Guido Crosetto denuncia attacco deliberato a Erbil e prepara rientro immediato dei militari italiani

Attacco iraniano a Camp Singara, Italia valuta evacuazione dei militari
L’ultimo attacco con drone contro la base italiana di Camp Singara, vicino Erbil in Iraq, avvenuto nei giorni scorsi, è stato deliberato secondo il ministro della Difesa Guido Crosetto. Un velivolo “shahed” di fabbricazione iraniana ha colpito un autocarro militare, incendiandolo, senza causare vittime tra i 141 militari italiani presenti, tutti riparati nei bunker.
Il governo italiano, con la Difesa e la Farnesina guidata da Antonio Tajani, sta ora pianificando il rapido ridispiegamento del personale, valutando rientri e spostamenti verso aree più sicure nella regione.
L’episodio si inserisce nell’escalation di attacchi riconducibili all’Iran contro obiettivi collegati alla Nato e agli Stati Uniti in Medio Oriente, mentre l’Italia ribadisce il carattere difensivo delle proprie missioni e la volontà di garantire la sicurezza dei militari impegnati.
In sintesi:
- Drone “shahed” iraniano colpisce la base italiana di Camp Singara vicino Erbil, nessun ferito.
- Crosetto parla di attacco deliberato contro infrastruttura Nato con presenza anche americana.
- Italia riduce il personale in Iraq, Kuwait e nelle sedi diplomatiche di Baghdad ed Erbil.
- Roma mantiene missioni difensive nel Golfo e dialogo diplomatico aperto con Teheran.
Perché Camp Singara è diventata un obiettivo sensibile per l’Iran
Il drone “shahed” che ha colpito un autocarro militare a Camp Singara rientra nella strategia di pressione di Teheran sulle forze occidentali in Iraq. Per Guido Crosetto non si tratta di errore, ma di “attacco deliberato”, poiché la base è struttura Nato utilizzata anche da militari americani.
La priorità ora è la gestione del personale: “Abbiamo già fatto rientrare 102 persone in Italia, una quarantina spostate in Giordania. Per gli altri il rientro via terra, probabilmente via Turchia, è complesso”, ha spiegato il ministro della Difesa.
Antonio Tajani conferma un ridispiegamento rapido, sul modello di quanto fatto in Kuwait, per evitare di lasciare i militari “sotto il rischio di bombe che continuano ad arrivare, droni, missili”. La riduzione di personale riguarda anche l’ambasciata italiana a Baghdad e il consolato a Erbil, mentre a Camp Singara resta un livello di allerta elevato, con ingressi e uscite dai rifugi a ogni allarme.
Rischi crescenti nel Golfo e ruolo delle missioni navali italiane
L’attacco in Iraq si inserisce in un quadro regionale instabile. Da giorni la base di Ali al Salem in Kuwait è nel mirino dei pasdaran e dell’esercito iraniano, mentre la missione Unifil in Libano è esposta alle tensioni tra Idf e miliziani di Hezbollah. Alfredo Mantovano sottolinea che “la preoccupazione è elevata” poiché i militari italiani operano “nelle zone più a rischio”, pur seguendo “regole di ingaggio rigorose”.
Con lo Stretto di Hormuz ancora di fatto chiuso, le missioni per la sicurezza del traffico marittimo diventano cruciali. Oltre alla fregata Martinengo davanti a Cipro, altre due unità navali italiane sono impegnate nelle operazioni Aspides e Atalanta, interamente a scopo difensivo e in stretto coordinamento multilaterale, come indicato dalla recente risoluzione approvata in Parlamento.
Tajani ribadisce che l’Italia non ha interrotto i rapporti diplomatici con l’Iran: il dialogo prosegue, ma Roma chiede a Teheran di non scaricare sulla comunità internazionale le tensioni interne.
FAQ
Cosa è accaduto esattamente alla base italiana di Camp Singara?
L’attacco ha visto un drone “shahed” iraniano colpire un autocarro militare italiano, incendiandolo. Nessun militare è rimasto ferito grazie al tempestivo riparo nei bunker predisposti all’interno della base.
Quanti militari italiani sono ancora presenti a Camp Singara?
Inizialmente erano 141 militari. Una parte è già rientrata in Italia o trasferita in Giordania; il numero residuo è in progressiva riduzione per ragioni di sicurezza.
L’Italia intende abbandonare la missione in Iraq dopo l’attacco?
No, al momento non è previsto l’abbandono della missione. Il governo sta invece rimodulando uomini e mezzi, riducendo le presenze e rafforzando le misure di protezione.
Qual è il ruolo delle navi italiane nelle missioni Aspides e Atalanta?
Le navi italiane operano in funzione esclusivamente difensiva, garantendo la sicurezza delle rotte commerciali e il contrasto alle minacce marittime nell’area del Golfo e dell’Oceano Indiano.
Quali sono le fonti utilizzate per le informazioni su questo attacco?
Le informazioni derivano da un’elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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