Garlasco riapre il giallo giudiziario: ex colonnello ribalta la versione di Sempio e scatena dubbi sullo scontrino

Indice dei Contenuti:
Garlasco, ex colonnello smentisce Sempio sullo scontrino
Nuove ombre sullo scontrino del parcheggio
Nel procedimento sul delitto di Garlasco, lo scontrino del parcheggio di Vigevano legato alla posizione di Andrea Sempio torna al centro dell’attenzione giudiziaria. A distanza di anni, la ricostruzione delle modalità di consegna di quel documento non appare più lineare come sostenuto finora dall’indagato, che lo aveva indicato come prova decisiva della propria lontananza dalla scena del crimine nella mattinata dell’omicidio di Chiara Poggi.
Durante la puntata del 23 gennaio di Quarto Grado, è stato diffuso un video dell’ex colonnello dei carabinieri Gennaro Cassese che contraddice in modo netto quanto raccontato da Sempio sulla giornata in caserma nel 2008. Il passaggio cruciale riguarda l’asserito rientro a casa per recuperare lo scontrino, episodio che, secondo il militare, non trova riscontro nelle procedure d’ufficio.
Nel 2008 Sempio rimase in caserma dalle 10:30 alle 14:40 per sommarie informazioni, sotto l’audizione del maresciallo capo Flavio Devecchi e dello stesso Cassese. L’uomo ha sempre riferito di essersi allontanato due volte dall’edificio, una per un malore e una per recuperare il documento del parcheggio, ma questa dinamica viene ora messa seriamente in discussione.
La smentita dell’ex colonnello Cassese
L’ex ufficiale dell’Arma ha affermato in modo perentorio di escludere che Sempio abbia potuto lasciare la caserma senza prima firmare il verbale. Una simile interruzione avrebbe infatti imposto la chiusura formale dell’atto e una successiva riapertura, passaggi che non risultano agli atti. La dichiarazione incrina uno dei pilastri narrativi utilizzati da Sempio per spiegare il possesso e la consegna dello scontrino del parcheggio.
Secondo la ricostruzione ritenuta “più verosimile” da Cassese, è plausibile che nel corso dell’audizione Sempio abbia semplicemente menzionato l’esistenza del documento, mentre a recuperarlo materialmente sarebbe stato il padre, presente in caserma. In questo scenario, il titolo di pagamento sarebbe arrivato agli investigatori senza la necessità di sospendere l’interrogatorio o far uscire l’indagato dai locali.
La nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi valorizza queste divergenze come tasselli potenzialmente decisivi. Il modo in cui quello scontrino è entrato nel fascicolo, infatti, incide sulla credibilità complessiva delle dichiarazioni rese da Sempio e sulla solidità del suo presunto alibi temporale.
Verbali, orari e contraddizioni negli atti
Oltre al nodo dello scontrino, riemergono criticità nei verbali del 2008 relativi alle audizioni in caserma a Vigevano. Come ricostruito dal Corriere della Sera, gli orari ufficiali indicano che Sempio sia stato ascoltato ininterrottamente dalle 10:30 alle 14:40, mentre nello stesso arco temporale risultano sentiti anche gli amici Biasibetti (11:25–12:10) e Capra (13:25–14:20).
Sulla carta, i tre giovani sarebbero stati sotto interrogatorio in contemporanea, una sovrapposizione difficilmente compatibile con una verbalizzazione rigorosa. Lo stesso Cassese ha ammesso problemi nella redazione degli atti, parlando esplicitamente di “verbale sbagliato” e sottolineando la mancanza di annotazioni sulle interruzioni dell’audizione, elementi che oggi assumono un peso rilevante.
La rinnovata esposizione mediatica di Sempio a Quarto Grado coincide con la nuova fase investigativa sul caso Garlasco. Le incongruenze sugli orari, sulle procedure adottate e sulla gestione dello scontrino che avrebbe dovuto scagionarlo sono destinate a essere vagliate dagli inquirenti, nel tentativo di ricostruire con maggiore precisione la giornata chiave del 2008 e le sue conseguenze processuali.
FAQ
D: Chi è Andrea Sempio?
R: È l’uomo oggi indagato nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, legato a un presunto alibi basato su uno scontrino del parcheggio.
D: Perché lo scontrino del parcheggio è importante?
R: Perché viene indicato come prova della presenza di Sempio a Vigevano nella fascia oraria dell’omicidio di Chiara Poggi.
D: Che cosa contesta l’ex colonnello Gennaro Cassese?
R: Contesta che Sempio si sia allontanato dalla caserma per recuperare lo scontrino senza prima chiudere e firmare il verbale.
D: Chi avrebbe potuto materialmente portare lo scontrino in caserma?
R: Secondo l’ipotesi di Cassese, potrebbe essere stato il padre di Sempio, presente quel giorno in caserma.
D: Quali irregolarità emergono dai verbali del 2008?
R: Gli orari delle audizioni di Sempio, Biasibetti e Capra risultano sovrapposti, creando interrogatori apparentemente simultanei.
D: Che cosa ha ammesso Cassese sui verbali?
R: Ha riconosciuto l’esistenza di un “verbale sbagliato” e la mancanza di annotazioni sulle interruzioni della deposizione.
D: Qual è la fonte giornalistica principale delle ricostruzioni sugli orari?
R: Le incongruenze temporali sono state evidenziate da un’inchiesta del Corriere della Sera, richiamata anche da Quarto Grado.
D: Che ruolo ha il programma Quarto Grado nel nuovo dibattito sul caso?
R: La trasmissione ha diffuso il video di Cassese e ospitato nuovamente Sempio, riportando al centro del dibattito pubblico le lacune degli atti del 2008.




