Geely svela al CES la svolta nell’assistenza alla guida che cambierà tutto: prova su strada sorprendente

Indice dei Contenuti:
Piattaforma g-asd e architettura full-domain ai 2.0
Geely al CES 2026 introduce G-ASD, piattaforma di assistenza alla guida sviluppata con Afari Technology, concepita per superare gli schemi degli ADAS tradizionali e avvicinare l’automazione a una gestione coerente di scenari complessi. Il sistema è progettato per ridurre latenza decisionale, standardizzare i comportamenti del veicolo e garantire continuità operativa tra diverse condizioni d’uso.
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Al centro dell’architettura c’è la Full-Domain AI 2.0, che unifica percezione, fusione sensoriale, pianificazione e controllo in un’unica catena di calcolo, evitando silos tra moduli separati. L’obiettivo è sincronizzare input dei sensori di bordo con dati esterni e produrre azioni consistenti in tempo reale.
La struttura “domainless” consente di condividere risorse computazionali tra funzioni, ottimizzando throughput e affidabilità, con riduzione delle incertezze e gestione predittiva delle manovre. L’integrazione nativa tra hardware e software facilita aggiornamenti OTA e consente una rapida trasferibilità su piattaforme veicolo differenti.
In questa configurazione, G-ASD funge da layer centrale dell’auto definita dal software, predisponendo pipeline di decisione scalabili e coerenti con i requisiti normativi dei diversi mercati, mantenendo al contempo una base tecnica idonea all’evoluzione delle capacità di automazione.
World action model: percezione e decisione integrate
Il World Action Model rappresenta il nucleo comportamentale di G-ASD: un modello che interpreta il contesto combinando sensori di bordo e fonti esterne per generare azioni coerenti e ripetibili. Invece di limitarsi a riconoscere oggetti, costruisce uno stato del mondo aggiornato in continuo, stimando intenzioni di veicoli, pedoni e traiettorie probabili.
La pipeline integra previsione, pianificazione e controllo in un ciclo chiuso, riducendo latenza e oscillazioni nelle manovre. Il sistema anticipa eventi a breve e medio termine, modulando acceleratore, frenata e sterzo con logiche di priorità e gestione del rischio.
La fusione dei dati include mappe HD, V2X e telemetrie locali, armonizzate dalla Full-Domain AI 2.0 per mitigare rumore e incongruenze tra le sorgenti. In questa cornice, i comportamenti del veicolo restano consistenti tra ambienti differenti, dall’urbano alle arterie extraurbane.
La modellazione delle interazioni consente di risolvere incroci complessi, cambi di corsia e negoziazioni con altri utenti della strada, mantenendo margini di sicurezza dinamici. La struttura è pensata per apprendere dai dati in esercizio e trasferire miglioramenti via OTA senza frammentare i moduli funzionali.
Dal livello 3 al livello 4: scalabilità e hardware modulare
G-ASD è predisposto per funzioni di Livello 3, con un percorso chiaro verso il Livello 4 grazie a una configurazione modulare di sensori e compute. La piattaforma separa i blocchi critici di percezione e pianificazione, consentendo di incrementare potenza di calcolo e ridondanze senza riscrivere l’intera stack.
L’architettura supporta upgrade graduali: si parte da set sensoriali standard e si scala con componenti aggiuntivi per scenari più densi e dinamici. La gestione termica e la distribuzione del carico elaborativo sono ottimizzate per garantire latenza stabile anche con modelli più complessi.
Nelle configurazioni avanzate, la capacità computazionale raggiunge soglie tipiche dei prototipi sperimentali, aprendo a casi d’uso come navette dedicate e servizi di mobilità autonoma. Il disaccoppiamento tra hardware e software, abilitato da Full-Domain AI 2.0, mantiene invariati i comportamenti veicolo al crescere della complessità sensoriale.
La strategia riduce costi di integrazione e tempi di validazione: le stesse policy di guida vengono verificate una volta e riapplicate su più piattaforme. In questo modo, l’evoluzione dal Livello 3 al 4 procede per step misurabili, con basi già pronte per funzionalità come supervisione remota e automazione in aree geofenced.
FAQ
- Qual è l’obiettivo principale di G-ASD nella transizione L3-L4?
Consentire upgrade progressivi di funzioni e hardware mantenendo comportamenti coerenti e tempi di risposta stabili. - Come viene gestita la scalabilità del calcolo?
Attraverso moduli compute aggiuntivi e distribuzione del carico ottimizzata dalla Full-Domain AI 2.0. - Quali sensori sono previsti nell’evoluzione verso il Livello 4?
Set standard estendibili con componenti aggiuntivi per coprire scenari ad alta complessità e ridondanza. - La piattaforma richiede riscritture software per gli upgrade?
No, il disaccoppiamento hardware-software consente incrementi senza rifattorizzare l’intera stack. - Quali casi d’uso si aprono con le configurazioni più potenti?
Applicazioni come navette autonome e servizi di mobilità in aree geofenced. - Come si riducono costi e tempi di validazione?
Riutilizzando le stesse policy di guida su piattaforme diverse e centralizzando i test funzionali.
Prime applicazioni su strada e strategia di adozione
La prima implementazione commerciale di G-ASD è operativa sulla Lynk & Co 900, tramite aggiornamento OTA che introduce funzioni avanzate senza interventi hardware. Tra le capacità già attive spicca il parcheggio completamente autonomo in strutture sotterranee multilivello, con gestione di rampe, curve strette e segnaletica imperfetta.
Questo rilascio certifica la maturità del sistema oltre i prototipi da fiera, trasferendo le logiche del World Action Model nella circolazione reale con vincoli di affidabilità e continuità operativa.
La scelta di partire da una piattaforma stradale esistente consente a Geely di comprimere cicli di validazione, raccogliere telemetrie in contesti eterogenei e accelerare il training in campo, preparando step incrementali verso scenari più complessi.
La strategia di adozione punta su rilascio progressivo per mercati e funzioni, evitando salti di versione e privilegiando feature con impatto misurabile sulla sicurezza e sull’esperienza utente.
L’approccio riduce dipendenze da fornitori esterni e consolida una stack proprietaria integrata, base per servizi futuri come automazione in aree geofenced e supporto alla supervisione remota. In prospettiva, le policy validate su Lynk & Co 900 diventano riutilizzabili su ulteriori modelli del gruppo, con coerenza comportamentale garantita dalla Full-Domain AI 2.0.
FAQ
- Qual è la prima auto a integrare G-ASD?
Lynk & Co 900, tramite aggiornamento software OTA. - Quale funzione avanzata è già disponibile?
Parcheggio autonomo completo in strutture sotterranee multilivello. - Perché il lancio su strada è significativo?
Dimostra maturità operativa oltre i prototipi e abilita raccolta dati reali. - Qual è la strategia di rollout?
Rilasci graduali per mercati e funzioni, con priorità a sicurezza ed esperienza utente. - Che ruolo ha la Full-Domain AI 2.0?
Garantisce coerenza dei comportamenti e trasferibilità tra modelli. - Quali evoluzioni abilita questa base?
Automazione in aree geofenced e supporto a supervisione remota.




