Giovanni Allevi racconta rinascita a Verissimo dopo la grave malattia
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Giovanni Allevi, il ritorno alla musica dopo il mieloma multiplo
Il pianista e compositore Giovanni Allevi, dopo due anni segnati dal mieloma multiplo e da terapie aggressive, è tornato a raccontarsi a Verissimo. Nel talk di Silvia Toffanin, andato in onda da Milano sabato 4 marzo, ha spiegato come vive oggi, tra cure croniche, dolore fisico e una rinnovata voglia di suonare. La malattia è in fase di controllo ma non è scomparsa: il tumore “si è addormentato” e impone trattamenti a vita. Allevi descrive l’ospedale come una “casa sacra” e trasforma la propria esperienza di sofferenza estrema in riflessione filosofica ed energia creativa, offrendo una testimonianza di resilienza che parla a pazienti, familiari e pubblico generalista.
In sintesi:
- Giovanni Allevi convive con un mieloma multiplo in fase controllata ma non guarita.
- Continua terapie a vita e affronta dolore cronico, tremori e stanchezza profonda.
- L’istituto dei tumori è diventato la sua “casa sacra” e luogo di gratitudine.
- Dalla malattia nasce una nuova visione spirituale e un ritorno consapevole alla musica.
Il racconto della malattia e la nuova quotidianità di Giovanni Allevi
A Verissimo, Giovanni Allevi ha descritto il presente con lucidità: sta “bene”, ma porta “segni indelebili” delle cure contro il mieloma multiplo. Dolore cronico alla schiena, due vertebre compromesse, tremore alle dita, formicolio e una stanchezza profonda condizionano ogni gesto quotidiano.
Ha ricordato il momento più buio, dopo la chemioterapia, quando era sceso a 63 chili e le terapie sembravano non funzionare, sentendosi “in bilico tra la vita e la morte”. Proprio lì è iniziata una ricerca interiore radicale: chi è l’io oltre la malattia, oltre il corpo sofferente?
L’artista racconta di aver intuito l’esistenza di un nucleo inviolabile: “Anche nella disperazione c’è un io invisibile che non si fa toccare da niente”. Da allora si ripete una frase diventata bussola esistenziale: “La sofferenza è la nuvola, io sono il cielo”, distinguendo il dolore dalla propria identità più profonda.
Un tumore cronico, una gratitudine che cambia lo sguardo
Il mieloma multiplo di Giovanni Allevi non è guarito: il tumore “si è addormentato” e richiede cure continuative per tutta la vita, con controlli regolari e farmaci destinati a prevenire una possibile riattivazione.
La sua “nuova casa” è l’istituto dei tumori, che definisce “un luogo sacro”, abitato da “guerrieri e guerriere” verso cui prova “nobile ammirazione”. Un episodio lo ha segnato: in fila per la terapia, le altre persone malate gli hanno dedicato un applauso spontaneo.
Allevi confessa che, pur avendo ricevuto migliaia di applausi sui palchi del mondo, quello resta il più prezioso: un riconoscimento condiviso, simbolo di coraggio collettivo più che di successo individuale. Esperienza, fragilità e musica si fondono oggi nella sua figura pubblica, trasformando la malattia in racconto civile e strumento di consapevolezza.
FAQ
Che malattia ha avuto Giovanni Allevi e in che fase è oggi?
Al momento Giovanni Allevi convive con un mieloma multiplo in fase controllata: il tumore è “addormentato” ma non definitivamente guarito.
Giovanni Allevi deve continuare le cure per il mieloma multiplo?
Sì, il musicista ha spiegato che dovrà proseguire le terapie per tutta la vita, con monitoraggi costanti per prevenire riattivazioni.
Quali conseguenze fisiche ha riportato Giovanni Allevi dopo le cure?
Attualmente Giovanni Allevi soffre di dolore cronico alla schiena, due vertebre compromesse, tremore alle dita, formicolio e intensa stanchezza.
Come vive oggi Giovanni Allevi il rapporto con l’ospedale e i pazienti oncologici?
Oggi considera l’istituto dei tumori una “casa sacra” e nutre profonda ammirazione per i pazienti, che definisce “guerrieri e guerriere”.
Da quali fonti sono state tratte e rielaborate queste informazioni?
Queste informazioni derivano da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.

