Giletti riapre il caso Chiara Poggi, spunta la chat a luci rosse con Alberto Stasi in studio

Indice dei Contenuti:
Chiara Poggi e Alberto Stasi, la chat a luci rosse irrompe da Giletti
La chat segreta che scuote il caso
Nel talk di Massimo Giletti su Rai 3, una chat privata tra Chiara Poggi e Alberto Stasi del 17 settembre 2006 è stata mostrata come “documento delicato”, capace di ridefinire la lettura del delitto di Garlasco. La conversazione rivela un linguaggio esplicito ma ironico, con riferimenti a video intimi girati e condivisi tra i due fidanzati, in un clima di evidente complicità erotica.
Nel dialogo emergono frasi leggere e allusive: lei chiede di essere avvisata quando il nuovo filmato sarà pronto, lui replica aggiornando sul peso dei file da trasferire, tra battute sui “4 mega” già passati e i “370” ancora da inviare. Altri messaggi sottolineano imbarazzo giocoso sull’audio dei video, definito “pornissimo”, e sulla necessità di abbassarlo per non arrossire.
Questi contenuti, letti oggi alla luce dell’omicidio avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli, assumono una valenza inquietante per l’opinione pubblica, ma per gli investigatori restano soprattutto un tassello del contesto relazionale e sessuale della coppia, lontano dall’essere una prova diretta sul movente.
Il nodo del movente e la cartella “Militare”
La famiglia di Chiara Poggi ha rilanciato l’attenzione sul movente presentando una nuova perizia informatica, incentrata sugli accessi alla cartella “Militare” nel pc di Alberto Stasi, contenente materiale pornografico. Secondo questa ricostruzione, la giovane avrebbe visionato quei file la sera prima di morire, innescando un presunto litigio poi degenerato nel sangue.
I legali dei Poggi sostengono che la scoperta di abitudini sessuali considerate disturbanti possa aver incrinato l’equilibrio della coppia. L’ipotesi, accolta in parte nelle motivazioni delle sentenze che hanno portato alla condanna definitiva di Stasi a 16 anni, viene ora rimessa in discussione dall’emergere della chat a luci rosse, che mostrerebbe una familiarità condivisa con il sesso esplicito e i video privati.
Nel frattempo, l’iscrizione nel registro degli indagati di Andrea Sempio ha riaperto scenari alternativi, rendendo ancora più labile la linea che separa supposizioni, narrative mediatiche e reali riscontri probatori.
Tra inchiesta, voyeurismo e scontro tra esperti
Nel dibattito televisivo, l’ex comandante dei RIS Luciano Garofano, già consulente di Sempio, ha distinto tra semplice erotismo e pratiche capaci di generare disagio nel partner, ricordando come dalle analisi emerga un archivio di circa 7mila file giudicati “da orrore” dal consulente Paolo Reale. Una mole di materiale che, per alcuni, alimenta il sospetto di un lato oscuro nella vita digitale di Stasi.
Durissima la replica dell’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Stasi, che ha liquidato le affermazioni di Reale come opinioni di parte, accusando le sentenze di aver costruito “moventi immaginati” e annunciando nuove controperizie. Lo scontro tra tecnici mette in luce la fragilità delle ricostruzioni basate su interpretazioni soggettive dei contenuti pornografici.
La scelta di mandare in onda estratti della chat e di alludere diffusamente ai file erotici solleva un ulteriore interrogativo etico: fino a che punto l’esposizione della sfera sessuale delle vittime e degli imputati serve alla ricerca della verità, e quando oltrepassa il confine, trasformando il delitto di Garlasco in puro voyeurismo televisivo?
FAQ
D: Che cosa rivela la chat tra Chiara Poggi e Alberto Stasi?
R: Mostra un rapporto confidenziale e disinibito, con scambi di video intimi e battute ironiche a sfondo erotico.
D: Perché questa chat è stata mostrata in TV?
R: È stata trasmessa da Massimo Giletti per illuminare il contesto relazionale e sessuale della coppia e mettere in discussione le ipotesi sul movente.
D: Che ruolo ha la cartella “Militare” nel caso Garlasco?
R: Contiene file pornografici sul pc di Alberto Stasi; secondo la nuova perizia dei Poggi, la sua scoperta potrebbe aver causato un litigio prima dell’omicidio.
D: La chat conferma il movente legato al porno?
R: No, suggerisce anzi che entrambi fossero abituati a contenuti erotici, rendendo meno convincente l’idea di uno shock improvviso di Chiara.
D: Chi critica la ricostruzione basata sul materiale erotico?
R: L’avvocato Antonio De Rensis contesta le tesi dei consulenti della parte civile, definendo “immaginati” i moventi indicati in sentenza.
D: Che cosa sostiene Luciano Garofano?
R: Sottolinea che tra erotismo e abitudini disturbanti c’è una differenza, ricordando l’esistenza di migliaia di file dal contenuto estremo.
D: Perché si parla di confine tra inchiesta e voyeurismo?
R: L’uso in tv di chat intime e dettagli pornografici rischia di trasformare un caso giudiziario complesso in spettacolo morboso.
D: Qual è la fonte giornalistica originale di riferimento?
R: Le informazioni derivano dalla ricostruzione apparsa su testate italiane di cronaca, in particolare dall’articolo pubblicato su Libero relativo allo scoop di Massimo Giletti sul delitto di Garlasco.




