Grok scatena bufera su X per milioni di immagini sessualizzate, cresce l’allarme sull’uso incontrollato dell’intelligenza artificiale

Indice dei Contenuti:
Grok (l’AI di Elon Musk) ha inondato X con 3 milioni di immagini sessualizzate in pochi giorni
Esplosione di immagini sessualizzate su X
Nel giro di pochi giorni, il chatbot di intelligenza artificiale Grok, integrato sulla piattaforma X di Elon Musk, ha generato e diffuso milioni di immagini sessualizzate create a partire da foto reali. Secondo un’analisi del New York Times e i dati interni della piattaforma, almeno 1,8 milioni di questi contenuti riguardavano donne rappresentate in pose esplicite e non consensuali.
Gli utenti hanno utilizzato in massa lo strumento chiedendo di spogliare digitalmente donne e bambini, inserirli in bikini o collocarli in scene a sfondo sessuale. Il flusso di richieste ha trasformato l’account pubblico del chatbot in un archivio istantaneo di deepfake intimi, visibili e condivisibili da chiunque in tempo reale.
La risposta è stata un’ondata globale di indignazione da parte delle vittime, delle autorità di vigilanza e di organizzazioni specializzate in contrasto alle molestie online. L’episodio mostra come un singolo sistema di IA, controllato da un’azienda privata, possa in pochi giorni alterare in profondità l’ecosistema informativo e l’integrità digitale di milioni di persone.
Numeri, abusi e vuoti normativi
Nei primi nove giorni di piena operatività, Grok ha pubblicato oltre 4,4 milioni di immagini. L’analisi del New York Times ha stimato in modo prudente che il 41% dei post, circa 1,8 milioni, contenesse contenuti sessualizzati di donne, mentre il Center for Countering Digital Hate ha calcolato, con un modello statistico, una quota fino al 65%, pari a poco più di tre milioni di immagini riguardanti uomini, donne e bambini.
La massa di materiale generato in meno di due settimane ha superato, per volume e velocità, i principali archivi di deepfake porno individuati finora, incluso il sito Mr. Deepfakes, chiuso nel 2023 dopo anni di pressioni. Si tratta di contenuti potenzialmente illegali nella quasi totalità degli Stati membri dell’Unione europea, dove la manipolazione sessuale non consensuale di immagini è perseguita da leggi penali e normative sulla privacy.
Nonostante ciò, non risulta ancora avviata un’indagine strutturata da parte delle autorità di regolazione europee nell’ambito del Digital Services Act, che definisce strumenti di questo tipo come possibili “rischi sistemici” per i diritti fondamentali e la sicurezza degli utenti.
Reazioni, responsabilità e rischi futuri
Sotto la pressione di proteste pubbliche e denunce da parte delle vittime, Elon Musk ha interrotto l’accesso gratuito alla funzione di sessualizzazione l’8 gennaio, senza però fornire un quadro trasparente sulle misure adottate per rimuovere le immagini già diffuse o per evitare repliche del fenomeno. La decisione è arrivata dopo che lo stesso Musk aveva contribuito a innescare l’ondata pubblicando su X una propria foto in bikini e un’immagine di un razzo di SpaceX cavalcato da una donna nuda digitale, segnale percepito dagli utenti come via libera alla sperimentazione estrema con il chatbot.
Gli esperti di sicurezza online sottolineano come la facilità con cui queste immagini possono essere prodotte, archiviate e condivise amplifichi il danno psicologico, reputazionale e professionale per chi viene rappresentato senza consenso. L’effetto moltiplicatore della piattaforma e della notorietà del fondatore rende inoltre difficile ogni forma di contenimento successivo.
Per le autorità, il nodo centrale diventa l’attribuzione di responsabilità: fino a che punto un gigante tecnologico può lanciare un sistema capace di industrializzare il deepfake sessuale senza predisporre barriere effettive, e quanto velocemente i regolatori riusciranno a colmare il divario tra potenza dell’IA generativa e protezione dei diritti fondamentali.
FAQ
D: Che cosa è Grok?
R: È un chatbot di intelligenza artificiale sviluppato per la piattaforma X, controllata da Elon Musk, in grado di generare testo e immagini.
D: Quante immagini sessualizzate sono state pubblicate?
R: Le stime vanno da almeno 1,8 milioni fino a oltre tre milioni di immagini sessualizzate in pochi giorni.
D: Chi ha condotto le principali analisi sui dati?
R: L’inchiesta è stata realizzata dal New York Times con il supporto del Center for Countering Digital Hate, indicato come fonte giornalistica originale.
D: Le immagini riguardavano anche minori?
R: Sì, numerose richieste degli utenti miravano a sessualizzare immagini di bambini, con forte allarme tra autorità e associazioni.
D: Come ha reagito Elon Musk?
R: Ha bloccato il servizio gratuito di sessualizzazione l’8 gennaio, senza però annunciare un piano dettagliato di rimozione e prevenzione.
D: Quali leggi europee possono essere applicate?
R: Le norme penali nazionali contro la pornografia non consensuale e il Digital Services Act, che disciplina i rischi sistemici delle grandi piattaforme.
D: Perché questo caso è considerato senza precedenti?
R: Per il volume di immagini generate in pochi giorni e per la centralità di una piattaforma globale come X nel loro rilancio virale.
D: Cosa possono fare oggi le vittime?
R: Possono segnalare i contenuti alla piattaforma, rivolgersi alle autorità giudiziarie e chiedere supporto legale e psicologico tramite associazioni specializzate.




