Genitori dell’assassino di Federica Torzullo trovati impiccati in casa, il passato segreto che sconvolge gli inquirenti

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Pasquale Carlomagno e Maria Messineo, chi sono i genitori dell’assassino di Federica Torzullo morti impiccati in casa
La famiglia travolta dalla tragedia
Nella quiete apparente di Anguillara Sabazia, alle porte di Roma, la storia di una famiglia conosciuta e rispettata si è trasformata in un dramma senza scampo. Nel garage della villetta di via Tevere sono stati trovati senza vita, impiccati uno accanto all’altra, Pasquale Carlomagno e Maria Messineo, genitori di Claudio Carlomagno, l’imprenditore arrestato per l’omicidio della moglie Federica Torzullo, funzionaria delle Poste Italiane. I corpi sono stati scoperti dai carabinieri dopo l’allarme lanciato da una zia, preoccupata dal loro silenzio anomalo.
All’interno dell’abitazione è stato rinvenuto un messaggio d’addio indirizzato all’altro figlio, Davide, con poche righe che spiegano le ragioni del gesto estremo. Il sospetto degli inquirenti è che il doppio suicidio risalga a qualche giorno prima del ritrovamento, tanto che la procura ha disposto l’autopsia per chiarire tempi e modalità. Nel paese, già sconvolto dal femminicidio di Federica, il nuovo lutto ha generato sgomento e un senso diffuso di impotenza.
Chi erano Pasquale e Maria
Maria Messineo era un’ex poliziotta ed era diventata assessore alla Sicurezza del Comune di Anguillara Sabazia, volto istituzionale e punto di riferimento per il territorio. Pasquale Carlomagno era un imprenditore edile stimato, che in passato era stato soltanto sfiorato dal sospetto di un possibile aiuto al figlio nell’occultamento del cadavere di Federica, ma senza mai essere formalmente indagato. Su entrambi, il peso del delitto commesso da Claudio si è abbattuto come un macigno, trasformando il dolore familiare in isolamento e vergogna sociale.
Il 9 gennaio, quando Claudio denunciò la scomparsa della moglie fingendo stupore, fu proprio Maria ad accompagnarlo dai carabinieri, ignara che il figlio avesse già confessato – in un secondo momento – di aver inferto 23 coltellate a Federica, 19 delle quali al volto, prima di tentare di bruciarne il corpo. Dopo l’arresto del figlio, Messineo rassegnò le dimissioni da assessore, inviando una lettera al sindaco Angelo Pizzigallo in cui scriveva di avere “bisogno solo di scomparire”.
La spirale di dolore e il messaggio d’addio
La decisione di lasciare l’incarico istituzionale fu il primo segnale tangibile della frattura interiore di Maria Messineo, schiacciata dal clamore mediatico e dal crollo dell’immagine pubblica. Al sindaco confidò il timore di perdere anche il rapporto con il nipote, dopo aver già visto distrutta la vita del figlio e spezzata quella della nuora. L’ipotesi di un trasferimento a Roma della coppia circolava in paese, come tentativo di ricominciare altrove, ma non si è mai concretizzata.
Nel biglietto rivolto a Davide, i coniugi spiegano le motivazioni del gesto, descrivendo un fardello emotivo diventato insostenibile. Il legale di Claudio, l’avvocato Andrea Miroli, ha parlato di “persone veramente perbene”, sottolineando come fosse impossibile immaginare un epilogo del genere. Il sindaco Pizzigallo ha richiamato al rispetto e al silenzio, ricordando che, davanti a tragedie così grandi, le parole non bastano. Intanto gli inquirenti proseguono le indagini sul femminicidio di Federica Torzullo, tra le ombre ancora irrisolte nella confessione di Claudio e la ricerca dell’arma del delitto.
FAQ
D: Chi erano Pasquale Carlomagno e Maria Messineo?
R: Erano i genitori di Claudio Carlomagno, imprenditore arrestato per l’omicidio della moglie Federica Torzullo; lui imprenditore edile, lei ex poliziotta e assessore alla Sicurezza di Anguillara Sabazia.
D: Dove sono stati trovati i corpi di Pasquale e Maria?
R: Sono stati rinvenuti impiccati, uno accanto all’altra, nel garage della loro villetta in via Tevere, alla periferia di Anguillara Sabazia.
D: Chi ha dato l’allarme ai carabinieri?
R: A chiamare i militari è stata una zia, insospettita dal prolungato silenzio della coppia e dall’assenza di contatti telefonici.
D: Perché si parla di doppio suicidio?
R: Gli elementi raccolti sul posto e il messaggio lasciato al figlio Davide indicano un gesto concordato dai coniugi, riconducibile al loro stato di disperazione.
D: Maria Messineo aveva incarichi pubblici al momento dei fatti?
R: Fino a pochi giorni dopo l’arresto del figlio era assessore alla Sicurezza del Comune, poi ha rassegnato le dimissioni con una lettera al sindaco Angelo Pizzigallo.
D: Cosa scriveva Maria nella lettera di dimissioni?
R: Nella missiva spiegava di avere “bisogno solo di scomparire” e manifestava timori per il futuro del nipote, già segnato dalla morte di Federica Torzullo e dall’arresto del padre.
D: Qual è la fonte giornalistica principale di questa vicenda?
R: I dettagli riportati provengono da ricostruzioni pubblicate dalla stampa nazionale, tra cui l’articolo de Il Messaggero dedicato al caso di Federica Torzullo e al doppio suicidio dei suoceri.
D: Le indagini sul femminicidio di Federica sono concluse?
R: No, proseguono con accertamenti tecnici, ricerca definitiva dell’arma e approfondimenti sulle zone d’ombra della confessione resa da Claudio Carlomagno agli inquirenti.




