Giudice Vitelli riapre il giallo Stasi partendo dalla telefonata al 118

Il nodo del ragionevole dubbio nel delitto di Garlasco
Il delitto di **Garlasco** continua a rappresentare un banco di prova per il concetto di “oltre ogni ragionevole dubbio” nel processo penale italiano. La lettura critica del caso da parte del giudice **Stefano Vitelli**, che assolse **Alberto Stasi** in primo grado, riporta al centro il ruolo della prova scientifica, della logica argomentativa e dei limiti strutturali dell’indizio quando non è supportato da una ricostruzione lineare e verificabile.
La telefonata al 118 e l’interpretazione delle emozioni
La telefonata di **Alberto Stasi** al 118 è stata letta dall’accusa come segno di freddezza e possibile simulazione, mentre per il giudice **Vitelli** conserva margini di ambiguità decisivi. L’ansia, l’errore nel civico, la pressione arteriosa alterata e il comportamento agitato sul vialetto mostrano un quadro compatibile anche con uno stato di shock reale. In assenza di parametri oggettivi e univoci sulle reazioni emotive, trasformare quella chiamata in prova di colpevolezza certa significa, secondo Vitelli, forzare la logica del processo indiziario.
Il sangue sulle scale e i limiti delle prove sperimentali
Il nodo delle suole pulite di **Stasi** rispetto alle macchie di sangue di **Chiara Poggi** è centrale e irrisolto. Le prove sperimentali hanno prodotto risultati discordanti, mentre i **Carabinieri** entrati subito dopo, con scarpe e calzari, non riportano tracce significative pur avendo ripetuto il tragitto. Per **Vitelli**, il problema non è dimostrare che fosse impossibile calpestare il sangue, ma che da un eventuale contatto dovessero necessariamente derivare tracce visibili e rinvenibili. Quando la scienza offre scenari plurimi, imporre una sola lettura come certa mina il requisito del ragionevole dubbio.
Contrasto tra sentenze e metodo di valutazione degli indizi
La divergenza tra l’assoluzione di primo grado e la successiva condanna definitiva di **Alberto Stasi** ruota, per **Vitelli**, attorno al metodo di valutazione degli indizi. Il passaggio da indizi autonomi a un “quadro unitario” rafforzato per accumulo, se non gestito con rigore, rischia di trasformare debolezze probatorie in apparente solidità narrativa, scivolando verso una verità processuale più costruita che dimostrata.
Somma degli indizi e rischio di costruzione narrativa
Il giudice **Vitelli** rivendica un approccio che esige di valutare ogni indizio nella sua precisione, gravità e certezza prima di procedere alla somma. La critica implicita alle sentenze di condanna riguarda l’idea che indizi fragili possano rafforzarsi a vicenda solo perché numerosi. Più elementi incerti non generano una certezza, ma una narrazione suggestiva. Nella prospettiva di **Vitelli**, la logica matematica resta dirimente: la somma di più zeri non produce mai uno, e il processo non può colmare con l’intuizione ciò che manca in prova.
Bicicletta nera, testimoni anziani e peso umano delle percezioni
La famosa bicicletta nera vicino alla villetta dei **Poggi** e la testimonianza dell’anziana vicina mostrano come la dimensione umana incida sulle scelte istruttorie. **Vitelli**, influenzato anche da un colloquio con la madre, valorizza l’idea che gli anziani possano sbagliare ma raramente mentire con malizia. Questo non trasforma la testimone in prova decisiva, ma la rende meritevole di ascolto e verifica. Nel rito abbreviato, il giudice deve selezionare con cura le fonti, bilanciando efficienza processuale, rispetto delle persone coinvolte e dovere di esplorare ogni possibile pista alternativa.
Nuove indagini, movente e ricostruzione temporale
La riapertura delle indagini da parte della Procura di **Pavia** su **Andrea Sempio** e le nuove perizie dei **RIS di Cagliari** rimettono in discussione la dinamica omicidiaria del delitto di **Garlasco**. Parallelamente, il lavoro di rilettura della relazione dei **RIS di Parma** e l’analisi del movente presunto tra **Stasi** e **Chiara Poggi** sottolineano l’importanza di tempi, routine di coppia e coerenza dei dati digitali.
