Garlasco svela la fuga del killer di Chiara Poggi nuova pista shock cambia tutto

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Nuove piste sulla fuga dal retro
Garlasco, nuova attenzione investigativa sulla possibile via di fuga dal retro della villetta di via Pascoli, teatro dell’omicidio di Chiara Poggi il 13 agosto 2007. Le verifiche puntano su una porta secondaria che si affaccia su un’area verde, nascosta alla vista, ipotizzando un’uscita rapida e silenziosa dell’assassino.
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La tesi, rilanciata anche da Mattino 5 con riprese aeree tramite droni, offre un’alternativa concreta al transito sulla strada principale, suggerendo un percorso defilato sin dai primi metri dalla casa. Gli scenari valutati indicano un tracciato sull’erba fino al margine dell’area retrostante, utile a disperdere tracce e ridurre il rischio di incontri.
Gli inquirenti considerano credibile che il killer abbia evitato via Pascoli, sfruttando l’accesso posteriore per guadagnare distanza dal luogo del delitto senza passare in zone esposte. L’assenza di testimoni diretti in quella fascia oraria e la conformazione del verde retrostante sostengono l’ipotesi, che viene ora incrociata con rilievi planimetrici e tempi di percorrenza rilevati sul campo.
Il ruolo del canale e dei reperti trovati
L’area verde retrostante conduce a un canale che, all’epoca, risultava in secca: un corridoio naturale, protetto e lineare, potenzialmente sfruttabile per allontanarsi dalla villetta senza transitare su via Pascoli. L’assenza d’acqua avrebbe ridotto il rischio di lasciare impronte visibili e consentito un passo veloce su fondo compatto.
Nove giorni dopo l’omicidio di Chiara Poggi, lungo il tracciato riconducibile a quel canale vennero rinvenuti in un sacco alcuni indumenti e un paio di scarpe: elementi che, per posizione e tempistica, sono tornati al centro delle verifiche. La localizzazione dei reperti suggerisce una possibile dismissione di capi contaminati durante la fuga.
Gli accertamenti puntano su compatibilità spaziale e temporale: tempi di percorrenza dal retro alla zona del ritrovamento, eventuali microtracce, e correlazioni con i passaggi registrati nelle prime ore d’indagine. La tesi operativa: chi fuggiva avrebbe privilegiato il canale per schermarsi, utilizzare la vegetazione come copertura e, infine, liberarsi di materiale compromettente.
Collegamenti con via Toledo e possibili movimenti
Dalla direttrice del canale, il tracciato porta verso via Toledo, arteria interna di Garlasco con flussi veicolari minimi e frequentazione limitata ai residenti. Lì il rischio di avvistamenti è ridotto, soprattutto nelle ore centrali della giornata, e consente uno spostamento discreto senza esporre chi fugge a incroci con la viabilità principale.
Lungo via Toledo si incontra una tratta pedonale che, dopo pochi minuti, conduce a un ingresso posteriore di un’abitazione situato sulla sinistra, a circa 50 metri dall’imbocco del passaggio. La distanza complessiva dalla villetta di Chiara Poggi è stimata in poco più di sette minuti a piedi, tempo compatibile con una fuga rapida a passo sostenuto.
Nel 2007 in quell’abitazione risiedeva la nonna di Andrea Sempio: un dato circostanziale che, per gli inquirenti, rientra nelle mappature dei possibili punti di transito o di schermatura. La morfologia della zona, con accessi retrostanti e tratti a bassa visibilità, sostiene l’ipotesi di un itinerario modulare: canale per copertura iniziale, via Toledo per deflessione dal centro abitato, segmento pedonale per l’eventuale cambio di abiti o occultamento temporaneo.
FAQ
- Qual è il percorso ipotizzato per la fuga?
Dal retro della villetta verso il canale in secca, quindi deviazione su via Toledo e tratto pedonale adiacente. - Perché via Toledo è ritenuta strategica?
Traffico ridotto, presenza di residenti locali e bassa esposizione visiva. - Quanto tempo servirebbe per coprire il tragitto?
Poco più di sette minuti a piedi dalla casa di Chiara Poggi fino all’area retrostante citata. - Qual è il ruolo del canale nella dinamica?
Fornire copertura iniziale e una via lineare lontana da occhi indiscreti. - Quali elementi sono stati ritrovati lungo il percorso?
Indumenti e scarpe in un sacco, rinvenuti nove giorni dopo l’omicidio. - Chi abitava vicino al tratto pedonale nel 2007?
La nonna di Andrea Sempio, con accesso posteriore raggiungibile dal percorso indicato. - Quale fonte ha mostrato la possibile via di fuga?
Riprese e ricostruzioni diffuse da Mattino 5 tramite droni, citate nelle verifiche giornalistiche.




