Hantavirus, nuovi contagi e casi internazionali mentre l’Italia prepara rimpatri e protocolli di sicurezza
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Focolaio di hantavirus sulla nave Mv Hondius, rientro e rischi globali
I passeggeri della nave da crociera Mv Hondius, al centro di un focolaio di hantavirus, hanno terminato la quarantena in mare e sono sbarcati a Tenerife, dove vengono rimpatriati con ponti aerei speciali. Le autorità sanitarie internazionali – Oms ed Ecdc – collocano oggi il rischio per la popolazione mondiale su livelli bassi e per l’Europa su livelli molto bassi. In Italia sono arrivati 4 passeggeri del volo Klm sul quale era transitata per pochi minuti la donna poi ricoverata e deceduta a Johannesburg. Il Ministero della Salute ha attivato sorveglianza e tracciamento nelle Regioni interessate per principio di massima cautela.
In sintesi:
- Focolaio di virus Andes sulla nave da crociera Mv Hondius nel Sud Atlantico.
- Otto casi totali, sei confermati e due probabili, con tre decessi registrati.
- Rischio stimato basso a livello globale e molto basso in Europa da Oms ed Ecdc.
- Italia: monitorati quattro passeggeri rientrati con procedure di sorveglianza attiva.
Il Ministero della Salute ha precisato che “i recapiti dei quattro passeggeri sono stati acquisiti” e sta predisponendo una specifica circolare indirizzata a Regioni e Uffici di frontiera. Le informazioni sono già state trasmesse a Calabria, Campania, Toscana e Veneto per l’attivazione delle procedure di sorveglianza attiva, “nel principio di massima cautela”.
Nonostante l’elevata letalità osservata nel cluster della Mv Hondius, Oms ed Ecdc ribadiscono che l’evento resta circoscritto e non modifica lo scenario di rischio generale, grazie al monitoraggio epidemiologico e al rapido isolamento dei casi sospetti lungo le rotte aeree di evacuazione e rimpatrio.
Come è nato e come si è evoluto il focolaio sulla Mv Hondius
Il 2 maggio 2026 l’Organizzazione Mondiale della Sanità è stata informata di un focolaio di infezione respiratoria acuta grave tra passeggeri ed equipaggio della nave da crociera Mv Hondius. L’unità era salpata da Ushuaia, in Argentina, il 1° aprile, attraversando l’Atlantico meridionale con scali in Antartide, Georgia del Sud, Tristan da Cunha, Sant’Elena e Ascensione. A bordo vi erano 147 persone: 86 passeggeri e 61 membri dell’equipaggio, provenienti da 23 Paesi.
Il cluster iniziale comprendeva due decessi e un passeggero in condizioni critiche; le analisi di laboratorio hanno individuato il virus Andes, unico hantavirus con trasmissione interumana documentata, seppur rara e generalmente legata a contatti stretti e prolungati con soggetti sintomatici.
L’8 maggio sono stati registrati complessivamente 8 casi (sei confermati e due probabili), inclusi 3 decessi, per un tasso di letalità del 38%. Tutti i casi confermati sono risultati positivi al virus Andes, dato che rafforza l’ipotesi di un singolo evento epidemico confinato alla catena di contatti a bordo.
Dal punto di vista clinico, due voli di evacuazione medica partiti da Capo Verde, con a bordo due pazienti sintomatici confermati e un caso in precedenza sospetto, sono atterrati nei Paesi Bassi il 6 e 7 maggio. Il giorno successivo, quattro pazienti sono stati ricoverati: uno in terapia intensiva a Johannesburg, in Sudafrica, due in diversi ospedali nei Paesi Bassi e uno a Zurigo, in Svizzera. Parallelamente è in corso il tracciamento dei contatti dei 29 passeggeri di 12 nazionalità sbarcati a Sant’Elena il 24 aprile, per escludere catene secondarie di contagio lungo le tratte di rientro.
Prospettive di controllo, sorveglianza e implicazioni per i viaggiatori
Il focolaio sulla Mv Hondius rappresenta un banco di prova per i protocolli di biosicurezza nelle crociere in aree remote. La conferma del virus Andes rafforza l’esigenza di sorveglianza mirata, ma non modifica le raccomandazioni generali di viaggio verso l’Atlantico meridionale.
Per i passeggeri rientrati, anche in Italia, l’indicazione principale resta l’osservazione di eventuali sintomi respiratori o febbrili e la tempestiva segnalazione ai servizi sanitari. Le misure di tracciamento attivate dalle autorità europee puntano a interrompere possibili catene di trasmissione interumana, oggi considerate poco probabili ma non nulle.
A medio termine, si attende un aggiornamento delle linee guida internazionali per crociere polari e rotte oceaniche con lunghi tempi di evacuazione medica, includendo scenari specifici per patogeni a bassa diffusività ma alta letalità, come gli hantavirus.
FAQ
Che cos’è il virus Andes e perché preoccupa le autorità?
Il virus Andes è un hantavirus ad alta letalità, capace in rari casi di trasmissione interumana tramite contatti stretti con persone sintomatiche.
Qual è il rischio reale per la popolazione europea?
Il rischio è considerato molto basso da Oms ed Ecdc, grazie ai casi circoscritti, al tracciamento attivo e all’assenza di trasmissione comunitaria.
Cosa devono fare i viaggiatori che sono stati sulla Mv Hondius?
Devono monitorare febbre, sintomi respiratori o malessere entro alcune settimane dallo sbarco e contattare subito i servizi sanitari competenti.
L’Italia ha adottato misure specifiche per i passeggeri rientrati?
Sì, il Ministero della Salute ha attivato sorveglianza attiva in quattro Regioni e diramato una circolare informativa agli uffici di frontiera.
Qual è la fonte delle informazioni riportate in questo articolo?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it rielaborate dalla Redazione.