Nuove perizie BPA e ruolo delle procure specializzate
La Bloodstain Pattern Analysis dei **RIS di Cagliari** potrebbe ridefinire posizione dell’aggressore, traiettoria dei colpi e dinamica dello scivolamento del corpo di **Chiara Poggi**. La Procura di **Pavia**, descritta da **Vitelli** come particolarmente riservata, ha evitato fughe di notizie, segno di un approccio metodico e rispettoso delle parti. Il raffronto tra le nuove analisi e le precedenti conclusioni dei **RIS di Parma** sarà decisivo per comprendere se lo scenario classico debba essere rivisto, confermato o integrato con ipotesi alternative, incluse quelle che riguardano **Andrea Sempio**.
Cartella “Militare”, routine digitale e ipotesi di litigio
La cartella “Militare” nel PC di **Alberto Stasi**, contenente materiale pornografico, è stata al centro dell’ipotesi di litigio con **Chiara Poggi** la sera precedente all’omicidio. **Vitelli** evidenzia come i log informatici e la routine di coppia non mostrino interruzioni, né sbalzi nelle comunicazioni o nell’attività di lavoro sulla tesi. In assenza di tracce di chiamate, messaggi o pause anomale, il litigio rimane supposizione, non movente provato. Se l’esplosione conflittuale doveva necessariamente maturare la sera prima, l’assenza di segni oggettivi nel flusso delle attività quotidiane indebolisce in modo sostanziale quella costruzione accusatoria.
FAQ
Chi è il giudice Stefano Vitelli e quale ruolo ha avuto nel caso
Stefano Vitelli è il giudice che nel 2009 assolse **Alberto Stasi** in primo grado per l’omicidio di **Chiara Poggi**. La sua sentenza ha impostato il caso attorno al concetto di ragionevole dubbio e ai limiti della prova indiziaria, divenendo poi oggetto di confronto con le pronunce di condanna successive.
Perché la telefonata di Alberto Stasi al 118 è così discussa
La chiamata al 118 è stata letta dall’accusa come fredda e preordinata, mentre per **Vitelli** può esprimere panico e paura. Errori nel civico, tono di voce e parametri fisici alterati di **Stasi** impediscono, secondo il giudice, di usarla come prova univoca di colpevolezza senza violare il principio del ragionevole dubbio.
Che cosa cambia con le nuove indagini della Procura di Pavia
La Procura di **Pavia** ha riaperto il fascicolo sul delitto di **Garlasco**, concentrandosi anche su **Andrea Sempio** e disponendo nuove perizie, tra cui la BPA dei **RIS di Cagliari**. Le conclusioni potrebbero incidere su dinamica, posizione dell’aggressore e lettura delle tracce ematiche, con possibili riflessi sulla narrativa processuale consolidata.
Qual è il nodo principale sul sangue e le suole delle scarpe
Il punto critico è stabilire se chi entra nella villetta dei **Poggi** debba necessariamente lasciare tracce di sangue sulle suole. Le prove sperimentali discordanti e il passaggio dei **Carabinieri** con calzature pulite impediscono, per **Vitelli**, di affermare con certezza che l’assenza di sangue sulle scarpe di **Stasi** equivalga alla prova che non sia entrato.
Perché il presunto movente legato alla cartella “Militare” è controverso
L’ipotesi di un litigio tra **Stasi** e **Chiara Poggi** per la cartella “Militare” non trova conferma nei dati oggettivi: nessuna anomalia nelle comunicazioni, nessuna interruzione nel lavoro sulla tesi, nessun segnale digitale di rottura. Per **Vitelli**, un movente così grave non può reggersi su mere congetture, ma richiede prove circostanziate.
Qual è la fonte principale della ricostruzione critica del caso
La ricostruzione critica del delitto di **Garlasco** e della posizione di **Alberto Stasi** deriva in larga parte dal libro di **Stefano Vitelli**, “Il ragionevole dubbio di Garlasco”, in cui il magistrato analizza atti, perizie e decisioni giudiziarie maturate nel corso dell’intera vicenda processuale.




