Garlasco riapre il giallo Sempio, nuova udienza decisiva in tribunale rilancia interrogativi su indagini e responsabilità

Indice dei Contenuti:
Garlasco, Sempio verso il processo a un anno dalla riapertura delle indagini
Nuova svolta in Procura
Alla Procura di Pavia il fascicolo sull’omicidio di Chiara Poggi è entrato nella fase che precede la possibile richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio. A quasi un anno dal via libera della gip Daniela Garlaschelli alla riapertura delle indagini, gli inquirenti attendono il deposito definitivo della consulenza della patologa forense Cristina Cattaneo, per poi tirare le somme sugli elementi raccolti. L’ipotesi di lavoro più concreta è la chiusura dell’inchiesta con l’imputazione formale del 37enne, amico del fratello della vittima, già finito nel perimetro delle verifiche negli anni scorsi e poi uscito dal quadro.
Sempio ha respinto ogni addebito sin dall’inizio e continua a dichiararsi estraneo al delitto, come fa da anni anche Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara e oggi detenuto con una condanna definitiva a 16 anni. Proprio la difesa di Stasi ha spinto per riaprire il caso, sostenendo che nuovi elementi tecnici possano minare l’impianto probatorio che portò alla sentenza di colpevolezza.
Per la Procura, l’obiettivo è capire se le acquisizioni più recenti consentano un diverso racconto della mattina del 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco o se finiscano per consolidare, pur con altri protagonisti, la dinamica già accertata in aula.
Dna, impronte e scena del crimine
Il fulcro della riapertura del fascicolo resta la perizia genetica effettuata nel 2014 sulle unghie di Chiara Poggi, agli atti del processo d’appello bis. Quelle tracce biologiche, analizzate e rianalizzate, hanno restituito un profilo compatibile con la linea maschile della famiglia Sempio, un dato ritenuto significativo sia dall’accusa sia dai legali di Stasi. Nel loro schema, la compatibilità genetica apre uno scenario alternativo che giustificherebbe l’ingresso di un diverso soggetto sulla scena del crimine.
La leggibilità del Dna, la sua stabilità nel tempo e le modalità di deposito sotto le unghie della vittima sono state al centro dell’incidente probatorio concluso di recente, insieme all’analisi dell’impronta palmare rinvenuta sul muro che porta al seminterrato. Per Procura e difesa di Stasi il test genetico e i riscontri dattiloscopici rappresentano tasselli dirimenti.
La difesa di Andrea Sempio e la parte civile, invece, contestano la solidità di questi indizi, li giudicano frammentari, potenzialmente fuorvianti e comunque incapaci di ridisegnare la dinamica dell’aggressione; secondo loro, il quadro probatorio complessivo non verrebbe stravolto da queste risultanze.
Riflettori mediatici e scenari futuri
Parallelamente alle mosse della magistratura, il caso torna nello spazio pubblico grazie ai media nazionali. Nella puntata di venerdì 23 gennaio di Quarto Grado, talk di cronaca nera in onda su Retequattro, è previsto il primo confronto in studio con Andrea Sempio, chiamato a rispondere alle domande di opinionisti, criminologi e giornalisti. Un passaggio che potrebbe influenzare la percezione dell’opinione pubblica in una vicenda giudiziaria già fortemente polarizzata.
La Procura di Pavia valuta ora se gli indizi – genetici, dattiloscopici e dichiarativi – raggiungano la soglia necessaria per sostenere l’accusa in dibattimento, a quasi diciotto anni dall’omicidio che sconvolse Garlasco. In caso di richiesta di processo e successivo rinvio a giudizio, si aprirebbe un nuovo capitolo giudiziario parallelo alla condanna definitiva di Alberto Stasi.
Resta sullo sfondo la domanda chiave: il nuovo eventuale processo riuscirà a produrre una verità processuale più solida o aggiungerà soltanto un ulteriore livello di complessità a uno dei gialli più discussi della cronaca italiana recente?
FAQ
D: Chi è Andrea Sempio?
R: È un 37enne di Garlasco, amico del fratello di Chiara Poggi, oggi indagato nell’inchiesta riaperta sull’omicidio del 2007.
D: Perché è stata riaperta l’indagine a Pavia?
R: La riapertura è stata chiesta dalla difesa di Alberto Stasi, puntando su nuovi esami genetici e su criticità della ricostruzione che portò alla condanna.
D: Qual è il ruolo del Dna nella nuova inchiesta?
R: Le tracce sotto le unghie di Chiara Poggi mostrano una compatibilità con la linea maschile della famiglia Sempio, elemento oggi al centro del fascicolo.
D: Che cosa sostiene la difesa di Sempio?
R: Contesta attendibilità e valore probatorio del Dna e delle altre tracce, ritenendole insufficienti a collegarlo in modo oggettivo alla scena del delitto.
D: Qual è la posizione di Alberto Stasi?
R: L’ex fidanzato di Chiara Poggi, condannato a 16 anni, continua a dichiararsi innocente e vede nei nuovi indizi un possibile spiraglio per rivedere la sua storia processuale.
D: Cosa ha stabilito l’incidente probatorio?
R: Ha approfondito Dna e impronta palmare; per accusa e difesa di Stasi i risultati sono decisivi, mentre la difesa di Sempio li ritiene non conclusivi.
D: Perché se ne parla a Quarto Grado?
R: La trasmissione di Retequattro dedica spazio al caso e ospita Andrea Sempio per un confronto pubblico con esperti e giornalisti.
D: Qual è la fonte giornalistica principale delle informazioni?
R: I dettagli sullo stato dell’inchiesta provengono dalla cronaca giudiziaria pubblicata da testate nazionali e locali, tra cui servizi ripresi e approfonditi da Quarto Grado e dalla stampa di Pavia.




