Huawei guida l’Agentic Internet con framework AI-Native e standard aperti

Huawei spinge l’Agentic Internet al MWC 2026 di Barcellona
Al MWC 2026 di Barcellona, Huawei ha presentato una visione di rete autonoma, capace di comprendere le intenzioni delle organizzazioni, allocare risorse in modo proattivo e operare in closed-loop senza supervisione continua.
La proposta, destinata a operatori e grandi provider di servizi digitali, si basa sull’Agentic Internet, un modello che supera le architetture rule-based tradizionali introducendo agenti AI interoperabili.
Cuore dell’annuncio sono tre elementi: il protocollo aperto A2A-T, la piattaforma Agentic Core e un framework operativo AI-Native pensato per portare le reti verso l’autonomia di livello 4. L’obiettivo è rispondere all’esplosione del traffico dati, alla personalizzazione dei servizi e alla pressione sulla monetizzazione delle infrastrutture.
In sintesi:
- Huawei introduce l’era dell’Agentic Internet al MWC 2026 di Barcellona.
- Protocollo open source A2A-T per integrazione rapida tra agenti AI telecom.
- Piattaforma Agentic Core con tre livelli di intelligenza: NE, Network, Service.
- Framework AI-Native e backhaul 5G-A per reti autonome di livello 4.
Architettura Agentic Internet, A2A-T e Agentic Core spiegati
L’Agentic Internet proposta da Huawei sostituisce regole statiche con agenti AI capaci di percepire contesto, prendere decisioni e agire in tempo reale.
Il protocollo open source A2A-T (Agent-to-Agent for Telecom) è il tessuto di interoperabilità tra questi agenti. Il pacchetto include l’SDK A2A-T per integrazioni standard, il Registry Center per autenticazione e gestione delle competenze degli agenti e l’Orchestration Center per orchestrare workflow cross-domain in modalità low-code/no-code.
Secondo Huawei, questa architettura riduce l’integrazione da mesi a giorni, favorendo ecosistemi multi-vendor più agili e programmabili.
La piattaforma Agentic Core affronta tre criticità: crescita del traffico, requisiti differenziati per servizio e nuovi modelli di ricavo.
NE Intelligence costruisce identità digitali per una futura moltiplicazione per dieci delle entità connesse, garantendo connettività affidabile 7×24 e bassa latenza.
Network Intelligence introduce reti intent-driven, in cui gli agenti allocano dinamicamente risorse in base alle richieste applicative, mentre Service Intelligence abilita servizi premium: assistenti personali avanzati (AISF), comunicazione immersiva con AI generativa e AR, oltre all’offloading di capacità computazionale dalla periferia alla rete.
Il framework operativo AI-Native segna il passaggio da strumenti di supporto agli operatori a un modello in cui gli agenti AI guidano le operations.
L’architettura a tre livelli — Platform, Agent, Service — integra il modello di Dual Protection. Nella fase T-1, la combinazione tra EDNS 2.0 e digital twin esegue analisi predittive, individuando e neutralizzando i rischi prima che impattino il servizio.
Al momento T0, in caso di potenziale guasto, si attivano meccanismi di backup automatici, con l’obiettivo di portare le reti verso il livello 4 di autonomia, in cui l’intervento umano diventa eccezione.
Sul trasporto, l’architettura di mobile backhaul 5G-A abbandona il best-effort per un trasporto deterministico.
Vengono introdotti collegamenti 10GE/25GE al sito radio, funzionalità L3 all’edge e SRv6 end-to-end, permettendo percorsi di rete programmabili e garantiti.
Questa infrastruttura, già in commercializzazione su larga scala, supporta servizi video 8K, esperienze XR e applicazioni di AI vision, con un incremento misurabile dell’ARPU grazie all’ottimizzazione dinamica del traffico e alla possibilità di offrire livelli di servizio differenziati.
Implicazioni future per operatori e servizi digitali avanzati
L’adozione delle soluzioni presentate da Huawei al MWC 2026 potrebbe ridisegnare il ruolo degli operatori di rete.
Da semplici fornitori di connettività, potrebbero diventare orchestratori di ecosistemi di agenti AI, vendendo capacità cognitiva, qualità di esperienza garantita e potenza computazionale on-demand.
In prospettiva, l’Agentic Internet potrà abilitare modelli di business inediti: reti specializzate per industria, servizi ultra-personalizzati basati su profili digitali dinamici, piattaforme aperte per sviluppatori che sfruttano A2A-T e Agentic Core. Gli investitori guarderanno soprattutto alla capacità degli operatori di tradurre questa automazione in riduzione dell’OPEX e incremento stabile dell’ARPU.
FAQ
Cosa si intende per Agentic Internet secondo Huawei?
L’Agentic Internet è una rete in cui agenti AI interoperabili percepiscono il contesto, prendono decisioni autonome e gestiscono risorse in closed-loop, superando le tradizionali architetture rule-based.
A cosa serve il protocollo open source A2A-T nel settore telecom?
Il protocollo A2A-T standardizza la comunicazione tra agenti AI telecom, riducendo i tempi di integrazione da mesi a giorni e abilitando workflow cross-domain multi-vendor.
Quali vantaggi offre la piattaforma Agentic Core agli operatori?
Agentic Core permette gestione intent-driven della rete, differenziazione dei servizi digitali avanzati e maggiore affidabilità 7×24, supportando nuovi modelli di monetizzazione e riducendo complessità operativa.
In che modo il backhaul 5G-A migliora i servizi 8K, XR e AI vision?
Il backhaul 5G-A introduce trasporto deterministico con 10GE/25GE, L3 edge e SRv6 end-to-end, garantendo banda, latenza controllata e percorsi ottimizzati per servizi immersivi e di visione artificiale.
Quali sono le fonti originali delle informazioni presenti in questo articolo?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
PUBBLICITA’ – COMUNICATI STAMPA – PROVE PRODOTTI
Per acquistare pubblicità CLICCA QUI
Per inviarci comunicati stampa e per proporci prodotti da testare prodotti CLICCA QUI



