Gennaro Cassese indagato a Pavia per false dichiarazioni nel caso Garlasco

Gennaro Cassese indagato a Pavia per false dichiarazioni nel caso Garlasco

7 Luglio 2026

La notizia in sintesi

  • La Procura di Pavia indaga l’ex comandante Gennaro Cassese per false dichiarazioni al pm
  • Al centro c’è il verbale del 2008 su Andrea Sempio nel caso Garlasco
  • Contestati i ripetuti “non ricordo” su scontrino, malore e orari dei testimoni
  • La difesa respinge l’accusa e nega i presupposti del reato contestato

(Riassunto generato con AI)

Indagine su Cassese nel caso Garlasco

La Procura di Pavia indaga l’ex comandante dei carabinieri di Vigevano, Gennaro Cassese, per false dichiarazioni al pubblico ministero nell’ambito degli accertamenti collegati al caso Garlasco. Al centro dell’inchiesta c’è il verbale del 2008 relativo ad Andrea Sempio, con particolare attenzione allo scontrino indicato come alibi, a un malore che non sarebbe stato messo per iscritto e alla sovrapposizione di orari con altri testimoni ascoltati lo stesso giorno. Secondo quanto emerge dal verbale richiamato nel testo originario, durante l’interrogatorio davanti al procuratore Civardi, l’ex ufficiale ha risposto più volte “non ricordo”.

La contestazione nasce proprio da questa sequenza di mancate ricostruzioni su punti ritenuti rilevanti dall’accusa. La vicenda riguarda un passaggio documentale considerato sensibile nelle prime attività investigative e torna ora sotto esame per verificarne coerenza, formazione e attendibilità.

Nodi irrisolti su verbale, scontrino e orari

Il punto più delicato riguarda la genesi dello scontrino riferito ad Andrea Sempio. Alla domanda su come ne fosse entrato in possesso, cioè se fosse stato recuperato a casa durante l’interrogatorio oppure se Sempio lo avesse già portato con sé come indicato a verbale, Gennaro Cassese ha risposto ancora “Non ricordo”. Nel testo si segnala che per il procuratore Civardi si tratta di un elemento rilevante, perché attiene alla formazione di uno dei passaggi più discussi di quel verbale.

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Un ulteriore profilo riguarda la sovrapposizione degli orari con cui, nello stesso giorno, furono sentiti altri amici del gruppo: Freddi, Capra e Biasibetti. Anche su questo aspetto la risposta dell’ex comandante sarebbe stata improntata alla stessa linea di mancata memoria. Alla domanda diretta se soffrisse di problemi di memoria, la risposta riportata è stata negativa.

Il dato investigativo, quindi, non è rappresentato da una singola lacuna, ma dalla ripetizione di risposte non risolutive su più aspetti che il magistrato considera centrali: la disponibilità materiale dello scontrino, la ricostruzione delle circostanze dell’interrogatorio e la compatibilità temporale con le audizioni degli altri testimoni. In questo quadro, quando l’ex ufficiale avrebbe formulato un’ipotesi invece di riferire un ricordo concreto, il pm avrebbe ricordato che un testimone deve riferire fatti e non supposizioni, interrompendo il verbale e contestando formalmente il reato.

La vicenda assume rilievo anche sul piano del metodo: il confronto si concentra infatti sulla qualità del ricordo e sulla precisione documentale di atti risalenti nel tempo ma ancora decisivi per valutare la tenuta di ricostruzioni passate. È questo il nodo che spiega l’attenzione della Procura di Pavia verso dichiarazioni giudicate insufficienti su elementi specifici.

La posizione della difesa e gli effetti

Sul fronte difensivo, l’avvocato Walter Biscotti, appena nominato legale dell’ex comandante, ha respinto la contestazione. La sua posizione, riportata nel testo di partenza, è netta: “Non credo che esistano i presupposti di legge per la contestazione di questo reato”. Si tratta di una replica che delimita subito il terreno del confronto, spostandolo dalla rilevanza investigativa delle risposte alla loro effettiva qualificazione giuridica.

La conseguenza più immediata è che l’attenzione si concentrerà sulla verifica del verbale del 2008 e sulla valutazione della credibilità delle spiegazioni fornite oggi. In una vicenda come quella di Garlasco, anche la coerenza formale di atti e tempi diventa un elemento sostanziale per leggere correttamente il peso delle ricostruzioni investigative.

FAQ

Perché indaga la Procura di Pavia?

Sì, perché contesta a Gennaro Cassese false dichiarazioni al pm durante un interrogatorio su fatti legati al caso Garlasco.

Quale verbale è al centro dell’inchiesta?

Sì, il verbale del 2008 relativo ad Andrea Sempio, in particolare sullo scontrino-alibi e su alcune circostanze dell’interrogatorio.

Cosa ha risposto Cassese al pm?

Sì, secondo il testo ha risposto più volte “Non ricordo” su scontrino, malore non verbalizzato e sovrapposizione degli orari.

Qual è la linea della difesa?

Sì, l’avvocato Walter Biscotti sostiene che non esistano i presupposti di legge per contestare il reato ipotizzato.

Quali fonti sono alla base di questa rielaborazione?

Sì, la fonte originale dell’articolo è derivata da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it ed Agi.it, rielaborate dalla Redazione.

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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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