Giovani di Crans-Montana raccontano i primi momenti di gioia dopo il risveglio all’ospedale Niguarda

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“Sono felice…”. Le prime parole dei giovani di Crans-Montana risvegliati al Niguarda
Risvegli e prime parole
Nella terapia intensiva dell’ospedale Niguarda di Milano due sedicenni italiani, reduci dalla notte di Capodanno a Crans-Montana, sono stati risvegliati dalla sedazione profonda. Le loro condizioni restano gravi, ma i medici parlano di un quadro clinico più stabile rispetto ai giorni immediatamente successivi alla strage nel locale svizzero. La priorità resta il controllo delle complicanze respiratorie e delle infezioni legate alle ustioni estese e all’inalazione di fumi tossici.
Grazie a un sistema digitale di comunicazione aumentativa, i ragazzi possono interagire con i genitori nonostante le mani completamente fasciate. Sul monitor compaiono parole, simboli ed emoticon che i pazienti selezionano con un tocco per esprimere ciò che provano. Quando la madre di uno di loro ha chiesto come si sentisse, il giovane ha scartato le icone di paura, ansia e dolore per scegliere quella associata alla felicità.
L’episodio, riferito dall’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, viene definito dai sanitari un segnale psicologico potente, indice di lucidità, di contatto con la realtà e di una sorprendente volontà di reagire dopo ore di buio in rianimazione.
La corsa dei medici tra ustioni e polmoni
La maggior parte dei feriti italiani della tragedia di Crans-Montana è stata concentrata al Niguarda, hub lombardo per la gestione delle ustioni gravi, mentre una ragazza resta ancora ricoverata a Zurigo perché non trasportabile in sicurezza. I sanitari lavorano a ritmi serrati dal primo giorno, con interventi chirurgici ripetuti e monitoraggi continui delle complicanze respiratorie. Uno dei ragazzi, trasferito al Policlinico di Milano, è supportato da circolazione extracorporea per una severa infezione polmonare causata dai fumi inalati.
Altri quattro pazienti restano al Niguarda, fra cui chi è stato sottoposto a tracheotomia per limitare i danni di una lunga intubazione. Le ustioni interessano ampie porzioni del corpo, rendendo necessarie medicazioni complesse, innesti cutanei e una gestione estrema del rischio infettivo. I medici ribadiscono che la cura delle ustioni è tra le più difficili in assoluto, tanto più se associate a danni respiratori profondi.
L’obiettivo immediato è stabilizzare la funzione polmonare e prevenire sepsi e insufficienze multiorgano, con protocolli multidisciplinari che coinvolgono rianimatori, chirurghi plastici, pneumologi e specialisti del dolore.
Famiglie, trasferimenti e speranza
Nel reparto di Niguarda prosegue il percorso di cura di Francesca, sottoposta all’ennesima operazione per il trattamento delle ustioni e delle relative complicanze. Il sedicenne romano Manfredi affronterà un nuovo intervento entro la settimana, come ha confermato il padre Umberto, presente ogni giorno accanto al figlio. La veterinaria ventinovenne Eleonora dovrebbe invece essere trasferita a breve all’ospedale di Cesena, così da poter continuare la riabilitazione più vicina alla propria famiglia.
Le autorità sanitarie regionali parlano di un quadro complesso ma in graduale evoluzione, con alcuni segnali incoraggianti sul fronte della stabilità emodinamica e della capacità di respiro autonomo. I parenti stazionano tra corridoi e sale d’attesa, divisi tra paura e sollievo per ogni piccolo passo avanti: un’estubazione, un gesto riconoscibile, la possibilità di scambiare poche parole attraverso un monitor.
Guido Bertolaso ha espresso soddisfazione prudente per come stanno procedendo le cure, sottolineando però che il traguardo vero sarà poter dichiarare tutti i ragazzi fuori pericolo, un annuncio che le famiglie attendono come la fine di un lungo incubo.
FAQ
D: Dove sono ricoverati la maggior parte dei feriti italiani?
R: La maggior parte è ricoverata all’ospedale Niguarda di Milano, centro di riferimento per grandi ustionati.
D: Tutti i ragazzi sono stati trasferiti in Italia?
R: No, una ragazza è ancora in cura a Zurigo perché non può essere trasportata in condizioni di sicurezza.
D: Qual è lo stato dei due sedicenni risvegliati?
R: Sono vigili e comunicano con i familiari tramite computer, ma restano in condizioni gravi in terapia intensiva.
D: Quali complicanze preoccupano maggiormente i medici?
R: Le complicanze polmonari da inalazione di fumi e il rischio di gravi infezioni correlate alle ustioni estese.
D: Che cos’è la comunicazione tramite icone usata in rianimazione?
R: È un sistema digitale che mostra simboli, parole ed emoticon da toccare per esprimere emozioni, bisogni e pensieri.
D: Chi è il giovane sottoposto a un nuovo intervento?
R: Si tratta di Manfredi, sedicenne romano, per cui il padre Umberto ha annunciato un’operazione entro la settimana.
D: È previsto il trasferimento di qualche paziente in altra struttura?
R: La veterinaria ventinovenne Eleonora dovrebbe essere trasferita all’ospedale di Cesena per avvicinarsi alla famiglia.
D: Qual è la fonte giornalistica originaria delle informazioni sul risveglio dei ragazzi?
R: I dettagli sul percorso clinico e sulla comunicazione digitale in terapia intensiva provengono da un servizio del Corriere della Sera.




