Immobiliare in frenata, caro energia rilancia l’ombra dell’inflazione

Guerra, inflazione e tassi: settimana nera per il real estate europeo
La settimana si chiude con un calo per gli indici immobiliari europei, penalizzati dal rialzo dei prezzi energetici e dai timori d’inflazione. Chi osserva con attenzione è il mercato, insieme a BCE, Federal Reserve e grandi banche d’affari come Bank of America.
Cosa preoccupa è il possibile rinvio dei tagli ai tassi, con l’ipotesi di nuovi rialzi in Europa. Dove: in primo piano Eurozona, Stati Uniti e Piazza Affari.
Quando: nelle ultime settimane, con particolare attenzione ai prossimi meeting di politica monetaria. Perché: la guerra in Iran, l’aumento dei costi energetici e la rigidità dei prezzi nei servizi stanno riaccendendo la pressione inflazionistica, condizionando il credito e il settore immobiliare.
In sintesi:
- Indici immobiliari europei in calo per timori su inflazione ed energia
- Peter Kazimir (BCE) apre a possibile rialzo più rapido dei tassi
- Bank of America vede inflazione USA ancora oltre il 3%
- Mutui in crescita in Italia grazie a tassi più bassi e domanda dei giovani
Inflazione, banche centrali e reazione dei mercati immobiliari
Le tensioni geopolitiche in Iran complicano il quadro per la BCE. Il governatore slovacco Peter Kazimir avverte che l’istituto di Francoforte potrebbe dover reagire prima del previsto con nuovi rialzi dei tassi. “L’equilibrio dei rischi relativi all’inflazione si è chiaramente spostato al rialzo”, afferma, sottolineando come imprese e lavoratori trasferiscano più rapidamente costi e richieste salariali rispetto al 2022.
Kazimir invita a “mantenere la calma”, ma aggiunge che una “reazione della BCE è potenzialmente più vicina di quanto molti pensino”, rivendicando la necessità di un’istituzione “agile” dopo le lezioni degli ultimi anni.
Negli Stati Uniti, gli analisti di Bank of America stimano per febbraio un PCE core intorno al 3,1% annuo, ben sopra il target del 2% della Federal Reserve. Circa 80 punti base sarebbero legati ai dazi doganali. Nonostante segnali di disinflazione immobiliare, il resto del paniere rimane troppo elevato: per BofA la Fed “ha ancora del lavoro da fare” prima di poter allentare i tassi.
Effetti sui listini, mutui e prospettive del mattone
A Piazza Affari l’indice FTSE Italia All Share Real Estate chiude la settimana a -0,7%, mentre lo Stoxx 600 Real Estate europeo arretra del 2%, segnalando una maggiore vulnerabilità del comparto continentale.
Tra i singoli titoli milanesi, debolezza marcata per Risanamento (oltre -3%), Abitare IN (-4%) e Gabetti (-3,5%). Più contenuta la flessione di IGD (circa -1%), mentre spiccano i rialzi di Brioschi (+3,2%) e Aedes (+2,6%), a conferma di una selettività crescente degli investitori.
Negli USA, la Mortgage Bankers Association indica un aumento del 3,2% delle domande di mutuo nella settimana al 6 marzo, dopo il +11% precedente. Le richieste di rifinanziamento crescono dello 0,5%, quelle per nuovi mutui del 7,8%, con tassi trentennali saliti al 6,19% dal 6,09%.
In Italia, uno studio di Kìron Partner, Gruppo Tecnocasa, su dati Banca d’Italia, fotografa uno stock di mutui casa alle famiglie pari a 391 miliardi di euro nel terzo trimestre 2025, +0,84% sul trimestre precedente e +3,6% su base annua. Secondo il presidente Oscar Cosentini, la crescita è trainata dall’aumento del 32,8% delle nuove erogazioni nei primi nove mesi del 2025, favorito sia dal calo dei tassi rispetto ai picchi 2023 sia dalla domanda dei giovani, sostenuta dalle garanzie statali per la prima casa.
FAQ
Perché gli indici immobiliari europei sono scesi questa settimana?
Il calo è legato a rincari energetici, rischio inflazione persistente e aspettative di politiche monetarie più restrittive da parte di BCE e Fed.
Cosa ha detto Peter Kazimir sui prossimi movimenti della BCE?
Kazimir ha affermato che il rischio inflazione è salito e che una reazione della BCE potrebbe arrivare prima del previsto.
Qual è il livello stimato di inflazione PCE core negli Stati Uniti?
Secondo Bank of America, il PCE core di febbraio dovrebbe attestarsi intorno al 3,1% su base annua.
Come si sta muovendo il mercato dei mutui in Italia?
Lo stock di mutui casa ha raggiunto 391 miliardi, con crescita annua del 3,6% e forti nuove erogazioni nel 2025.
Da quali fonti è stata elaborata questa analisi sul mercato immobiliare?
L’analisi deriva da una elaborazione congiunta di dati Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
PUBBLICITA’ – COMUNICATI STAMPA – PROVE PRODOTTI
Per acquistare pubblicità CLICCA QUI
Per inviarci comunicati stampa e per proporci prodotti da testare prodotti CLICCA QUI



