Garlasco, nuova ricostruzione dell’omicidio Poggi: due armi e nessun graffio sul principale indagato

Delitto di Garlasco, nuove perizie ribaltano tempi e dinamica dell’omicidio
A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il delitto di Garlasco torna al centro dell’attenzione giudiziaria e mediatica.
Nuove perizie medico‑legali e ricostruzioni investigative, presentate anche in Rai nella trasmissione Lo Stato delle Cose, indicano una diversa dinamica dell’aggressione, un possibile utilizzo di due armi e uno slittamento dell’orario della morte.
L’anatomopatologa Cristina Cattaneo propone di collocare il decesso circa mezz’ora dopo la colazione, quando Alberto Stasi sarebbe già rientrato a casa a lavorare alla tesi: un dato che, se validato, inciderebbe sulla tenuta dell’impianto accusatorio.
In sintesi:
- Nuova perizia di Cristina Cattaneo posticipa la morte di Chiara di almeno mezz’ora.
- Tracce di sangue sul divano suggeriscono un’aggressione iniziata in salotto, non solo sulle scale.
- Ferite diverse aprono all’ipotesi di due armi o di uno strumento complesso.
- Foto di Alberto Stasi senza graffi indeboliscono la tesi di una colluttazione prolungata.
Le nuove analisi medico‑legali descrivono un’aggressione più lunga e frammentata rispetto alle ricostruzioni storiche.
Lividi, abrasioni e segni di difesa sul corpo di Chiara Poggi vengono letti come indicatori di una colluttazione prolungata tra piano terra e scala interna.
La presenza di macchie di sangue sul divano nella villetta di Garlasco assume così un ruolo centrale: per la difesa di Alberto Stasi, rappresentata dall’avvocato Antonio De Rensis, l’attacco sarebbe iniziato in salotto, con Chiara seduta o comunque vicina al divano, poi trascinata verso l’ingresso e le scale.
Nuove perizie, armi ipotizzate e orario della morte: cosa cambia davvero
Secondo la perizia di Cristina Cattaneo, l’orario del decesso andrebbe spostato in avanti di almeno mezz’ora rispetto alle prime valutazioni, collocandolo dopo la colazione.
Questa revisione temporale, che interseca anche precedenti valutazioni del medico legale Fortuni, ridisegna l’alibi di Alberto Stasi, che secondo i tabulati e le ricostruzioni difensive si trovava già a casa prima delle 10 a lavorare alla tesi.
In parallelo, il medico legale Francesco Fineschi rileva che le ferite riportate da Chiara Poggi presentano morfologie differenti: alcune tipiche di un colpo battente, altre meno riconducibili a un singolo oggetto.
Da qui l’ipotesi di più armi oppure di un unico strumento “complesso”, simile ma non sovrapponibile a un martello tradizionale.
La lettura delle tracce ematiche sul divano divide gli esperti: per il difensore De Rensis l’attacco sarebbe iniziato proprio lì, mentre il consulente dei Poggi, Marzio Capra, ritiene plausibile che quelle gocce provengano dalle mani insanguinate dell’aggressore o dall’arma che gocciola, durante una pausa dell’azione violenta.
Capra non esclude che l’omicida si sia fermato per alcuni istanti in salotto, forse con Chiara ancora viva, prima di sferrare ulteriori colpi nell’area delle scale dove il corpo è stato ritrovato.
Resta aperto anche il nodo dell’impronta insanguinata sul pavimento: il consulente della difesa Oscar Ghizzoni contesta l’attribuzione sicura alla misura 42, sottolineando che peso, andatura e viscosità del sangue possono deformare l’impronta; l’ex comandante dei RIS Luciano Garofano continua invece a considerarla compatibile con scarpe Frau acquistate a Spotorno.
Foto, segni mancanti e possibili sviluppi investigativi futuri
Elemento nuovo è la circolazione di immagini scattate nei giorni successivi al delitto, in cui Alberto Stasi appare in maniche corte e senza graffi o morsi sulle braccia.
Se la colluttazione fosse stata lunga e violenta, come suggeriscono le nuove analisi, l’assenza di lesioni visibili sull’imputato potrebbe incrinare ulteriormente la compatibilità fisica tra lui e l’aggressore di Chiara Poggi.
In una telefonata resa nota di recente, la madre di Alberto Stasi ribadiva alla madre di Chiara che il figlio “non aveva graffi”.
Questi elementi non cancellano la condanna definitiva, ma offrono materiale per nuove riflessioni su tempi, modalità e autore del delitto di Garlasco.
L’eventuale convergenza di perizie indipendenti su un orario di morte diverso, su una dinamica più complessa e sull’uso di uno strumento non identificato potrebbe alimentare richieste di revisione o ulteriori approfondimenti tecnici, mantenendo il caso tra i più discussi della cronaca giudiziaria italiana.
FAQ
Qual è la novità principale emersa sulla morte di Chiara Poggi?
La novità principale è lo spostamento in avanti di circa mezz’ora dell’orario del decesso, proposto dalla perizia di Cristina Cattaneo, con possibili ricadute sull’alibi di Alberto Stasi.
Perché il sangue sul divano della villetta di Garlasco è così rilevante?
È rilevante perché suggerisce che l’aggressione possa essere iniziata in salotto, modificando la ricostruzione della scena del crimine rispetto alle versioni iniziali.
Cosa implicano le nuove ipotesi sulle armi utilizzate nel delitto?
Implicano che le ferite di Chiara Poggi potrebbero derivare da due armi diverse o da un unico strumento complesso, non perfettamente assimilabile a un semplice martello metallico.
Che ruolo hanno le foto di Alberto Stasi senza graffi sulle braccia?
Hanno un ruolo centrale perché, a fronte di una colluttazione prolungata, l’assenza di graffi visibili su Stasi può essere letta come elemento a favore della sua estraneità fisica all’aggressione.
Da quali fonti è stata ricostruita questa analisi sul delitto di Garlasco?
Questa analisi deriva da una elaborazione congiunta e autonoma di contenuti provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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