Ghali divide i Giochi, cresce la bufera: le comunità ebraiche alzano la voce e chiedono rispetto

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Ghali canta ai Giochi Gli ebrei avvertono: rispetti i nostri atleti
Ghali verso Milano-Cortina
Alla cerimonia inaugurale dei Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026 salirà sul palco Ghali, scelto dalla Fondazione organizzatrice come simbolo di «incontro tra differenze» e di narrazione «inclusiva e universale». La sua presenza, però, è già un dossier geopolitico, vista la lunga militanza verbale a favore della causa palestinese e le accuse di retorica anti-Israele piovute dopo ogni sua presa di posizione pubblica.
La partecipazione del rapper si intreccia con le misure di sicurezza previste per i nove atleti israeliani che arriveranno in Italia. Per ragioni di tutela resteranno fuori dai villaggi olimpici, alloggiando in strutture riservate e sotto scorta armata del Mossad, in un clima che riflette le tensioni globali sul conflitto in Medio Oriente.
Proprio questo scenario rende ogni gesto sul palco olimpico potenzialmente esplosivo, tra diritti di espressione artistica, codice etico olimpico e sensibilità delle comunità ebraiche e palestinesi in Italia e all’estero.
Le pressioni del mondo ebraico
Il direttore del Museo della Brigata Ebraica, Davide Romano, chiede pubblicamente che l’artista rivolga un messaggio di accoglienza agli atleti israeliani, ricordando che i Giochi rappresentano «fratellanza universale» e non un’arena di propaganda. L’appello è chiaro: rompere con i toni del passato e mostrare un atteggiamento riconciliatore verso Israele.
Il riferimento corre diretto all’esibizione di Sanremo, quando, dopo il brano “Casa mia”, il rapper scandì sul palco: «Stop al genocidio», innescando lo scontro con l’ambasciata israeliana, che parlò di «provocazione d’odio». Ghali replicò rivendicando il diritto di usare ogni palco per denunciare la guerra e le sofferenze dei bambini di Gaza.
In quell’occasione ricevette il sostegno di esponenti di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, oltre che di associazioni pro-palestinesi, consolidando la sua immagine di voce di riferimento del fronte filo-Palestina in Italia.
Attivismo, tifoserie e rischio contestazioni
Tra i primi ad applaudirlo per la presa di posizione su Gaza fu Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione palestinesi in Italia, oggi detenuto a Terni con l’accusa di guidare una cellula di Hamas nel Paese. Hannoun arrivò a donargli un frammento del restauro della moschea di Gerusalemme, omaggio che il rapper accolse con ringraziamenti pubblici agli «amici di Api Italia» e ai «fratelli» in lingua araba.
Da quando la fiamma olimpica ha iniziato il tour in Italia, gruppi pro-Pal hanno moltiplicato sit-in e cortei al grido «fuori i sionisti dalle Olimpiadi», puntando proprio sulla visibilità planetaria di San Siro e della cerimonia di apertura. Gli organizzatori temono che qualsiasi parola su “genocidio” o bandiere palestinesi in campo possano trasformarsi in caso diplomatico.
Nel frattempo, il dibattito corre sui social e nei palazzi politici: tra chi difende la libertà espressiva di Ghali e chi invoca neutralità olimpica, il suo set alla cerimonia rischia di diventare il momento più osservato dell’intero evento, ben oltre l’aspetto musicale.
FAQ
D: Perché la partecipazione di Ghali ai Giochi Invernali è controversa?
R: Per il suo passato di dichiarazioni pro-Palestina e accuse di retorica anti-Israele, che si scontrano con la neutralità olimpica.
D: Cosa chiede il mondo ebraico a Ghali in vista di Milano-Cortina?
R: Di rivolgere un messaggio di rispetto e accoglienza agli atleti israeliani e di evitare toni incendiari sul conflitto.
D: Qual è il precedente più noto che coinvolge Ghali e Israele?
R: L’esibizione a Sanremo con lo slogan «Stop al genocidio», criticata duramente dall’ambasciata israeliana in Italia.
D: Gli atleti israeliani dove alloggeranno durante i Giochi?
R: In strutture segrete, esterne ai villaggi olimpici, con protezione armata del Mossad per motivi di sicurezza.
D: Quali forze politiche hanno sostenuto Ghali dopo Sanremo?
R: Esponenti di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno espresso solidarietà alle sue posizioni.
D: Chi è Mohammad Hannoun e che legame ha avuto con Ghali?
R: È il presidente dell’Associazione palestinesi in Italia, oggi in carcere, che lo premiò con un frammento del restauro della moschea di Gerusalemme.
D: Che ruolo ha San Siro nella vicenda?
R: Lo stadio milanese ospiterà la cerimonia di apertura, possibile teatro di nuovi messaggi politici in mondovisione.
D: Qual è la fonte giornalistica principale della ricostruzione dei fatti?
R: La cronaca e le dichiarazioni riportate dal quotidiano Libero, integrate con informazioni di dominio pubblico sul caso.




