Giorgetti rilancia maxi sconto fiscale, ipotesi rottamazione cartelle comunali agita i conti locali e divide maggioranza

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Giorgetti, ‘auspico la rottamazione delle cartelle anche per i Comuni’
Rottamazione locale nel mirino
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti rilancia l’idea di estendere lo “spirito” della rottamazione delle cartelle anche ai crediti fiscali dei Comuni. L’obiettivo è aggredire l’«immenso magazzino» di gettito accertato e mai incassato, che si è stratificato in decenni di riscossioni inefficaci. Una montagna di cartelle spesso inesigibili appesantisce i bilanci degli enti locali senza tradursi in entrate reali.
Secondo il titolare di Via XX Settembre, una gestione transattiva con i contribuenti potrebbe trasformare crediti “sulla carta” in risorse effettive, liberando spazio per investimenti e servizi. Il messaggio politico è chiaro: meglio incassare meno, ma subito, piuttosto che lasciare immobilizzato un credito che rischia di restare puramente virtuale.
L’ipotesi di estendere la logica della rottamazione ai tributi comunali si inserisce nella strategia di semplificazione fiscale sostenuta dalla Lega, che rivendica da anni un approccio più pragmatico alla riscossione. La sfida sarà bilanciare il bisogno di cassa dei municipi con la credibilità del sistema tributario.
Equilibrio tra gettito e consenso
Una rottamazione “locale” solleva immediatamente il nodo del rapporto tra fisco, cittadini e amministrazioni. Per i Comuni, un’operazione di saldo e stralcio può significare ossigeno immediato, ma anche il rischio di alimentare la percezione che chi paga in ritardo o non paga affatto venga premiato. Il tema della equità tra contribuenti puntuali e morosi resta il principale terreno di scontro politico e tecnico.
Gli esperti di finanza pubblica sottolineano che una misura straordinaria deve restare eccezione e non prassi, altrimenti si mina la fedeltà fiscale futura. Servono criteri chiari: platea, percentuali di sconto, condizioni di accesso e tempi certi. Una cornice normativa definita dal MEF e condivisa con le associazioni dei Comuni, a partire da ANCI, sarà decisiva per evitare disparità territoriali e contenziosi.
Per la politica, l’operazione è anche un test di consenso: alleggerire il peso delle cartelle arretrate piace a famiglie e imprese in difficoltà, ma va spiegato a chi, negli anni, ha onorato ogni scadenza senza beneficiare di alcun sconto.
Verso una nuova stagione fiscale
Il riferimento a una «stagione nuova» richiama la volontà di archiviare l’era dei magazzini crediti gonfiati e delle riscossioni eternamente rinviate. Un eventuale intervento sui tributi locali potrebbe essere collegato alla riforma complessiva del sistema di riscossione, oggi frammentato tra Agenzia delle Entrate-Riscossione e strutture degli enti territoriali. Centralizzazione, digitalizzazione e interoperabilità delle banche dati sono i pilastri tecnici indispensabili.
Una rottamazione strutturata può diventare l’occasione per “pulire” i bilanci comunali, eliminando i crediti palesemente inesigibili e concentrando gli sforzi su posizioni realisticamente recuperabili. Al tempo stesso, occorre blindare regole certe per il futuro, riducendo il ricorso a sanatorie ripetute che indeboliscono la cultura del pagamento regolare.
In prospettiva, il successo di una simile misura si misurerà su tre indicatori: gettito effettivamente incassato, riduzione del contenzioso e percezione di giustizia fiscale. Senza questi tre elementi, l’operazione rischierebbe di restare un semplice intervento di cassa, privo di vero impatto sul rapporto tra Stato, Comuni e contribuenti.
FAQ
D: Che cosa propone Giancarlo Giorgetti per i Comuni?
R: Propone di applicare lo spirito della rottamazione delle cartelle anche ai crediti fiscali comunali, con soluzioni transattive con i contribuenti.
D: Qual è l’obiettivo principale della rottamazione allargata?
R: Smaltire l’enorme stock di crediti accertati ma non incassati, trasformandoli in entrate reali e ripulendo i bilanci degli enti locali.
D: Chi sostiene questa linea politica?
R: La proposta è in linea con la strategia della Lega, che da tempo punta a un approccio più pragmatico e conciliativo nella riscossione.
D: Dove Giorgetti ha illustrato questa posizione?
R: L’ha esposta a Roccaraso durante la tre giorni della Lega “Idee in movimento”, in provincia de L’Aquila.
D: Qual è il rischio principale di una nuova rottamazione?
R: Indebolire la lealtà fiscale, dando l’idea che convenga non pagare in attesa di futuri sconti o sanatorie.
D: Che benefici potrebbero avere i Comuni?
R: Incassi più rapidi, bilanci più trasparenti e minori costi di gestione del contenzioso e della riscossione protratta negli anni.
D: Come si tutelano i contribuenti che pagano regolarmente?
R: Con regole straordinarie limitate nel tempo, criteri di accesso selettivi e un impegno politico a non rendere cicliche le sanatorie.
D: Qual è la fonte giornalistica originale della dichiarazione?
R: La dichiarazione di Giancarlo Giorgetti è stata riportata dall’agenzia di stampa ANSA, che ne detiene la riproduzione riservata.




