Hantavirus in crociera, gli esperti valutano il rischio reale di contagio tra passeggeri
Indice dei Contenuti:
Focolaio di hantavirus sulla MV Hondius, tre morti e indagine OMS
Sulla nave da crociera MV Hondius, in navigazione nell’Atlantico e diretta alle Isole Canarie, è stato identificato il primo focolaio documentato di hantavirus su una nave passeggeri.
Almeno 7 persone su 147, fra turisti ed equipaggio, risultano contagiate; tre passeggeri europei sono deceduti tra aprile e il 2 maggio, mentre altri malati sono stati evacuati in Sudafrica, Capo Verde e in un ospedale svizzero.
L’OMS ha illustrato la situazione in una conferenza stampa, confermando i casi ma lasciando aperti i principali interrogativi: dove e quando è iniziato il contagio, se il virus sia il ceppo delle Ande e se sia in corso una rara trasmissione da uomo a uomo a bordo.
In sintesi:
- Focolaio di hantavirus sulla nave da crociera MV Hondius, almeno 7 contagi e 3 morti.
- Nave diretta a Tenerife per sbarco, assistenza, rimpatri e indagine epidemiologica internazionale.
- OMS non esclude trasmissione interumana, sospettato il virus delle Ande sudamericano.
- Mancano protocolli specifici per focolai di hantavirus su navi da crociera.
Il focolaio è esploso durante una lunga crociera partita il 1° aprile da Ushuaia, in Argentina, con tappe in Sud America e lungo le coste africane.
Le vittime confermate sono una coppia olandese e un’ottantenne tedesca; un cittadino britannico è stato evacuato in terapia intensiva in Sudafrica, dove le sue condizioni risultano in miglioramento.
Altri tre passeggeri sono stati raggiunti da una nave ambulanza al largo di Capo Verde e verranno trasferiti con volo speciale nei Paesi Bassi, mentre un ulteriore caso positivo è in cura in Svizzera, portando verosimilmente i contagi a otto.
Itinerario della nave, gestione dei casi e scontro sulle Canarie
La MV Hondius si trova ora in rotta verso le Isole Canarie, con arrivo previsto a Tenerife in circa tre giorni di navigazione, dopo il rifiuto di Capo Verde di gestire l’emergenza per carenza di strutture adeguate.
Il governo spagnolo ha inizialmente autorizzato l’attracco per consentire lo sbarco dei passeggeri, la loro assistenza sanitaria e il rimpatrio verso i 23 Paesi di origine, oltre alla completa disinfezione della nave e all’avvio di una formale indagine epidemiologica internazionale.
Nelle ultime ore, però, il presidente delle Canarie ha contestato la decisione di Madrid, evidenziando le preoccupazioni locali sulle ricadute sanitarie e logistiche e chiedendo garanzie aggiuntive sulle procedure di isolamento, tracciamento dei contatti e smaltimento in sicurezza dei rifiuti potenzialmente infetti.
In conferenza stampa, la direttrice OMS per la prevenzione delle epidemie, Maria Van Kerkhove, ha ipotizzato che i coniugi olandesi possano aver contratto il virus a terra, durante attività di bird-watching e osservazione di fauna selvatica, inclusi roditori potenzialmente infetti, nelle tappe sudamericane e insulari.
Successivamente, Van Kerkhove ha però dichiarato: «Riteniamo che possa esserci una trasmissione da uomo a uomo tra i contatti più stretti», riferendosi ai conviventi di cabina.
L’assenza di un protocollo specifico per focolai di hantavirus in ambiente crocieristico rende complessa la definizione di misure standardizzate di quarantena, isolamento e gestione sanitaria a bordo.
Il nodo del virus delle Ande e l’importanza delle cure intensive
Ad oggi l’unico ceppo di hantavirus con trasmissione interumana documentata è il virus delle Ande, endemico in alcune regioni del Sud America.
Secondo fonti riportate da Reuters, le autorità sanitarie sudafricane avrebbero isolato proprio questo virus in due passeggeri della MV Hondius, ma la conferma definitiva richiede i risultati completi del sequenziamento genetico dei campioni clinici raccolti.
L’infezione da hantavirus delle Ande esordisce con sintomi simil-influenzali e può evolvere in una grave sindrome respiratoria, caratterizzata da edema polmonare e brusco calo della pressione arteriosa, con letalità che può raggiungere circa il 50% dei casi.
La trasmissione avviene di norma per inalazione di particelle aeree contaminate da urina, feci o saliva di roditori infetti; tuttavia, sono descritti rari episodi di contagio da uomo a uomo dopo contatti ravvicinati e prolungati.
In assenza di antivirali specifici, la sopravvivenza dipende dall’accesso tempestivo a terapie intensive avanzate, incluse tecniche come l’ECMO (ossigenazione extracorporea a membrana), che possono sostenere cuore e polmoni nei pochi giorni critici in cui il virus aumenta la permeabilità vascolare e compromette la funzione cardiopolmonare.
L’esito dell’indagine OMS sulla MV Hondius sarà decisivo per aggiornare linee guida e preparedness globale rispetto ai rischi infettivi legati al traffico crocieristico.
Conseguenze globali e possibili nuovi protocolli per le crociere
Il focolaio di hantavirus sulla MV Hondius apre uno scenario inedito per la sanità internazionale, costringendo autorità e industria crocieristica a colmare un vuoto regolatorio su virus ritenuti finora confinati a contesti terrestri rurali.
La conferma del coinvolgimento del virus delle Ande e di una possibile trasmissione interumana potrebbe portare a nuovi protocolli obbligatori per screening pre-imbarco, sorveglianza clinica a bordo, requisiti minimi di terapia intensiva marittima e accordi di emergenza con porti attrezzati.
Per i passeggeri, il caso funzionerà da test di fiducia verso le misure di biosicurezza delle compagnie, mentre per l’OMS rappresenta un banco di prova per integrare hantavirus e altri patogeni emergenti nelle strategie di preparedness per i viaggi internazionali.
FAQ
Che cos’è l’hantavirus e quanto è pericoloso per l’uomo?
L’hantavirus è un gruppo di virus trasmessi principalmente dai roditori; alcuni ceppi causano gravi sindromi respiratorie con mortalità fino al 50%, richiedendo assistenza intensiva tempestiva.
Come si trasmette di solito l’hantavirus alle persone?
L’infezione avviene soprattutto per inalazione di aerosol contaminati da urine, feci o saliva di roditori infetti; la trasmissione interumana è rarissima e limitata a specifici ceppi.
Quali sintomi devono allarmare dopo un possibile contatto con hantavirus?
I sintomi iniziano come influenza (febbre, dolori, malessere), poi possono comparire difficoltà respiratoria, tosse e calo della pressione; in presenza di questi segni va contattato urgentemente un pronto soccorso.
Quali misure di sicurezza sono consigliate sulle navi da crociera?
Sono raccomandati igiene scrupolosa delle mani, segnalazione immediata dei sintomi, uso di mascherina in ambienti affollati e rispetto delle indicazioni dell’equipaggio medico in caso di allerta sanitaria.
Da quali fonti sono state elaborate le informazioni su questo focolaio?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.



