Indagine Caroccia svela spesa da 40 mila euro per l’allestimento della Bisteccheria
Indagine sui fondi della Bisteccheria d’Italia e della società Le 5 Forchette
La Procura di Roma, tramite la Dda, indaga su presunti flussi di denaro illecito confluiti nella gestione del ristorante Bisteccheria d’Italia in via Tuscolana. Nel mirino ci sono i circa 40mila euro spesi per l’allestimento del locale e un canone di affitto di circa duemila euro al mese. Le contestazioni riguardano la società “Le 5 Forchette”, costituita a dicembre 2024 a Biella, di cui ha detenuto quote anche l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. I magistrati ipotizzano che Mauro e Miriam Caroccia abbiano reinvestito in quella Srl proventi delle attività illecite del clan camorristico dei Senese. Mercoledì è atteso un interrogatorio chiave, nel quale la difesa punta a dimostrare l’estraneità di Delmastro e la provenienza lecita dei capitali.
In sintesi:
- Dda di Roma indaga su presunto riciclaggio legato al ristorante Bisteccheria d’Italia.
- Sotto esame 40mila euro di allestimento e affitto di circa 2mila euro mensili.
- Nel fascicolo la società Le 5 Forchette e le quote di Andrea Delmastro.
- I Caroccia respingono le accuse, interrogatorio decisivo fissato per mercoledì.
Al centro del fascicolo della Direzione distrettuale antimafia di Roma c’è la catena finanziaria che ha consentito l’apertura e l’allestimento della Bisteccheria d’Italia. L’investimento iniziale, quantificato in circa 40mila euro per arredi, stigliature e attrezzature acquistate – secondo gli inquirenti – da una cittadina cinese, si affianca ad un affitto stimato in circa 2mila euro al mese per il locale in via Tuscolana.
Gli inquirenti collegano queste spese alla Srl “Le 5 Forchette”, creata nel dicembre 2024 presso uno studio notarile di Biella, della quale l’esponente di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro ha detenuto quote. Secondo l’impianto accusatorio, Mauro e Miriam Caroccia avrebbero “trasferito e reinvestito” nella società capitali riconducibili al clan camorristico dei Senese, configurando i reati di riciclaggio e intestazione fittizia di beni.
L’avvocato Fabrizio Gallo, difensore dei Caroccia, anticipa però una linea nettamente difensiva: nel prossimo interrogatorio saranno prodotti atti e documenti che – sostiene – dimostrerebbero l’assenza di qualsiasi collegamento tra i fondi impiegati nella Srl e i proventi della criminalità organizzata, nonché l’estraneità di Delmastro.
Un interrogatorio chiave per ricostruire flussi di denaro e responsabilità
L’interrogatorio fissato per mercoledì davanti ai pm della Dda di Roma rappresenta un passaggio cruciale per chiarire la genesi dei capitali usati per la Bisteccheria d’Italia e per la Srl “Le 5 Forchette”. L’avvocato Fabrizio Gallo ha annunciato che Mauro e Miriam Caroccia forniranno una ricostruzione dettagliata dell’operazione societaria e del coinvolgimento di Andrea Delmastro, ribadendo l’estraneità dell’ex sottosegretario alla presunta rete di riciclaggio.
In particolare, la difesa intende documentare la provenienza dei fondi utilizzati per l’affitto del locale di via Tuscolana, per le stigliature e per le forniture acquistate dalla cittadina cinese indicata negli atti, sostenendo che si tratti di risorse lecite. I magistrati, dal canto loro, sono concentrati sul tracciamento dei flussi finanziari eventualmente riconducibili al clan dei Senese, al fine di verificare se la struttura societaria e la titolarità delle quote possano configurare un caso di intestazione fittizia. L’esito dell’audizione potrebbe orientare le successive richieste cautelari e gli sviluppi dell’inchiesta.
Ricadute politiche e impatto sul contrasto al riciclaggio
Al di là dei profili penali, il caso rischia di avere un impatto politico significativo, poiché coinvolge un ex sottosegretario alla Giustizia come Andrea Delmastro. L’eventuale conferma giudiziaria dei legami tra clan dei Senese, attività imprenditoriali e strutture societarie alimenterebbe il dibattito sull’efficacia dei controlli antiriciclaggio nel settore della ristorazione e nei servizi.
Gli sviluppi dell’inchiesta su Bisteccheria d’Italia e su “Le 5 Forchette” saranno quindi osservati con attenzione sia dagli operatori economici, interessati a regole più chiare e verifiche più incisive, sia dagli osservatori istituzionali, in vista di possibili interventi normativi per rendere più trasparenti costituzione delle Srl, tracciabilità dei capitali e passaggi di quote in settori ad alto rischio di infiltrazione criminale.
FAQ
Perché la Bisteccheria d’Italia è finita sotto inchiesta?
La Bisteccheria d’Italia è sotto inchiesta perché i pm ipotizzano che allestimento e gestione siano stati finanziati con proventi illeciti.
Che cosa viene contestato alla società Le 5 Forchette?
Alla società Le 5 Forchette viene contestato il presunto reinvestimento di capitali del clan Senese e l’intestazione fittizia di beni.
Qual è il ruolo di Andrea Delmastro nell’indagine?
Il ruolo di Andrea Delmastro riguarda il possesso di quote della Srl; la difesa sostiene la sua totale estraneità ai flussi illeciti.
Cosa sostengono Mauro e Miriam Caroccia tramite il loro legale?
I Caroccia, tramite l’avvocato Gallo, affermano che nessuna somma proveniente dalla criminalità abbia finanziato la società o il ristorante.
Quali sono le fonti utilizzate per la ricostruzione di questa notizia?
La ricostruzione deriva da un’elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate redazionalmente.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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