso improprio rallenta la risposta ai codici tempo-dipendenti e aumenta il distress operativo.
La tutela dei fragili — in primis anziani e pluripatologici — richiede il rafforzamento del filtro territoriale: medicina generale, continuità assistenziale, Usca dove attive, e reti domiciliari per valutazioni precoci e triage clinico. Il ricorso al pronto soccorso va riservato ai sintomi gravi, privilegiando percorsi programmati per quadri stabili.
Si raccomandano controlli telefonici proattivi da parte dei curanti, gestione dei farmaci e monitoraggio dei parametri a domicilio per ridurre accessi impropri. Per i pazienti a rischio, aggiornare le vaccinazioni e predisporre piani di cura personalizzati contribuisce a prevenire complicanze e ricoveri evitabili.
Una corretta canalizzazione delle richieste, unita a dimissioni tempestive e presa in carico territoriale, è essenziale per sbloccare il boarding e ridurre i tempi di attesa, garantendo priorità ai casi acuti e un uso efficiente delle risorse.
FAQ
- Quando chiamare il 118?
In caso di difficoltà respiratorie, dolore toracico, stato di coscienza alterato o rapido peggioramento clinico. - Quali alternative al pronto soccorso per i casi non urgenti?
Medico di famiglia, continuità assistenziale, ambulatori territoriali e, dove presenti, Usca. - Chi sono i pazienti più a rischio in questa fase influenzale?
Anziani, fragili e persone con comorbidità respiratorie o cardiovascolari. - Perché il boarding rallenta l’accesso in pronto soccorso?
Le barelle occupate in attesa di posto letto dilatano i tempi di presa in carico dei nuovi arrivi. - Le vaccinazioni stanno incidendo sui ricoveri?
Sì, contribuiscono a ridurre le bronchioliti gravi e le complicanze prevenibili nei fragili. - Come proteggere i fragili a domicilio?
Monitoraggio dei sintomi, terapia ottimizzata, contatti proattivi con il curante e percorsi programmati.




