Governo italiano rilancia su Crans Montana e richiama l’ambasciatore dalla Svizzera
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Crans-Montana, le nuove mosse del governo italiano per le vittime
Il governo italiano ha definito nuove iniziative per affiancare i familiari delle vittime dell’incendio nel locale Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera, dove nella notte di Capodanno sono morte 41 persone, tra cui sei italiani.
A Palazzo Chigi, in un incontro voluto dalla premier Giorgia Meloni e condiviso con i familiari, è stato deciso il rientro in Svizzera dell’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado per verificare sul posto l’effettiva collaborazione investigativa e giudiziaria.
Contestualmente, l’Esecutivo ha annunciato che chiederà la costituzione di parte civile nel futuro processo aperto dalla procura del Cantone Vallese, che indaga i gestori del locale e il sindaco di Crans-Montana per omicidio colposo e incendio colposo.
In sintesi:
- Il governo rafforza il sostegno legale e politico alle famiglie delle vittime di Crans-Montana.
- L’ambasciatore Cornado rientra in Svizzera per monitorare in loco indagini e cooperazione giudiziaria.
- Roma chiederà di costituirsi parte civile nel processo aperto dalla procura vallesana.
- A Milano nasce una fondazione intitolata alla vittima Chiara Costanzo.
Le decisioni sono state illustrate a Roma ai familiari delle vittime dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, in un confronto definito “in coerenza con l’indirizzo espresso dal Parlamento”.
L’obiettivo politico-diplomatico è duplice: da un lato, garantire la massima tutela dei cittadini italiani coinvolti; dall’altro, vigilare sulla completezza delle indagini elvetiche, specie in relazione alle misure di sicurezza all’interno del locale e ai controlli preventivi delle autorità comunali.
Sul piano processuale, la richiesta di costituirsi parte civile consentirà allo Stato italiano di seguire passo dopo passo l’inchiesta del ministero pubblico del Cantone Vallese, avanzando istanze probatorie e monitorando le responsabilità ipotizzate a carico dei gestori Jacques Moretti e della moglie, oltre che del sindaco di Crans-Montana.
Le indagini svizzere, il rinvio di Moretti e la risposta civile italiana
In Svizzera l’interrogatorio di Jacques Moretti, inizialmente fissato per martedì, è stato rinviato dopo l’invio agli inquirenti di due certificati medici da parte della difesa.
Nel primo documento, datato 18 marzo, il medico segnala uno “stato depressivo reattivo a seguito dello shock post-traumatico causato dall’incendio del primo gennaio e dalla sua carcerazione”, con “stato confusionale” e “episodi di amnesia”.
Nel secondo certificato, del 31 marzo, si precisa che Moretti dorme soltanto tre ore per notte e che gli risulta “difficile, allo stato attuale, sottoporsi a interrogatori”. L’avvocato riferisce inoltre che il suo assistito sarebbe sottoposto a “pressione mediatica fuori dal comune”, con giornalisti appostati sotto casa e la ricezione di “minacce di morte”.
Mentre la giustizia elvetica valuta la sua posizione, in Italia si moltiplicano le iniziative di memoria attiva. A Milano è nata una fondazione dedicata a Chiara Costanzo, una delle giovani vittime, voluta dai genitori Andrea Costanzo e Giovanna Lanella.
La nuova realtà intende sostenere ragazze e ragazzi con talento, dedizione e ambizione, ma privi delle risorse economiche per inseguire i propri progetti di studio o lavoro, trasformando il lutto in un investimento sociale sul futuro delle nuove generazioni.
Il quadro complessivo vede dunque, accanto al fronte giudiziario e diplomatico, un crescente impegno civile delle famiglie per evitare che la strage di Crans-Montana resti solo una vicenda processuale.
Prospettive future tra processo, diplomazia e memoria collettiva
Nei prossimi mesi l’attenzione si concentrerà sull’effettiva collaborazione tra autorità italiane e svizzere, in particolare sulla tempestività degli atti istruttori e sulla trasparenza nell’accertamento delle responsabilità amministrative e gestionali.
La costituzione di parte civile dello Stato italiano punta a rafforzare la posizione delle famiglie e ad alzare il livello di garanzia sui risarcimenti e sulle eventuali misure riparative. Sul piano sociale, iniziative come la fondazione intitolata a Chiara Costanzo prefigurano una memoria strutturata della tragedia, con possibili sviluppi in ambito educativo e di sicurezza nei locali di intrattenimento in tutta Europa.
FAQ
Quante vittime italiane ci sono state nell’incendio di Crans-Montana?
Le vittime italiane accertate sono sei, all’interno di un bilancio complessivo di 41 morti, in prevalenza giovani presenti al locale.
Chi è attualmente indagato dalle autorità svizzere per l’incendio?
Sono indagati i gestori del locale Le Constellation, Jacques Moretti e la moglie, oltre al sindaco di Crans-Montana, per omicidio colposo e incendio colposo.
Perché il governo italiano vuole costituirsi parte civile nel processo?
Il governo intende farlo per tutelare direttamente le vittime italiane, incidere sul percorso probatorio e garantire risarcimenti adeguati e trasparenti.
Qual è la finalità della fondazione dedicata a Chiara Costanzo?
La fondazione sostiene concretamente giovani con capacità e impegno ma mezzi economici limitati, finanziando percorsi di studio, formazione o progetti professionali meritevoli.
Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione giornalistica?
Il contenuto è stato elaborato congiuntamente a partire da informazioni di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

