Garlasco, nuova svolta in aula sul confronto decisivo Sempio Stasi

Nuova inchiesta e ruolo dell’avvocato Lovati
Nel caso di Garlasco, l’ex difensore di Andrea Sempio, l’avvocato Massimo Lovati, è ora imputato per diffamazione a Milano. La vicenda nasce dalle sue dichiarazioni pubbliche sulla gestione delle indagini relative all’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli, e coinvolge direttamente lo studio legale che ha seguito Alberto Stasi, condannato in via definitiva.
Le accuse di diffamazione e il decreto di citazione
Il pubblico ministero Fabio De Pasquale ha disposto la citazione diretta a giudizio di Massimo Lovati, fissando una prima udienza pre-dibattimentale davanti al giudice monocratico. Secondo l’accusa, uscendo dalla caserma dei carabinieri di via Monti, il legale avrebbe rilasciato dichiarazioni “gravemente diffamatorie” contro lo studio Giarda, attribuendo ai colleghi una presunta manipolazione dell’istruttoria del 2017 a carico di Andrea Sempio.
Al centro delle contestazioni ci sarebbe l’ipotesi che gli allora difensori di Alberto Stasi avessero “clandestinamente prelevato il Dna” di Sempio, orientando così l’attenzione investigativa. Tali affermazioni, rese davanti alle telecamere, hanno spinto Fabio ed Enrico Giarda a reagire in sede giudiziaria.
La reazione dello studio Giarda e i profili giuridici
I legali Fabio ed Enrico Giarda, difensori storici di Alberto Stasi in tutti e cinque i processi, si considerano parti offese. Contestano a Lovati di aver messo in dubbio non solo la correttezza professionale dello studio, ma anche la regolarità delle indagini. Sul piano giuridico la contestazione riguarda la lesione della reputazione, con possibile rilievo aggravato dalla diffusione mediatica delle frasi incriminate.
La posizione dell’ex difensore di Sempio, a sua volta assistito dall’avvocato Fabrizio Gallo, apre un fronte delicato: il confine tra diritto di critica sulle indagini e offesa personale. Il procedimento milanese sarà centrale per chiarire la tenuta probatoria delle accuse.
Il delitto di Garlasco e i nodi irrisolti
L’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco continua a generare dibattito pubblico, nonostante la condanna definitiva di Alberto Stasi. Nuove ipotesi, presunti depistaggi e riletture delle prove mantengono il caso al centro dell’attenzione mediatica, alimentando interrogativi sulle indagini originarie e sulle successive riaperture di fascicoli.
Bicicletta, sacchetto di vestiti e presunti depistaggi
Tra gli elementi più discussi emergono la bicicletta nera e il sacchetto di vestiti ritrovato nelle vicinanze della villetta di via Pascoli. Secondo l’avvocato Lovati, non si tratterebbe di semplici dettagli di contorno, ma di tasselli che avrebbero orientato la narrazione del caso verso una direzione precisa.
Il legale parla apertamente di “evidenti segni di depistaggio” attorno alla prima inchiesta, sostenendo che alcuni reperti e testimonianze avrebbero costruito una scenografia parziale. L’interpretazione di questi indizi rimane tuttavia controversa, poiché le corti hanno già valutato per anni il materiale probatorio disponibile.
L’ipotesi del sicario e il percorso di fuga
In recenti apparizioni televisive, tra cui la partecipazione a Mattino Cinque su Canale 5, Lovati ha descritto l’azione di un presunto “sicario professionista”. Secondo questa ricostruzione, l’omicida sarebbe entrato nella casa dei Poggi seguendo un percorso studiato, per poi fuggire dal retro verso la campagna e il canale Brielli.
La teoria esclude il coinvolgimento diretto di Stasi, ritenuto vittima di un impianto indiziario distorto. Questa lettura si scontra però con la sentenza definitiva e con la valutazione già compiuta su orari, movimenti e compatibilità delle tracce, creando un contrasto tra verità giudiziaria e contro-narrazioni difensive.
