Garlasco, nuovi dubbi sulla condanna di Stasi: emergono evidenze trascurate e una foto decisiva

Nuova perizia sul delitto di Garlasco rimescola tempi e responsabilità
Chi ha ucciso Chiara Poggi, ventiseienne di Garlasco, massacrata il 13 agosto 2007 nella sua villetta in provincia di Pavia?
Diciotto anni dopo, una nuova perizia medico-legale firmata dalla dottoressa Cristina Cattaneo rimette in discussione la ricostruzione processuale che ha portato alla condanna definitiva del fidanzato, Alberto Stasi.
Secondo il nuovo documento, l’orario del delitto slitterebbe in avanti di almeno mezz’ora, interferendo con l’alibi informatico dell’imputato, presente al pc di casa prima delle 10.
La possibile incompatibilità tra la nuova scansione temporale e la sentenza passata in giudicato riapre, sul piano mediatico e scientifico, il dossier Garlasco e rilancia interrogativi pesanti su errori investigativi e valutazioni probatorie.
In sintesi:
- Nuova perizia Cattaneo sposta l’ora del delitto di almeno mezz’ora in avanti.
- L’alibi informatico di Stasi al pc prima delle 10 torna centrale.
- Assenza di graffi e 25 impronte di scarpe non riconducibili ad Alberto.
- Errori investigativi conteggiati in 85 episodi rilanciano dubbi sulla colpevolezza.
La nuova analisi medico-legale colloca l’aggressione a Chiara Poggi in una fascia oraria più tarda rispetto alla ricostruzione cristallizzata nelle sentenze. Questo slittamento di “almeno mezz’ora” collide con quanto già accertato dallo stesso giudice che ha condannato Alberto Stasi: il giovane risultava al computer di casa, impegnato sulla tesi, prima delle 10 del mattino.
Se questi dati fossero ritenuti compatibili e scientificamente solidi, il fidanzato verrebbe di fatto estromesso dalla scena del crimine in quel momento cruciale.
A rafforzare i dubbi concorrono altri elementi oggettivi: l’assenza di lesioni da colluttazione sulle braccia di Stasi rilevata poche ore dopo il delitto; le 25 impronte di scarpe con “pallini” tipici di un modello Frau, marca che – secondo la difesa – Alberto non ha mai posseduto; la lunga lista di errori investigativi, oggi quantificata in 85 criticità. L’insieme ridisegna un quadro probatorio meno lineare di quanto certificato in via definitiva.
Dettagli della nuova perizia e contraddizioni emerse nel caso Garlasco
Nel programma televisivo “Lo Stato delle Cose”, condotto da Massimo Giletti, è stata mostrata una fotografia di Alberto Stasi scattata poche ore dopo il ritrovamento del corpo. Indossa una maglietta a maniche corte e non presenta graffi, escoriazioni o segni di violenza sulle braccia, compatibili con la feroce aggressione subita da Chiara Poggi nella stretta tromba delle scale.
Un dettaglio confermato da una telefonata intercorsa il giorno successivo tra la madre di Alberto e quella di Chiara. In quella conversazione, la madre di Stasi racconta il pressing dei carabinieri sul figlio e aggiunge: “Non ha niente, nessun segno, nessun graffio sulle braccia, niente”. Un elemento che, se incrociato con la dinamica violenta dell’omicidio, stride con l’ipotesi di un aggressore rimasto completamente illeso.
Rilevante anche il capitolo impronte: sulla scena del crimine vengono censite 25 tracce di scarpe con tipici “pallini” attribuibili a un modello Frau. Il legale di Stasi ribadisce: “Alberto aveva le Geox. Non ha mai comprato delle Frau a Spotorno e in nessun altro luogo”. In parallelo, è stato ipotizzato che il colpevole avrebbe dovuto, in pochissimi minuti, colpire più volte Chiara, non lasciare tracce significative, sostituire i pedali della bici bordeaux con quelli di una bicicletta nera avvistata al cancello e rientrare a casa per lavorare alla tesi. Una sequenza logisticamente e temporalmente al limite, oggi ancor più problematica alla luce del possibile spostamento dell’orario del delitto.
Un caso simbolo tra errori investigativi e nuovi scenari futuri
La contabilità degli errori nelle indagini sul delitto di Garlasco è arrivata a quota 85 tra rilievi carenti, approfondimenti mancati e piste non coltivate. La nuova perizia di Cristina Cattaneo rischia ora di trasformare il caso in paradigma dei limiti strutturali dell’investigazione italiana sui cold case recenti.
Se l’orario del delitto venisse definitivamente spostato, l’impianto logico della sentenza contro Stasi si incrinerebbe ulteriormente, pur restando formalmente definitivo.
Sul piano giudiziario, eventuali sviluppi potrebbero passare solo da strumenti straordinari (come una revisione) e da nuove prove realmente decisive. Sul piano sociale e mediatico, però, il perdurare della domanda “Chi ha ucciso Chiara Poggi?” alimenta l’idea di una verità giudiziaria fragilmente ancorata a un’indagine viziata da errori, omissioni e tempi sbagliati. L’ipotesi di scenari alternativi, e di possibili altri responsabili, torna così ad affacciarsi con forza nel dibattito pubblico.
FAQ
Qual è l’elemento principale della nuova perizia sul delitto di Garlasco?
La nuova perizia afferma che l’ora del delitto va spostata in avanti di almeno mezz’ora, interferendo direttamente con l’alibi informatico di Alberto Stasi.
Perché l’alibi al computer di Alberto Stasi è di nuovo centrale?
L’alibi di Stasi al pc prima delle 10 è stato giudizialmente accertato e, con un delitto più tardivo, rischia di renderlo assente dalla scena.
Cosa emerge sulle impronte di scarpe trovate sulla scena del crimine?
Le 25 impronte mostrano “pallini” compatibili con scarpe Frau, marca che, secondo la difesa, Stasi non avrebbe mai posseduto.
Quali sono le principali criticità investigative rilevate nel caso Garlasco?
Sono stati conteggiati 85 errori tra rilievi, analisi e sviluppi investigativi mancati, alimentando dubbi profondi sull’affidabilità complessiva dell’inchiesta originaria.
Da quali fonti è stata rielaborata questa ricostruzione giornalistica del caso?
La ricostruzione deriva da un’elaborazione congiunta di dati tratti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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