Garlasco, Procura pronta al processo per Sempio: svolta sull’impronta genetica che riapre i dubbi

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Garlasco, un anno dopo la svolta: la Procura verso la richiesta di processo per Andrea Sempio. Il nodo del Dna: «Compatibile non significa appartiene a…»
Indagine verso la stretta finale
Nel fascicolo sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, la Procura di Pavia si avvicina a una decisione chiave nei confronti di Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, indagato per omicidio in concorso e da sempre dichiaratosi estraneo. Dopo il lavoro peritale della patologa forense Cristina Cattaneo, incaricata di riesaminare cause della morte e dinamica dell’aggressione, gli inquirenti devono stabilire se chiedere il rinvio a giudizio.
Parallelamente, la posizione di Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara, resta cristallizzata sulla condanna definitiva a 16 anni, mentre l’uomo, vicino al fine pena, continua a proclamare innocenza. La riapertura del caso, disposta il 23 gennaio su decisione della gip Daniela Garlaschelli, è nata da nuovi approfondimenti sulle perizie genetiche del 2014, che avevano evidenziato sotto le unghie della vittima tracce di Dna maschile compatibili con la linea paterna di Sempio.
Questa compatibilità genetica, sostenuta anche dalle consulenze difensive di Stasi, ha riattivato la pista investigativa su Sempio e imposto un nuovo incidente probatorio, trasformando il Dna nell’elemento al tempo stesso più suggestivo e più fragile dell’intero impianto accusatorio.
Dna, impronta palmare e limiti scientifici
Nell’incidente probatorio chiuso a dicembre, Dna e impronta palmare sul muro della scala che porta al seminterrato hanno spaccato le parti processuali. Per Procura e difesa di Stasi, gli atti rafforzano la tenuta indiziaria; per la difesa di Sempio e i legali della famiglia Poggi, non bastano a ridisegnare la scena del crimine.
La genetista della Polizia di Stato Denise Albani ha lavorato “sulla carta”: il materiale biologico raccolto nel 2014 è stato integralmente consumato, rendendo impossibili nuove analisi dirette. Nel verbale del 18 dicembre la consulente ha chiarito che il profilo genetico ottenuto è parziale, misto e scientificamente fragile: sotto le unghie della vittima emergono più profili maschili, e almeno uno è compatibile con la linea genetica maschile della famiglia Sempio, ma non consente un’attribuzione individuale.
L’analisi del cromosoma Y permette soltanto di restringere il campo a una linea familiare, non a una singola persona. Di qui la formula di cautela usata dalla genetista: quanto emerso non è “affidabile e certo” in senso identificativo, ma solo un dato di compatibilità, da leggere entro confini probabilistici e mai assolutistici.
Compatibilità, scenari processuali e nodo probatorio
La stessa Albani ha ribadito che le tecniche disponibili non consentono di stabilire quando e come il Dna sia finito sotto le unghie di Chiara Poggi: la datazione del reperto è impossibile, così come distinguere un contatto violento da uno occasionale o indiretto. Neppure è determinabile il dito esatto o la porzione d’unghia interessata, fattori cruciali per ricostruire un’eventuale colluttazione.
Sul piano statistico, i limiti sono accentuati dalla mancanza di database specifici per la popolazione di riferimento e dall’incapacità dei software di calcolare con precisione il peso di possibili artefatti o contaminazioni di laboratorio. Il risultato è una forchetta di compatibilità verso Andrea Sempio descritta come da “moderata” a “forte”, ma comunque distante da una prova piena.
Ora la Procura di Pavia dovrà valutare se questo mosaico incompleto – Dna suggestivo ma non dirimente, impronte, vecchi e nuovi elementi testimoniali – regga l’urto di un processo. La scelta tra richiesta di archiviazione o rinvio a giudizio deciderà se l’indagine imboccherà un nuovo binario dibattimentale o si fermerà ancora una volta sulla soglia del dubbio.
FAQ
D: Chi è attualmente indagato nell’inchiesta riaperta?
R: È indagato Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi, per omicidio in concorso.
D: Perché il caso di Garlasco è stato riaperto dopo anni?
R: Per nuovi approfondimenti sul Dna sotto le unghie della vittima, risultati compatibili con la linea genetica maschile della famiglia Sempio.
D: Che ruolo ha il Dna nel procedimento?
R: È un indizio centrale ma controverso, perché il profilo è misto, parziale e non permette un’attribuzione certa a un singolo individuo.
D: Cosa ha detto la genetista Denise Albani sulla solidità delle analisi?
R: Ha spiegato che di “affidabile e certo” nel profilo genetico non c’è nulla in termini identificativi, solo un livello di compatibilità.
D: È possibile stabilire quando il Dna è stato depositato?
R: No, le tecniche attuali non consentono di datare il momento del contatto né di ricostruirne con precisione le modalità.
D: La condanna di Alberto Stasi è stata messa in discussione?
R: No, la condanna a 16 anni è definitiva; la riapertura ha riguardato l’esplorazione di possibili concorrenti nel delitto.
D: Quale atto è atteso dalla Procura di Pavia?
R: I pm stanno valutando se presentare richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Andrea Sempio o optare per l’archiviazione.
D: Qual è la fonte giornalistica di riferimento del caso trattato?
R: Le informazioni derivano dalla ricostruzione pubblicata dalla testata Corriere della Sera e dagli atti noti dell’inchiesta di Pavia.




