Garlasco, nuove perizie sulle scarpe di Stasi e sulle impronte in casa riaprono interrogativi decisivi
Indice dei Contenuti:
Nuove perizie sul delitto di Garlasco riaprono il caso Stasi
Nel caso del delitto di Garlasco, gli esperti delle parti di Alberto Stasi e della famiglia Poggi stanno rianalizzando le impronte di scarpa trovate sulla scena del crimine, nella villetta di Chiara Poggi, a Garlasco, a distanza di anni dall’omicidio.
Le nuove consulenze, avviate nelle ultime settimane, mirano a chiarire chi indossasse le scarpe con i caratteristici “pallini” sotto la suola e quale fosse il numero esatto.
L’obiettivo è verificare se quelle impronte siano realmente compatibili con Stasi o possano indicare un diverso autore, con potenziali conseguenze sulla ricostruzione giudiziaria e sull’intero impianto accusatorio.
In sintesi:
- Nuove perizie sulle 25 impronte di scarpa rinvenute nella villetta dei Poggi.
- I consulenti di Stasi contestano modello e numero della calzatura attribuita all’imputato.
- La famiglia Poggi incarica un proprio esperto per una contro-perizia indipendente.
- Ipotesi di nuova simulazione della camminata di Stasi e di diversa arma del delitto.
I consulenti di Alberto Stasi hanno rimesso al centro le 25 impronte con pallini sotto la suola, elemento chiave che aveva contribuito alla condanna dello studente. Il legale di Stasi, l’avvocato Antonio De Rensis, ha ribadito in tv che *“Il mio assistito non ha mai comprato quel modello, né a Spotorno né altrove”*.
Secondo la difesa, Stasi indossava scarpe Geox, mentre le impronte rinvierebbero a un modello Frau, diverso da quello a lui attribuito nei processi.
Le nuove analisi tecniche puntano inoltre a determinare con maggiore precisione il numero della scarpa dal calco lasciato sul pavimento: le valutazioni preliminari parlano di un possibile 43-44, e non del 42 di Stasi, dato che, se confermato, potrebbe incidere profondamente sulla lettura probatoria del caso.
Perizie contrapposte, arma del delitto e nuove simulazioni
Alla mossa della difesa di Stasi ha risposto immediatamente la famiglia Poggi, che ha nominato un proprio consulente per una nuova analisi indipendente delle impronte. L’obiettivo è verificare dimensioni reali, deformazioni del calco e margini di errore dei precedenti studi, stabilendo se la traccia possa appartenere a una persona diversa dall’imputato.
La nuova consulenza, secondo indiscrezioni, potrebbe includere anche una rinnovata simulazione della camminata di Alberto Stasi all’interno della villetta, ripercorrendo i movimenti dichiarati nel momento in cui disse di aver scoperto il corpo di Chiara Poggi.
Questo test servirebbe a confrontare traiettorie, distanze, compatibilità delle impronte e dinamica temporale, per verificare l’allineamento tra dichiarazioni di Stasi e dati fisico-forensi raccolti sul luogo dell’omicidio.
Parallelamente, i consulenti dell’unico indagato nel nuovo filone investigativo stanno approfondendo un altro fronte cruciale: l’arma del delitto. L’attenzione si concentra sui particolari segni da “taglio” riscontrati sulle palpebre di Chiara Poggi.
Da queste micro-lesioni sarebbe emersa l’ipotesi di un martello speciale, con una faccia battente e una parte tagliente, usato sia per colpire con violenza sia per infliggere ferite mirate in momenti distinti dell’aggressione.
Secondo la ricostruzione tecnica, l’arma sarebbe stata utilizzata anche “di striscio”, delineando un aggressore considerato lucido, capace di agire in più fasi e con modalità differenziate, in un contesto che l’ex legale di Andrea Sempio, l’avvocato Massimo Lovati, ha definito come *“un’esecuzione”*.
Scenari futuri e possibili sviluppi giudiziari del caso Garlasco
Le nuove perizie sulle impronte di scarpa e sull’arma ipotizzata potrebbero aprire spazi per ulteriori iniziative difensive e, potenzialmente, per nuove valutazioni da parte della magistratura.
Se la non compatibilità tra numero della scarpa e piede di Alberto Stasi fosse confermata in modo univoco da analisi indipendenti, verrebbe messo in discussione uno dei tasselli probatori storicamente più discussi del procedimento.
Resta inoltre sullo sfondo la pista evocata dall’avvocato Massimo Lovati, secondo cui *“forse Chiara aveva davvero scoperto segreti inconfessabili, legati al mondo della pedopornografia a livello mondiale”*, scenario che, se corroborato da elementi oggettivi, potrebbe ridefinire il movente ipotizzato per l’omicidio e riaprire, almeno sul piano investigativo, mappe e responsabilità finora non esplorate fino in fondo.
FAQ
Cosa riguarda la nuova perizia sulle impronte del delitto di Garlasco?
La nuova perizia riguarda le 25 impronte di scarpa con pallini sotto la suola trovate nella villetta dei Poggi, rianalizzate per modello, numero e compatibilità con Alberto Stasi.
Perché il numero della scarpa è oggi così importante nel caso Stasi?
Il numero è decisivo perché le nuove stime indicano un possibile 43-44, non il 42 di Stasi; una discrepanza significativa potrebbe indebolire il peso probatorio delle impronte nella ricostruzione dell’accusa.
Quale arma del delitto ipotizzano i consulenti nel nuovo filone?
I consulenti ipotizzano un martello particolare, con un lato battente e uno tagliente, compatibile con i segni da “taglio” sulle palpebre di Chiara Poggi.
È prevista una nuova simulazione della camminata di Alberto Stasi?
Sì, è concretamente ipotizzata una nuova simulazione della camminata di Stasi nella villetta, per confrontare le sue dichiarazioni con traiettorie, impronte e tempi ricostruiti.
Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione giornalistica del caso?
Questa ricostruzione deriva effettivamente da un’elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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