Ice entra in scena con gli agenti italiani ma resta dietro le quinte

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L’Ice collaborerà con gli agenti italiani, ma non sarà in strada
Sicurezza olimpica e ruolo degli agenti statunitensi
Per i Giochi invernali di Milano-Cortina 2026 verrà attivata una macchina della sicurezza che prevede l’impiego di circa seimila operatori italiani tra forze dell’ordine, militari e apparati di intelligence. Il fulcro del dispositivo sarà il coordinamento interforze, con particolare attenzione alla protezione di atleti, delegazioni e siti sensibili legati alla presenza di rappresentanze straniere.
Nel quadro di questa cooperazione rientra il supporto della componente investigativa di Immigration and Customs Enforcement, in particolare la sezione Homeland Security Investigations. Questi funzionari avranno il compito di collaborare con il servizio di sicurezza diplomatica del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e con le autorità italiane per l’analisi dei rischi connessi alla criminalità organizzata transnazionale, sfruttando banche dati e strumenti di intelligence.
Le autorità italiane precisano che non sono previste attività di pattugliamento o interventi diretti sul territorio da parte del personale straniero. Il Viminale ribadisce che la gestione dell’ordine pubblico resterà esclusivamente in capo alle forze italiane, che utilizzeranno anche droni e mezzi di vigilanza aerea per presidiare i punti più esposti, inclusi gli obiettivi simbolici e diplomatici statunitensi.
Polemica politica e garanzie di sovranità
La presenza dei funzionari statunitensi ha acceso un duro confronto politico interno. Esponenti dell’opposizione, in particolare del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e dell’Alleanza Verdi e Sinistra, contestano il coinvolgimento dell’agenzia federale, ritenuta simbolo di passate politiche repressive in materia migratoria negli Stati Uniti. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, si è detto non rassicurato dalla gestione del ministro dell’Interno, definendo l’agenzia una struttura para-militare incompatibile con lo spirito olimpico.
Il governo risponde ridimensionando le critiche. Il titolare del Viminale, Matteo Piantedosi, parla di “tempesta in un bicchiere d’acqua” e sottolinea che l’accordo rientra nelle normali prassi di cooperazione antiterrorismo tra Paesi alleati. Il vicepremier Antonio Tajani insiste sul fatto che arriveranno funzionari specializzati e non unità armate, escludendo ogni ipotesi di presenza “paramilitare” sul suolo italiano.
Le opposizioni hanno chiesto che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni riferisca in Parlamento; il governo ha scelto di procedere con un’informativa del ministro dell’Interno alla Camera, prevista per il 4 febbraio, nella quale saranno illustrati il perimetro giuridico, le specifiche tecniche del coordinamento e le clausole a tutela della piena sovranità nazionale.
Gestione operativa, proteste e percezione pubblica
Operativamente, i funzionari statunitensi lavoreranno esclusivamente dall’interno di una sala di coordinamento allestita nel Consolato Usa di Milano. Lì saranno collegati con le sale operative italiane per condividere dati, analisi di rischio e informazioni su possibili minacce legate a reti criminali internazionali. Non avranno poteri di polizia sul territorio, né potranno effettuare arresti o controlli autonomi.
Parallelamente cresce la mobilitazione civile. Una petizione online, intitolata a chiedere il divieto d’ingresso per i membri dell’agenzia in occasione di Milano Cortina 2026, ha superato le quindicimila firme, denunciando il rischio di compromettere i valori di inclusione e pace associati alla manifestazione olimpica. I promotori temono che la reputazione controversa dell’agenzia, segnata anche da casi di cronaca durante le proteste a Minneapolis, possa alimentare tensioni e manifestazioni di piazza.
Il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica ha inserito tra le priorità la gestione di eventuali proteste, sia organizzate sia spontanee, soprattutto in prossimità di sedi consolari e luoghi simbolici statunitensi. L’obiettivo è prevenire incidenti e garantire al contempo il diritto alla libera espressione, in un equilibrio delicato che sarà sotto osservazione da parte di opinione pubblica, media internazionali e organismi sportivi.
FAQ
D: Gli agenti stranieri potranno svolgere controlli in strada in Italia?
R: No, il personale sarà confinato alle attività di analisi e coordinamento da sala operativa, senza funzioni di ordine pubblico.
D: Chi guida il dispositivo di sicurezza per Milano-Cortina 2026?
R: Il comando resta in capo alle autorità italiane, sotto il coordinamento del Viminale e del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
D: Quante unità italiane saranno impiegate per la sicurezza olimpica?
R: Sono previsti circa seimila operatori tra forze dell’ordine, militari e apparati di intelligence nazionali.
D: Qual è il compito specifico della componente investigativa statunitense?
R: Fornire supporto informativo e di intelligence su minacce transnazionali e valutazioni di rischio riguardanti atleti e delegazioni.
D: Perché si è aperto uno scontro politico su questo accordo?
R: Le opposizioni criticano la scelta per motivi di principio e di immagine, legandola alle passate politiche migratorie dell’amministrazione Trump e a episodi contestati di uso della forza.
D: Dove lavoreranno fisicamente i funzionari stranieri durante i Giochi?
R: Opereranno all’interno del Consolato Usa di Milano, in una sala operativa collegata alle strutture italiane.
D: Sono previste proteste legate alla loro presenza?
R: Sì, esistono già petizioni e iniziative pubbliche che chiedono di vietare l’ingresso ai funzionari, e le autorità stanno predisponendo piani per la gestione di eventuali manifestazioni.
D: Qual è la fonte giornalistica principale che ha riportato per prima i dettagli di questo accordo?
R: Le informazioni di riferimento sono state diffuse dall’agenzia di stampa ANSA, che ha pubblicato gli approfondimenti citati nel dibattito pubblico.




