Garlasco, nuove rivelazioni di Garofano sui video pedopornografici di Stasi e la reazione di Bocellari

Tensione in tv sul caso Garlasco e sui video attribuiti a Stasi
Nella serata di giovedì 26 marzo, nello studio di Milo Infante durante Ore 14 Sera, l’ex comandante dei Ris Luciano Garofano ha rilanciato in diretta la questione dei presunti video pedopornografici rinvenuti nel pc di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per il delitto di Garlasco. L’affermazione, riferita a “sequenze di 10-15 secondi”, ha provocato un duro scontro con l’avvocata di Stasi, Giada Bocellari, che ha ricordato la precedente assoluzione in Cassazione del 2014 dall’accusa di detenzione di materiale pedopornografico, perché “il fatto non sussiste”. Il confronto arriva mentre la Procura e i consulenti stanno approfondendo nuovi elementi tecnici sull’omicidio di Chiara Poggi, rimettendo al centro il tema del movente e dell’uso dei dispositivi informatici.
In sintesi:
- Scontro in tv tra Luciano Garofano e l’avvocata Giada Bocellari sui presunti video nel pc di Stasi.
- La Cassazione nel 2014 ha assolto Alberto Stasi dall’accusa di materiale pedopornografico.
- Nuove perizie, tra cui quella di Cristina Cattaneo, potrebbero ridefinire l’orario del delitto.
- Le indagini sui pc di Stasi e Chiara Poggi mirano a chiarire il possibile movente.
Nel talk di Rai, Luciano Garofano ha affermato: *“C’erano delle sequenze di 10-15 secondi”* riferendosi ai presunti video pedopornografici sul computer di Alberto Stasi.
L’avvocata Giada Bocellari ha immediatamente contestato la ricostruzione, chiedendo se tali sequenze fossero effettivamente visibili e ricordando la decisione degli ermellini che nel 2014 avevano assolto Stasi perché *“il fatto non sussiste”*.
Il botta e risposta si è fatto più acceso quando Garofano ha ribadito: *“Si potevano vedere molte cose”*, ricevendo la replica della legale: *“No, non si potevano vedere, e lei lo sa perfettamente”*. Garofano ha quindi rinviato alle future “consulenze e perizie”, mentre Bocellari ha annunciato: *“Ne discuteremo probabilmente in un’aula di tribunale, nuovamente”*, prefigurando possibili azioni legali a tutela dell’ex imputato.
Nuove perizie e ipotesi sull’epoca del delitto di Garlasco
Lo scontro televisivo si inserisce in settimane di rinnovata attenzione sul delitto di Garlasco, alimentata dalle indiscrezioni sulla consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo.
Il documento, ancora secretato, secondo quanto filtrato dal Tg1 potrebbe spostare in avanti l’epoca del delitto rispetto all’intervallo 9:12-9:35 indicato nella sentenza di condanna del 2015.
Le ricostruzioni mediatiche parlano della possibilità che Chiara Poggi sia stata uccisa circa mezz’ora dopo la colazione, ridisegnando la cronologia di quella mattina e, potenzialmente, la compatibilità con gli spostamenti di Alberto Stasi. Parallelamente, sono in corso approfondite perizie sui pc di Stasi e della vittima: la Procura punta a individuare, o escludere, un movente legato ai contenuti digitali, elemento rimasto assente nella motivazione della condanna definitiva.
Le possibili ricadute giudiziarie e mediatiche del nuovo confronto
Il richiamo pubblico ai presunti video pedopornografici, a fronte di una assoluzione definitiva, apre un delicato fronte tra cronaca giudiziaria, responsabilità mediatica e tutela della reputazione di Alberto Stasi.
Le parole pronunciate in tv da Luciano Garofano e contestate dall’avvocata Giada Bocellari potrebbero sfociare in nuove iniziative in sede civile o penale, incidendo sul perimetro di ciò che può essere legittimamente riproposto dopo una sentenza passata in giudicato.
Sullo sfondo, le prossime mosse della Procura e l’eventuale desecretazione della consulenza di Cristina Cattaneo potranno ridefinire, anche nell’opinione pubblica, la lettura del caso Garlasco e il ruolo delle evidenze digitali nella ricostruzione del movente.
FAQ
Cosa ha detto Luciano Garofano sui video attribuiti ad Alberto Stasi?
Garofano ha affermato in tv che nel pc di Alberto Stasi c’erano “sequenze di 10-15 secondi” di presunti video pedopornografici.
Perché la Cassazione ha assolto Stasi dall’accusa di pedopornografia?
La Cassazione nel 2014 ha assolto Alberto Stasi dall’accusa di detenzione di materiale pedopornografico, stabilendo in sentenza che *“il fatto non sussiste”*.
Chi è Cristina Cattaneo e che ruolo ha nel caso Garlasco?
Cristina Cattaneo è un’anatomopatologa forense che ha redatto una nuova consulenza medico-legale, attualmente secretata, sull’orario e le dinamiche dell’omicidio.
Perché l’orario del delitto di Garlasco è di nuovo in discussione?
Le indiscrezioni sulla consulenza di Cristina Cattaneo suggeriscono un possibile spostamento in avanti dell’orario del delitto rispetto alla sentenza 2015.
Quali sono le fonti utilizzate per questo approfondimento sul caso Garlasco?
L’articolo deriva da un’elaborazione congiunta di notizie provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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