Garlasco, nuove piste investigative riaprono il caso: scenari multipli sugli esecutori e sul possibile movente

Indice dei Contenuti:
Garlasco in Tv, gli indizi che portano a più killer e il nodo movente
Le nuove piste sulla scena del crimine
Nel dibattito televisivo sul delitto di **Garlasco**, rilanciato da trasmissioni come quella di **Mattino Cinque** condotta da Federica Panicucci, torna centrale l’ipotesi di più persone presenti nella villetta di via Pascoli il 13 agosto 2007. Gli elementi emersi dalle ricostruzioni in studio suggeriscono uno scenario più affollato rispetto alla versione “a singolo aggressore”.
Tra i dettagli più citati spiccano le tre sedie spostate nella zona giorno, interpretate da alcuni analisti come il segno di una precedente permanenza di più individui al tavolo con **Chiara Poggi**. A questo quadro si aggiungono i due cucchiaini sporchi di yogurt, ritrovati in cucina, che per una parte degli esperti indicherebbero la presenza di almeno un’altra persona nei minuti o nelle ore precedenti all’omicidio.
Restano poi oggetti a lungo trascurati nelle inchieste originarie: un fazzoletto e palline di carta, mai sottoposti a test del Dna, e un’impronta di scarpa che non combacerebbe con le calzature note frequentanti l’abitazione. Alcune limitate tracce ematiche dovranno essere nuovamente valutate con analisi BPA, per ristabilire dinamica, posizione degli aggressori e direzione dei colpi.
La lettura alternativa dei consulenti
Nel confronto mediatico, le stesse evidenze vengono reinterpretate in modo opposto dai consulenti della famiglia **Poggi**. In studio, il perito di parte Dario Redaelli ha ridimensionato il peso degli indizi usati per sostenere l’ipotesi di più killer, sottolineando come dettagli domestici possano risultare fuorvianti se isolati dal contesto quotidiano della vittima.
La possibilità che **Chiara** abbia consumato due yogurt in momenti differenti, utilizzando due cucchiaini diversi, viene indicata come spiegazione plausibile senza dover chiamare in causa presenze ulteriori. Lo stesso discorso viene applicato allo spostamento delle sedie, che potrebbe derivare da abitudini di casa e non per forza da un incontro con più persone poco prima del delitto.
I consulenti sottolineano inoltre come la scena del crimine, già in parte contaminata dalle prime ore d’indagine, renda oggi complicato attribuire valore assoluto a reperti minori non adeguatamente repertati all’epoca. Per questa ragione, invitano a concentrarsi su riscontri tecnici più solidi, come impronte, orari certi e compatibilità delle lesioni con i movimenti ipotizzati dell’aggressore.
Il nodo del movente e il ruolo dei computer
Parallelamente alla pista dei possibili più killer, resta aperta e controversa la questione del movente. Nel rinnovato fronte accusatorio torna in primo piano il materiale pornografico rinvenuto nel computer di Alberto Stasi, al centro delle nuove consulenze di parte depositate in Procura a **Pavia** dopo la riapertura delle indagini. Alcuni analisti televisivi sostengono che proprio il tema della sessualità digitale possa aver generato tensioni nella coppia.
Le chat tra **Alberto** e **Chiara**, però, sembrano raccontare una gestione relativamente trasparente dell’argomento, con scambi in cui il ragazzo non nasconde le proprie abitudini online. Questo elemento viene usato dai difensori dell’ex imputato per sostenere che un conflitto improvviso e violento incentrato esclusivamente su tale aspetto appaia poco coerente con la comunicazione pregressa.
Nel frattempo, le ipotesi più estreme, dalle suggestioni “sataniche” a presunti giri oscuri sul web, restano sullo sfondo del dibattito televisivo, alimentando audience ma offrendo pochi riscontri investigativi concreti. Il vero punto irrisolto resta una trama causale convincente che colleghi con rigore prove, dinamica dell’aggressione e profilo psicologico di chi ha colpito.
FAQ
D: Perché si parla di più persone presenti nella villetta?
R: Soprattutto per le tre sedie spostate, i due cucchiaini di yogurt, i fazzoletti e le carte non analizzati e un’impronta di scarpa ritenuta incompatibile con quelle note.
D: L’ipotesi di più killer è condivisa dagli esperti della famiglia Poggi?
R: No, il consulente Dario Redaelli ritiene che quegli elementi possano avere spiegazioni domestiche e non dimostrino affatto la presenza di più aggressori.
D: Che ruolo ha il materiale pornografico nel dibattito sul movente?
R: È al centro di nuove consulenze come possibile fattore di tensione, legato all’uso del pc di Alberto Stasi e al modo in cui la coppia gestiva la sfera sessuale.
D: Le chat tra Chiara e Alberto cosa suggeriscono?
R: Mostrano una certa trasparenza del ragazzo sul tema della pornografia, elemento usato dalla difesa per mettere in dubbio un movente esplosivo fondato solo su questo.
D: Perché alcuni reperti non hanno valore probatorio forte?
R: A causa di raccolta incompleta, mancanza di test Dna e possibili contaminazioni iniziali, che oggi rendono difficile attribuire loro peso decisivo.
D: Cosa si attende dalle analisi BPA sul sangue?
R: Una ricostruzione più precisa della dinamica dei colpi, della posizione dell’aggressore e degli spostamenti nella casa al momento dell’omicidio.
D: Qual è lo stato delle indagini dopo la riapertura del caso?
R: La Procura di **Pavia** sta vagliando nuovi elementi tecnico-scientifici e rivalutando ruoli e alibi, senza escludere del tutto piste alternative.
D: Qual è la fonte giornalistica principale citata nelle ricostruzioni tv?
R: Le informazioni diffuse provengono in gran parte dai servizi e dagli approfondimenti di Mattino Cinque e dalle notizie riportate da Fanpage.it sul caso di **Garlasco**.




