Gasparri attacca scarcerazione Moretti, accusa Svizzera di svendere la dignità e rilancia polemica sulle toghe rosse

Indice dei Contenuti:
Crans Montana, Gasparri sulla scarcerazione di Moretti: “Svizzera ha svenduto la dignità”. Avs: “Toghe rosse?”
Diplomazia in tensione
La scarcerazione su cauzione di Jacques Moretti, proprietario del bar Le Constellation di Crans-Montana, ha spinto il governo italiano a richiamare l’ambasciatore a Berna, trasformando un caso giudiziario in crisi diplomatica. Le autorità elvetiche ribadiscono l’autonomia della magistratura e respingono qualsiasi ipotesi di interferenza da parte di Roma.
I familiari delle vittime e dei feriti parlano di delusione e rabbia. Umberto Marcucci, padre di Manfredi, ricoverato al Niguarda di Milano, sottolinea come il danno di immagine e fiducia sia ormai irreparabile, pur apprezzando la linea dura dell’esecutivo italiano.
Al centro dello scontro c’è la valutazione della cauzione rispetto alla gravità delle ipotesi di reato legate alla strage di Capodanno. Per la parte italiana, la scelta delle autorità elvetiche appare sproporzionata e incomprensibile, alimentando un sentimento di ingiustizia pubblica che si riflette nel dibattito politico e mediatico.
Gasparri e la dignità “svenduta”
Il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, rilancia le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani e attacca frontalmente le istituzioni svizzere. Pur riconoscendo che la cauzione è prevista in molti ordinamenti, denuncia l’assenza di proporzione tra il denaro versato e la gravità dei fatti contestati a Moretti.
Secondo Gasparri, “non tutto ha un prezzo” e la “dignità” non può essere monetizzata “in franchi svizzeri”. L’esponente azzurro definisce la Svizzera un Paese amico e confinante, ma accusa le sue istituzioni di aver “svenduto” il proprio prestigio etico, invitando governo e Parlamento elvetici a prendere posizione con messaggi inequivocabili.
Il messaggio politico è calibrato per l’opinione pubblica italiana: difesa della sovranità morale, richiesta di rispetto per le vittime e pressione affinché la magistratura elvetica non appaia indulgente. Il caso viene così incardinato nella narrazione di un Paese che rivendica il diritto a non vedere banalizzate tragedie di tale portata.
Avs, toghe rosse e referendum giustizia
L’intervento del governo viene contestato da Peppe De Cristofaro, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra e presidente del gruppo Misto al Senato, che sposta il fuoco polemico su Giorgia Meloni e sulla riforma della giustizia. Pur condividendo l’indignazione diffusa per la decisione svizzera, De Cristofaro chiede perché un simile esito si verifichi proprio in un ordinamento dove la separazione delle carriere è pienamente attuata.
L’esponente di Avs ironizza: se la destra italiana attribuisce ogni scelta sgradita alle “toghe rosse”, allora bisognerebbe domandarsi se esistano “toghe rosse” anche in Svizzera oppure se, più semplicemente, i giudici applichino le leggi approvate dalla politica. Il bersaglio è la narrazione governativa che presenta la separazione delle carriere come soluzione miracolosa per la giustizia italiana.
De Cristofaro ricorda che le norme le fa il Parlamento e che la maggioranza guidata da Meloni ha gli strumenti per intervenire, senza scaricare sulle magistrature responsabilità che restano politiche. Il caso Crans-Montana diventa così argomento da campagna referendaria interna.
FAQ
D: Chi è Jacques Moretti?
R: È il proprietario del bar Le Constellation di Crans-Montana, coinvolto nell’inchiesta sulla strage di Capodanno.
D: Perché l’Italia ha richiamato l’ambasciatore a Berna?
R: Per protestare contro la scarcerazione su cauzione di Moretti decisa dalla magistratura svizzera.
D: Cosa contesta Maurizio Gasparri alla Svizzera?
R: Denuncia un uso della cauzione sproporzionato rispetto alla gravità dei fatti, accusando Berna di aver “svenduto” la dignità.
D: Qual è la posizione di Antonio Tajani?
R: Il ministro degli Esteri sostiene una linea dura diplomatica e ha avallato il richiamo dell’ambasciatore.
D: Cosa critica Peppe De Cristofaro del governo Meloni?
R: Contesta l’uso politico del tema giustizia e chiede chiarimenti sulla separazione delle carriere, citata come panacea dalla destra.
D: Cosa significa separazione delle carriere?
R: È il modello che distingue nettamente il percorso professionale di giudici e pubblici ministeri, tema centrale del dibattito italiano.
D: Come reagiscono i familiari delle vittime?
R: Esprimono frustrazione e considerano la scarcerazione un danno irreversibile sul piano della fiducia nella giustizia.
D: Qual è la fonte giornalistica originale di riferimento?
R: Le informazioni e citazioni politiche riprendono il resoconto pubblicato da il Fatto Quotidiano.