Impatto mediatico e profili deontologici
Le parole di Massimo Lovati hanno un impatto amplificato dal contesto televisivo e dal continuo interesse di stampa e talk show per il caso di Garlasco. Il coinvolgimento mediatico solleva interrogativi sul ruolo degli avvocati nello spazio pubblico, tra esigenze di difesa, ricerca di visibilità e rispetto dei limiti deontologici fissati dall’ordinamento e dagli ordini professionali.
Avvocati, media e responsabilità delle dichiarazioni
Le esternazioni di Lovati, definite talvolta bizzarre e fantasiose, si inseriscono in un quadro dove i professionisti del diritto diventano protagonisti del racconto giornalistico. La libertà di parola trova però un limite nella correttezza verso colleghi, magistrati e parti coinvolte.
Nelle indagini che restano al centro dell’attenzione pubblica, ogni affermazione su presunti depistaggi o manipolazioni può incidere sulla fiducia collettiva nella giustizia. L’azione penale avviata a Milano rappresenta anche un segnale sulla necessità di bilanciare il diritto di critica con la tutela della reputazione professionale.
Effetti su opinione pubblica e fiducia nella giustizia
Le contro-ricostruzioni del delitto di Garlasco contribuiscono a mantenere vivo il dubbio nell’opinione pubblica, a quasi diciannove anni dalla morte di Chiara Poggi. Il rischio è una perenne riapertura del “processo mediatico”, parallelo e spesso divergente rispetto ai verdetti giudiziari.
In questo contesto, le piattaforme televisive e digitali come Mattino Cinque e i portali di informazione hanno un ruolo cruciale nel verificare, contestualizzare e non amplificare tesi prive di adeguato supporto documentale. L’equilibrio tra cronaca, diritto di critica e rigore informativo resta il nodo centrale.
FAQ
Perché l’avvocato Massimo Lovati è imputato a Milano?
Massimo Lovati è imputato per diffamazione per alcune frasi rese pubblicamente, in cui avrebbe attribuito allo studio Giarda presunte manipolazioni dell’istruttoria 2017 su Andrea Sempio e un prelievo clandestino di Dna.
Chi sono Fabio ed Enrico Giarda e quale ruolo hanno nel caso?
Fabio ed Enrico Giarda sono gli avvocati che hanno difeso Alberto Stasi in tutti i procedimenti relativi all’omicidio di Chiara Poggi; si considerano persone offese dalle dichiarazioni di Lovati.
Cosa sostiene Lovati sui presunti depistaggi a Garlasco?
Lovati parla di “depistaggi” riferiti alla prima inchiesta, indicando come elementi fuorvianti la bicicletta nera e il sacchetto di vestiti, che a suo dire avrebbero influenzato in modo decisivo la narrazione investigativa.
Qual è la tesi del sicario professionista avanzata da Lovati?
Secondo Lovati, l’assassino di Chiara Poggi sarebbe un sicario professionista, entrato con un percorso studiato nella villetta e fuggito dal retro verso la campagna e il canale Brielli, ipotesi alternativa al coinvolgimento di Alberto Stasi.
Che valore hanno queste nuove ricostruzioni rispetto alla sentenza definitiva?
Le tesi difensive e mediatiche non modificano la verità giudiziaria: la condanna definitiva di Alberto Stasi resta efficace finché non emergano elementi nuovi tali da giustificare una revisione, finora non disposta.
Qual è la fonte principale delle informazioni su Lovati e sul nuovo procedimento?
Le informazioni ricostruiscono e rielaborano quanto riportato dalla cronaca giudiziaria nazionale sul caso di Garlasco e sulle dichiarazioni pubbliche dell’avvocato Massimo Lovati, oggetto del procedimento milanese.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
PUBBLICITA’ – COMUNICATI STAMPA – PROVE PRODOTTI
Per acquistare pubblicità CLICCA QUI
Per inviarci comunicati stampa e per proporci prodotti da testare prodotti CLICCA QUI





